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Ascolto Gli spostati, su Radio 2 Sto leggendo L'uomo che guardava passare i treni, di Georges Simenon Ho appena visto Aiuto sono un pesce. Visto, rivisto, visto, rivisto...
09/09/2010 @ 19.07.33
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Di Carmine (del 31/05/2005 @ 21:01:51, in Sport, cliccato 278 volte)
La pagina di oggi è molto "personal", nel senso che questa notizia non apparità sulle pagine dei quotidiani nazionali nè ne sentiremo parlare in televisione, ma per la comunità dalla quale provengo e alla quale sono ancora affettivamente legato è un momento particolare: il Real Statte, squadra di calcio femminile, ha vinto 4-1 la finale scudetto contro il Palermo e si è laureato campione d'Italia. Per una volta quindi Statte non sale alla ribalta della cronaca per un episodio di cronaca nera, e il merito è di queste ragazze e del loro allenatore Marzella. Congratulazioni, siete la dimostrazione che quando c'è l'impegno e la determinazione i risultati arrivano anche senza grande risorse economiche o grandi strutture (a proposito, dove vi allenate? Vabbè che manco da tempo da Statte ma non ricordo sia sorto niente che somiglia ad un palazzetto dello sport...Se pensate che una quindicina d'anni fa giocavo a basket outdoor, e per tirare da tre dovevo calcolare la direzione del vento...) Una bella notizia, ci voleva. Qualche detrattore dirà che in fondo il calcio femminile a 5 è una disciplina minuscola, che è praticata da poche persone e seguita da meno, che è facile essere primi quando c'è poca competizione.
Lasciateglielo dire: è tutta invidia.
Di Carmine (del 28/05/2005 @ 20:08:33, in Tivvù, cliccato 297 volte)
Mi piacerebbe che gli americani ammettessero che la guerra è indispensabile a rimettere in moto il loro sistema economico basato sullo spreco. Mi piacerebbe che chi ci ha governati negli anni '70 ammettesse: temevamo che con i comunisti al potere saremmo stati invasi dall'Unione Sovietica, e abbiamo permesso e tollerato delle porcherie immonde spinti da questa paura. Mi piacerebbe che Berlusconi ammettesse: ho cominciato a far politica perché temevo di finire in galera. Non ci sono portato, non mi piace, non mi riesce: torno a occuparmi dei mie affari, dello stato se ne occupi qualcun altro, tanto Tangentopoli è lontana e in galera non ci vado più. Mi piacerebbe che Rutelli ammettesse...ehm...non pretendiamo troppo...mi piacerebbe che il su portaborse gli passasse il solito foglietto per i giornalisti con su scritto: io sono di destra, ma di là non mi vogliono, è per questo che sono finito nella Margherita. Mi piacerebbe, certo, ma so che sono sogni irrealizzabili. Volando decisamente più basso, mi piacerebbe che Maria De Filippi ammettesse nel suo programma: cari ragazzi, lo scopo di questa trasmissione è generare tradimenti. C'è tanta gente sadica a casa che prova piacere a gustarsi un cornxto indiretta che scopre della sua condizione davanti a milioni di spettatori. Avete scelto voi di partecipare, il nostro pubblico è quello che è, se non vi sta bene tornatenevene a casa. Apprezzerei molto di più degli squallidi "sta nascendo una bella amicizia" "c'è un feeling profondo fra noi" "questa trasmissione serve a mettera alla prova il vostro amore per rinforzarlo". Basta con queste falsità. Si comincia con queste menzogne ipocrite e benpensanti e si finisce nell'abituarsi alle stragi impunite.
Di Carmine (del 26/05/2005 @ 21:53:45, in Gnius, cliccato 246 volte)
All'inizio non mi sono sbilanciato. Avevo deciso di mantenere un aplomb dignitoso, godermi la partita senza farmi coinvolgere troppo. Il primo gol è arrivato che guardavo Ferrara su La7, ma mi ha fatto presagire una serata di gloria per il Milan. Per il resto del primo tempo i rossoneri hanno dominato, e in concomitanza le telecamere di Mediaset hanno cominciato a ghermire, carezzare, solleticare il padrone. A quel punto mi sono innervosito. Battutine da pianobar e sorrisi dispensati magnanimamente hanno cominciato a ronzarmi in testa, l'antipatia è cresciuta man mano che cresceva il potere rossonero. Sul 3-0 una possibile settimana trionfalistica del padrone sembrava inevitabile, e allora anch'io mi sono fatto prendere dal conflitto di interessi. Non è colpa mia se il padrone del Milan è il padrone delle televisioni che lo inquadrano sorridente e ed anche il primo ministro: non sono stato io a mischiare per primo calcio e politica. Ma se lui può gridare Forza Italia facendone un partito, io posso gridare forza Liverpool, entusiasmarmi per una rimonta imprevista, gridare di autentica gioia al pareggio, commuovermi quasi per la vittoria. Mi aspetto le vostre obiezioni, amici milanisti: siamo italiani, l'amor di patria, bla bla. Vero. Mi dispiace. Ma il calcio non è razionale, il calcio è infantile. Da una parte c'era la squadra del padrone, dall'altra una squadra operaia (nel gioco e nello sile). Si fosse trattato del Chelesea, per dire, sarei stato più imparziale. Ma vedere dei reds portare via la coppa al padrone, amici milanisti perdonate il mio infantilismo, è stata una goduria...
