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Ascolto Abba Sto leggendo Playng for Pizza, di Grisham Ho appena visto Sidewalks of New York. Verboso, presupponente e troppo lungo..
11/03/2010 @ 1.47.02
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Ma se Berlusconi prendesse una multa per divieto di sosta, farebbe un decreto interpretativo per spiegare che in realtà il divieto di sosta non è proprio un divieto, oppure spiegherebbe che non può andare a pagare la multa perché ha dei legittimi impedimenti?
Di Carmine (del 05/03/2010 @ 18:18:57, in Gnius, cliccato 11 volte)
Lo ammetto: mi è capitato in passato di mangiare in un fast food, così come capita di scivolare in una pozzanghera o di beccare un paletto parcheggiando. Ne sono sempre uscito con il colesterolo ammaccato, ma tant'è. Sono spesso gli unici posti in cui si riesce a mangiare nei dintorni delle stazioni e gli unici aperti in certi orari, per cui uno si sente condannato. So di alcuni a cui quel clima di gasolio fritto e poliestere addirittura piace. Ma quando ho visto la campagna del McItaly, persino la mio coscienza sonnolenta di uomo del terzo millennio ha avuto un sussulto. Ma come? Il simbolo più deteriore della catena di montaggio applicata alle nostre vite (paga-ingoia-esci-paga-ingoia-esci-paga-ingoia-esci) associato ai prodotti agricoli italiani? Si dice: almeno così sai che mangi carne italiana e non un frullato di budella di mucche irlandesi e vacche della Nuova Zelanda. Almeno sai che l'insalata è coltivata nei campi e non in serre biotecnologiche su un altopiano centroamericano. E perché, da quando la cucina italiana è fatta dagli ingredienti, e non dalla creatività con cui si combinano? Italy per me vuol dire prendere americanissimi pomodori e trasformarli, con pazienza e delicatezza, in ragù. Italy per me vuol dire prendere le patatone tedesche e cuocerle al forno con lentezza e rosmarino, anziché stritolarle in un elettroshock di oli bisunti. Italy vuol dire mangiare la carne (e non tutti i giorni) con la forma che ha, che sia costata o petto di pollo, e non ho mai visto un macellaio affettare bistecche di forma rotonda. Pane e mortadella, ecco cos'è Italy. Insalata caprese, ecco cos'è Italy, con un po' d'olio d'oliva, e senza salsine speziate. Senza zuccheri aggiunti. E senza l'inutile cetriolo che - lo cantavano anche i Gem Boy - nei fast food infilano tanto per scrupolo di coscienza: mangi un panino di carta come un pollo in batteria, ma insomma, c'è pure il cetriolo. Quale sarà il prossimo passo? La pizza all'ananas con frutta solo italiana? Colazione con pancetta e uova rigorosamente prodotte in Italia? Salsiccia e crauti coltivati in sicilia? Buon appetito, italyani.
Credo che alla fine si risolverà tutto  Però ammettiamolo, la commedia all'italiana al cinema non ci riesce più, ma in quale altro paese può essere eliminata una lista (che verrà recuperata, figurarsi...) perché un funzionario va a farsi un panino e non consegna in tempo le pratiche necessarie? PS Complimenti all'autore di questa vignetta che ho visto su Repubblica, per fortuna la satira non va mai in crisi...
