Il blog di Carmine Caputo
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 W la foca... di Francesco
 
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Siamo tutti nella stessa barca, solo che c'è chi muore di fame nella stiva e chi prende il sole e sorride al timone.

Carmine Caputo
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Progetti per l'estate. Quest'anno...

 Compro un'isola greca e ci passo le ferie
 Viaggio esotico il più lontano possibile
 Capitale europea: breve vacanza ma intensa
 Mare, mare, fortissimamente mare
 Montagna. Ho bisogno di aria fresca
 Centro benessere, Ho bisogno di coccole
 Resto a casa, ho i soldi appena per un'aranciata

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09/09/2010 @ 18.57.58
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Carmine (del 28/06/2005 @ 21:28:30, in Gnius, cliccato 985 volte)

L'offerta della Titano Films

A maggio è apparsa una campagna pubblicitaria piuttosto massiccia che ha coinvolto molte riviste del gruppo Mondadori (Focus, Jack, Panorama, Donna Moderna) con un offerta piuttosto allettante: a soli 79 euro (88 con le spese postali) si aveva diritto ad un pacchetto di 10 dvd più un lettore portatile omaggio. L'offerta è ancora valida e visibile sul sito www.titanofilms.com, ma prima che ci andiate vi anticipo che non c'è nessun lettore dvd, almeno per ora. A dire il vero già dopo una lettura del regolamento sul sito si intuiva che qualcosa non quadrava: si parlava infatti della possibilità, da parte della Titano Films Srl, di sostituire l'omaggio con un altro del valore equivalente di 43 euro. Anticipo subito che ho aderito all'iniziativa, principalmente perché mi interessava il cofanetto "Evergreen" indipendentemente dal premio, certo appetitoso, ma non indispensabile. Dopo circa un mese dall'invio dell'ordine ho ricevuto sì i dvd, di ottima qualità tecnica e in versioni rimasterizzate (si tratta nel caso del cofanetto da me scelto di film d'annata), ma al posto del lettore ho trovato...Una bottiglia di spumante. Proprio così. E come me praticamente la totalità degli acquirenti, come potete notare da questo blog: http://www.ictblog.it/index.php?/archives/203-La-Titano-Films-regala-un-lettore-DVD-portatile-con-schermo.html
oppure cercando "Titano Films" nei gruppi di discussione. Allora? La versione ufficiale della società è che la domanda ha superato le attese e li ha colti impreparati. Hanno inviato una bottiglia per scusarsi, e invieranno presto il lettore. Come scusa è molto debole: non si lancia una campagna pubblicitaria da decine, forse centinaia di migliaia di euro come la loro, senza prevedere un riscontro ottimo. E poi, se la loro versione fosse vera, qualcuno dovrebbe aver ricevuto il lettore: invece pare proprio che tutti quanti abbiano ricevuto la bottiglia. Un altro indizio a sfavore della società riguarda proprio la bottiglia: di fronte alla valanga di richieste,infatti, non hanno recuperato i lettori, ma sono stati pronti a inviare lo spumantino con tanto di pacchetto predisposto: non è un'attività che si improvvisa da un giorno all'altro, obiettivamente. Sarebbe stato facile immaginare dei ritardi, forse una lettera di scuse, non uno spumante.

E allora? Allora, ricapitoliamo.

 Il cofanetto dei dvd ha un valore di circa 40/50 euro all'ingrosso, comprandone enormi quantitativi la TItano li avrà pagati molto meno. Lo spumante varrà 3, 4 euro. Quindi, chi come me ha comprato il pacco soprattutto per i dvd, non può lamentarsi troppo, si tratta comunque di una transazione onesta, visto che nella grande distribuzione uno di quei dvd può costare comunque intorno ai 9/10 euro. Ma c'è davvero, per la Titano, margine sufficiente per regalare un lettore che, per quanto cinese e per quanto non di marca, all'ingrosso non può costare meno di 30, 40 euro? A questo punto le ipotesi sono quattro.

La prima, è quella dichiarata dall'azienda, che presenta però parecchi punti oscuri.

La seconda è quella cattiva: la Titano si dall'inizio sapeva di non avere i dvd, e ha regalato la bottiglia solo per fare peso: altrimenti la gente avrebbe rifiutato il pacco, perché troppo leggero. I nostri scompariranno presto in qualche isola caraibica con i soldi dell'affare, e ciao ciao lettori dvd. Anche questa ipotesi lascia dei dubbi. Se proprio si voleva fare peso truffando, tanto valeva spedire una scatola di cartone, senza neanche i dvd. Certo, avrebbero avuto subito le denunce e la polizia addosso, e quindi non avrebbero potuto smaltire tutte le copie. L'ipotesi è suggestiva, ma tuttavia non ci credo: chi vuole truffare ha degli strumenti migliori per farlo, e poi, perché accettare il contrassegno? Se avessero davvero voluto truffare, avrebbero potuto accettare solo pagamento in anticipo: inveve così molti stanno rifiutando i pacchi, sapendo qual è il contenuto.