PS Sapete perché il Milan ha perso? Perché nel Liverpool non c'era nessun Rutelli...
Indagine Astra-Demoskopea su un campione di 2000 donne italiane. Una su due non usa contraccettivi. Se si confronta questo dato con il fatto che le interruzioni volontarie di gravidanza calano del 44% rispetto all'82 e che la natalità è la più bassa d'Europa, ci sarebbe poco da star sereni: o gli italiani sono diventati sterili, o non fanno più l'amore.Io invece non mi preoccuperei, perché c'è un dato che fondamentale che gli analisti trascurano.
Le donne italiane mentono alle indagini demoscopiche...
Come inviato in Messico per la Talpa, o in Brasile per la Fattoria, o in un ipotetico reality show in Lapponia sarebbe perfetto. Già lo vedo abbronzato, con il sorriso belloccio, la giacchetta disinvolta mentre scatena bagarre in studio cambiando opinione ad ogni puntata. Oppure me lo immagino mentre riferisce ai concorrenti notizie e informazioni inventate per poi smentirle il giorno dopo e ribadirle dopo due giorni. Ma sarebbe fantastico anche nel dirigere un talk-show, assolutamente imparziale visto che nessuno sarebbe in grado di capire da che parte sta: da tutte e due, probabilmente. Sarebbe l'erede perfetto di Biscardi, con la sua capacità strardinaria di friggere l'aria e distribuirla al popolo come se si trattasse di meditazioni illuminate; e, restando nel mondo del calcio, sarebbe il presidente ideale, sempre pronto a trovare colpevoli e dichiarare vittoria dopo una retrocessione. Insomma, ci sono migliaia di professioni in cui Rutelli riuscirebbe meglio che in quella di politico. Troviamogliela, lanciamo una petizione, una rraccolta firme per cercargli un nuovo impiego. E la vittoria del centrosinistra sarebbe certa.
"Vale non c'è, provo a sentire dall'Ale se può venire con la Franci e il Giampi..." scampoli di dialoghi immaginari ma neanche tanto in una qualunque città al nord di Roma. So che danno i brividi solo a riprodurli, trasudano bruttezza e superficialità. Premetto che non sopporto l'usanza dialettale settentrionale di chiamare i nomi femminili anticipati dall'articolo, lo trovo un retaggio maschilista; tuttavia spero che non scompaia perché è un'argomentazione vincente contro tutti i settentrionali che pretendono di vantarsi dell'emancipazione femminile nelle loro zone trascurano questi dettagli importanti (il linguaggio è da sempre un indicatore fondamentale della cultura di un popolo!) Io non solo non dirò mai "la Vale", siamo in democrazia, gli altri dicano quel che vogliono, ma non dirò neanche "Vale": ti chiami Valentina, o Valeria, o Valebalda (?) il tuo nome ha una storia e una tradizione, perché mozzarlo in maniera così truce? Per far prima? Ma non scherziamo, capisco uno che si chiama Domenico diventi Nico e tollero che Elisabetta diventi Elisa o Betta, ma da Alessia ad Ale risparmiamo una sillaba, suvvia! Temo che in tutto ciò ci sia la solita influenza americana: gli americani si chiamano spesso Al,Joy, Bo o Bob. Ma i loro nomi "non significano un c*zzo", come ricorda una meravigliosa battuta di Pulp Fiction; i nostri sì, fino a quando a furia di troncarli non ne dimenticheremo l'origine...