Di Carmine (del 27/02/2010 @ 09:40:45, in Sport, cliccato 21 volte)
Non sono un esperto di pattinaggio artistico, ma certo non occorre essere troppo competenti per capire che certe cadute rovinose sul fondoschiena oltre a non essere piacevoli non sono proprio gesti sportivamente eclatanti. Di più, sono un po' come scivolare battendo un rigore, come sbagliare gli ultimi due tiri liberi, come distrarsi e finire fuori strada a pochi chilometri dal traguardo. Ieri alle olimpiadi di Vancouver Carolina è caduta tre volte. Ma si cade perché si osano salti e movimenti complessi. Basterebbe avere un profilo più basso per non correre rischi. Ma con un profilo basso non si vince mai. Si cade perché si rischia, e rischiare è indispensabile per vincere: altrimenti si chiederebbe ad un altro di battere il rigore o si tirerebbe su il piede dall'acceleratore a costo di farsi sorpassare. Coraggio, Carolina: ieri è stata una brutta giornata, ma chi è dotato di un minimo di cultura sportiva sa che la sconfitta è parte determinante del gioco, e il vero campione è quello che sa perdere. Pazienza se i nostri politicanti ai vertici delle federazioni sportive sono solo capaci di dire in televisione "evidentemente non è una campionessa... è delusa lei ma siamo più delusi noi che abbiamo creduto in lei". Sono parole che dimostrano un'ignoranza e una mancanza di cultura dello sport agghiaccianti, per chi dovrebbe essere d'esempio. Ma sai, Carolina, i capi dei comitati olimpici, bontà loro, non cadono mai
30, 40, 50%. L'idea di pagare qualcosa la metà spesso ci fa dimenticare che l'altra metà comunque la paghiamo, e in ogni caso non ci serve. Talvolta sono gli uomini a cadere nel tranello dello sconto, che poi serve solo a tenere a bada la coscienza: si pensi agli incentivi auto, che scontano di due o tremila euro vetture con un prezzo di catalogo maggiorato di quattromila. Ma più spesso sono le signore a farsi tentare dalle cinque lettere magiche: S come Sconto, A come Adesso, L come Libertà, D come donna, I come Impulso. SALDI. Scarpe, borse, cappotti. Per le più aggressive anche accessori d'arredo, bigiotteria o bricolage. Nei casi più patologici ci sono ragazze che comprano software di gestione documentale e guinzagli decorati a mano, e il guaio è che non hanno né computer né cani. Il serpente che tentò Eva non le propose chissà quale beneficio né l'allettò con chissà quale promessa. Semplicemente, le disse che quella mela era in sconto per i saldi di fine stagione.
Di Carmine (del 17/02/2010 @ 20:03:57, in Tivvù, cliccato 31 volte)
Panem et circensem, dicevano i romani. Un po' di circo serve a tenere buone le masse, visto che di pane ce n'è poco. E l'ultimo circo ancorsa esistente è proprio Sanremo, in un tripudio leghista a cui mancavano solo le bandiere verdi. Perché dico questo? Perché nell'era delle escort e delle massaggiatrici, l'unico momento di vero spettacolo è stato dato da una donna nuda in una coppa di champagne. Su Rai Uno! Ai miei tempi bisognava aspettare Colpo Grosso sulle emittenti locali. Perché non c'è un annunciatrice, ma due tette con dietro una testa, quella rassicurante e un po' stiracchiata della Clerici che, come fa notare un articolo di Repubblica, cita Morgan come se fosse Montale. Perché tra gli esclusi ci sono due terroni come Nino D'Angelo e Toto Cutugno (soprattutto quest'ultimo però non ha fatto molto per evitare l'esclusione) e quel circolo di nostalgici monarchici che inneggia all'Italia unita in un tripudio alleanza-nazional popolare. Perché ci sono giovinastri insulsi privi di talento ma molto intonati sfornati dai talent-show che servono a dare un'illusione ai precari narcotizzati dalla televisione. Perché ci sono scampoli di sinistra (Cristicchi è l'unico raggio di sole in un questra brughiera nebbiosa) ma quando i Nomadi e Irene Fornaciari cantano "Perché il modo piange?" verrebbe da scuoterli e gridare: e ve lo domandate pure? Perché la regia dà un colpo al cerchio e uno alla botte e regala un occhio di riguardo a Moro (split screen?) e al suo alter ego di destra Povia, meno orecchiabile del solito, la cui canzone probabilmente finirà come merita, sepolta da uno spesso strato di indifferenza. Mentre un bell'assolo di basso riscatta una canzone di Ruggeri molto al di sotto della sua media e le coriste di Arisa strappano l'unico sorriso della serata, non resta che aspettarci la ronda finale che canti O mia bella madonnina e in un sussulto di orgoglio ci spinga a scuoterci e spegnere il televisore.
Periodicamente ci capita di fare acquisti più o meno ecologici, piùo meno intelligenti che servano a farci sentire a posto con la coscienza. La carta riciclata, il sacchetto biodegradabile. Però sono scuse, perchéla verità è che continuiamo a essere immersi in un mondo basato su uno spreco. Un utilitaria di dieci anni, non importa se ancora perfettamente funzionante, non è assicurabile per un valore superiore ai 1000 euro. E se si ammacca il paraurti, il carrozziere per cambiartelo ti chiede 800 euro. Per un auto che nominalmente ne vale 1000. Dove sia il trucco non lo so, il risultato è che quell'automobile, che a Cuba o nell'Africa equatoriale sarebbe un lusso, finisce ad ingrossare il mucchio di rottami di qualche discarica. E che dire delle batterie dei cellulari? Si scarica la batteria, si butta il cellulare. E le cassette di birra, per le quali si rendevano i vuoti? E i televisori? Io me lo ricordo ancora il tizio con la sua borsa nera da tecnico e i suoi schemi stampati fittissimi, che si nascondeva dietro il televisore, osservava,smontava, cambiava un pezzo e per magia tornava a farla funzionare. Pensate che oggi qualcosa del genere sarebbe possibile? Siamo degli spreconi e anche se ci sforziamo di risultare solidali, equi non lo siamo per niente.