Esmeralda: What is your name? Butch: Butch. Esmeralda: What does it mean? Butch: I'm American, honey. Our names don't mean sh*t
L'avevo promesso e mantengo, parliamo finalmente un po' dell'incontro tra la primavera e il genere maschile e le conseguenze nefaste di questo idillio, dopo due post dedicati alle donne ( Ombelichi e concorrenza... e La vita è bella se non è troppo bassa ). Ok, amici maschi, fa caldo anche a voi, siete carichi come una lattina di birra dopo una centrifuga e avete più ormoni che che globuli rossi in circolo: questo non giustifica però l'eccesso di sudorazione e l'aumento di produzione salivare che vi caratterizza alla vista di qualche centimetro di pelle femminile scoperta. Calma e sangue freddo. Intanto, anzichè depilarvi le sopracciglia andando in giro con il profilo di una bambola di porcellana cinese, rasatevi sotto le ascelle, non attenterà alla vostra virilità e in compenso migliorerà la vita dei vostri compagni di viaggio in autobus. Poi riflettete cinquanta volte prima di indossare una maglietta aderente: mette in mostra più la pancia che il bicipite. Niente cappellino negli ambienti chiusi, ormai anche il cantante dei Subsonica si è rassegnato a mostrare la pelata, siate dignitosi: siete comunque meglio voi che Baccini e Ron col toupè. Pensate a tener puliti i vostri denti invece di preoccuparvi delle scarpe, che sono fatte per sporcarsi. E curate le mani: le donne le guardano molto. Sì, lo so, guardano anche il vostro sedere, ma per sistemare quello non basta certo una manicure...
Di Carmine (del 18/05/2005 @ 21:01:29, in Gnius, cliccato 267 volte)
I giornalisti dal luogo comune facile parlano di "rivoluzione digitale": il Ministero dell'Interno ha infatti pubblicato in questi giorni il decreto con cui si chiede agli enti locali di certificare i dati dei bilanci. Fin qui niente di nuovo, avviene da oltre vent'anni,la novità è che i dati si possono inviare con floppy disk. Capperi, siamo troppo avanti, speriamo che si trovino in giro ancora dei floppy. Ma non finisce qui: il Viminale ha chiesto che il software usato per certificare i bilanci sia utilizzabile su Pc compatibili Ibm, sistema operativo Ms-dos 3.3 e successivi, oppure Windows 95 e 98. Altro che Linux, al ministero usano ancora il Dos di 20 anni fa: la rivoluzione digitale evidentemente è appena partita e si compirà fra 30 anni, quando si potranno usare i cd-rom e Windows Xp...
La Sicilia è la terra di Peppino Impastato, Falcone, Borsellino, e tanti altri eroi che non sto a citare, e solo per questo merita un rispetto e un amore immenso. Però però, capperi, con una condizione economica disastrosa, con un governo evidentemente in difficoltà, con un clima politico straordinariamente favorevole al centrosinistra, conferma (con qualche scalfitura, ma niente di rilevante) la sua fiducia nella destra. Conferme in particolare l'operato del governatore Cuffaro che molti ricorderanno in una vecchia puntata del Maurizio Show contestare violentemente Giovanni Falcone perché il magistrato a suo dire offendeva l'immagine della Sicilia (si è ripetuto anche più recentemente contestando Report reo di aver detto che in Sicilia c'è la mafia). C'è chi ha fatto notare che senza la Sicilia l'Italia sarebbe stata governata per 50 anni dalla sinistra: ragionamento un po' stucchevole perchè si potrebbe dire il contrario eliminando l'Emilia Romagna, ma insomma, l'idea è chiara: il clima politico italiano, quella rabbia e quella insoddisfazione diffuse da Trento a Reggio Calabria (avvertito anche da Lombardia e Veneto) non influenza lontanamente l'isola che vota soddisfatta il centrodestra. Come se la Sicilia fosse un posto a parte.
Gli eroi sono evidentemente lontani, mentre mi balza agli occhi l'immagine di una scritta visibile dal traghetto quando si approda in Calabria (vista in tivù perché di persona non ci sono mai stato): benvenuti in Italia.
Contenti voi, amici siciliani...
Verrà un giorno in cui vagherai assetato in un immenso deserto infuocato, con il sole che brucerà la tua pelle, la testa che ti girerà mentre a carponi ti trascinerai cercando ristoro per le tue labbra arse e gonfie; e quando ormai tutto sembrerà perduto e ti sentirai pronto all'ultimo definitivo viaggio, la mia sagoma lontana si appresterà sul tuo cupo orizzonte. Raccogliendo le tue ultime energie ti sforzerai di avvicinarti, alzerai un braccio dolorante, chiederai soccorso animato da un nuovo barlume speranza. Verrà quel giorno, e quando dopo dolorosi passi mi avrai raggiunto, ti accorgerai che ho con me una caraffa di acqua fresca di sorgente: il tuo sguardo incrocerà il mio, non potrai riconoscermi nè fare nulla mentre sorridente mi verserò tutta l'acqua sui piedi cantando Singin' in the rain. Verrà quel giorno, grandissimo cornxto che mi hai scarnificato il paraurti con la tua manovra avventata, e quel giorno le ultime parole che ricorderai saranno le mie inesorabili "Impara a parcheggiare". Cornxto.
PS Ringrazio per l'ispirazione il grandissimo Alex Drastico del maestro Antonio Albanese
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