La parola d’ordine per il giovane papà è ottimizzare i tempi. Proprio come nelle aziende più avanzate o nelle comunità più complesse, nemmeno un secondo dovrà essere sprecato, considerando il numero esorbitante di essi che verrà inghiottito nel baratro della prole. Per cui il giovane papà si attrezza e fa esperienza sulla propria persona del multi-tasking: legge il giornale e contemporaneamente guarda il suo telefilm preferito (e finalmente capisce perché le fiction hanno tanton successo: si riescono a seguire anche svolgendo contemporaneamente altre tre attività). Chiude le finestre e contemporaneamente cerca di far addormentare il pupo. Prepara la roba per il giorno dopo e contemporaneamente si lava i denti (molto comodo lo spazzolino elettrico, ma attenti alle gocce sul petto). L’ultima frontiera del giovane papà è Internet. Grazie al wireless, può aggiornare il suo blog in bagno mentre adempie a funzioni fisiologiche primarie. Facendo però bene attenzione che la webcam sia spenta, ché sarebbe imbarazzante.
Per carità, io ci credo al riscaldamento globale del pianeta. Ci credo al buco nell'ozono e all'effetto serra che rischia di soffocarci. Ci credo allo scioglimento dei ghiacciai e al conseguente innalzamento del livello del mare che rischia di far scomparire isole e coste. Non sono mica uno di quei balordi sedicenti scienziati negazionisti che si affrettano a tranquillizzare dicendo che va tutto bene, per permettere a chi li paga di continuare a inquinare. Ci credo. Ma ieri, mentre aspettavo il treno con oltre dieci gradi sottozero passeggiando tra il ghiaccio per evitare che i piedi mi diventassero blu, ho pensato che se questo è il riscaldamento globale, e lo è, allora non voglio nemmeno pensare cosa fossero le ere glaciali...
Di Carmine (del 31/01/2010 @ 13:12:48, in Media, cliccato 47 volte)
Classifica dei migliori film visti nel 2009 dall'amico cinefilo (se non condividete non prendetevela con me: anche io ho qualche dubbio, per esempio secondo me Into thw wild è il film più noioso degli ultimi dieci anni!) Il voto è espresso secondo la scala Pika's FIlm Ranking:
sufficienza: > 80 capolavorino: 87 - 89 capolavoro: 90 - 92 capolavorone: 92-100
01 Parnassus, l'uomo che voleva ingannare il diavolo 94- 02 Capuccetto rosso e gli insoliti sospetti 91+ 03 La classe 91 04 Kung fu panda 91 05 Into the wild 91- 06 Onora il padre e la madre 91- 07 The millionaire 90+ 08 Coraline 90+ 09 Valzer con Bashir 90 10 Lezioni di cioccolato 90 11 Wanted 90 12 Il cacciatore di aquiloni 90- 13 Gran Torino 90- 14 La sconosciuta 89+ 15 Il curioso caso di Benjamin Button 89- 16 Gone baby gone 89- 17 Yes man 88+ 18 La guerra di Charlie Wilson 88+ 19 Ortone ed il mondo dei chi 88 20 Ember - il mistero della città di luce 88 21 Lars e una ragazza tutta sua 88 22 Pocahontas 88 23 Ponyo sulla scogliera 87+ 24 La città proibita 87+ 25 Giù al nord 87 26 Nessuna verità 87 27 Ant bully - una vita da formica 87 28 V per vendetta 87- 29 Twilight 87-
Le delusioni dell'anno sono invece state:
Parlami d'amore 76 Babylon A.D. 77 Inkheart 75 Un giorno perfetto 76 The strangers 73 Viaggio al centro della terra (2008) 72 Ultimatum alla terra (2008) 77+ Come Dio comanda 76-
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