La terza ipotesi è la furbata: i nostri lettori dvd non ne hanno, non ne avranno mai, e infatti hanno inserito quella clausola furba nel contratto. Hanno spedito lo spumante per mantenere viva l'attesa, e intanto (e questo è gravissimo) continuano a offire la merce sul loro sito: c'è solo una finestra di pop-up, che com'è noto la maggior parte dei browser non apre, a segnalare i ritardi nella spedizione dei lettori, che continuano a campeggiare in homepage. Per non finire in galera, fra sei mesi (questo è il tempo che hanno per spedire l'omaggio) spediranno a tutti una binocolo che vede attraverso le pareti, una crema per il petto villoso, un profumo che fa impazzire le donne o le mitiche scimmie di mare, affermando che tale omaggio vale 43 euro. E la furbata sarà servita su piatto d'argento.

E la quarta ipotesi? E' vero, ce n'è una quarta, la più inverosimile, ma chissà. Quelli della Titano hanno davvero messo le mani su una partita di lettori cinesi a basso prezzo. Poi però hanno considerato il contesto di furbi, quando non ladri, che caratterizza l'Italia. Secondo la legge sul diritto di recesso, infatti, se rifiuto la merce posso rispedirla indietro enntro dieci giorni, ottenere il rimborso, e tenermi l'omaggio. Decine, centinaia, forse migliaia di italiani avrebbero allora aderito all'offerta, si sarebbero tenuti il lettore e avrebbero spedito indietro i dvd per farsi rimborsare. Risultato, avrebbero ottenuto un lettore gratis. Non solo, probabilmente c''era chi già pensava di rivenderli clandestinamente: su ebay - verificate pure - c'era già dopo pochi giorni chi rivendeva il lettore della Titano a 150 euro. Costoro avrebbero potuto ordinare centinaia di lettori, rispedire indietro i dvd, rivendere i lettori. Squallido? Sì. Vergognoso? Sì. Italiano? Molto. Legale? Non lo so. Allora quelli della Titano hanno spedito solo i dvd: gli onesti, che pagano e aspettano, riceveranno il lettore, quando non potranno più rispedire indietro la merce. Gli altri venderanno altra aria fritta su Ebay. Chissà. Fra qualche mese vi racconterò com'è finita.

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Di Carmine (del 27/06/2005 @ 21:30:09, in Gnius, cliccato 254 volte)
Ci sono parecchi aspetti del primo anno di amministrazione Cofferati che mi hanno lasciato perplesso: un atteggiamento un po' troppo centralizzatore, la scelta dei collaboratori che talvolta sa un po' di lottizzazione, una certa incapacità ad adattarsi al ruolo di mediazione che deve avere una pubblica amministrazione. Ma stavolta sono d'accordo con il sindaco, che ha impedito alla Street Parade di attraversare il centro storico. Una street parade molto meno popolata rispetto agli anni scorsi, battezzata tra la l'altro da un'acquazzone improvviso. Mi dispiace, ma su questi aspetti sono intransigente, gli amici alternativi mi definiscano pure intollerrante. Ma perché essere di sinistra deve significare tollerare decine di migliaia di sfilanti (fin qui, tutto bene) che fanno un baccano infernale per oltre le soglie dei limiti dell'inquinamento acustico (fin qui, passi) ubriachi (e vabbé chiudiamo un occhio) pisciando dove capita e imbrattando i muri con lo spray (così è troppo)? Cosa c'entra tutto questo con i valori di solidarietà, di difesa dei più deboli, di distribuzione equa delle ricchezze e di giustizia che dovrebbero caratterizzare (almeno per me) una persona di sinistra? Il problema non è il traffico, il problema è il disprezzo dell'altro che sembra contraddistinguere queste manifestazioni-.Lo street rave è violento, prepotente, sprezzante, volgare, squadrista. Se ci fosse ancora Pasolini, credo si schiererebbe con i proletari che si vedono rovinare la casa, contro i borghesi figli di papà che giocano a fare i punk ma hanno il portafoglio carico per comprarsi anfetamine.
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Di Carmine (del 24/06/2005 @ 21:21:04, in Gnius, cliccato 267 volte)

Ormai l'avrete letto già tutti, il nostro presidente del consiglio si è vantato come al solito per meriti che è difficile provare siano suoi (d'altronde è stato lui a mettere pace tra Bush e Putin, ha suggerito la formazione del Milan tutte le volte che i rossoneri hanno vinto ed è stato l'unico artefice dell'arrivo dell'estate). Ma stavolta ha di nuovo superato il labile confine che nel suo modo di fare separa un'amabile chiacchierata all'alba tra compagni di bevute e un incontro diplomatico: ha raccontato di aver fatto il playboy con il presidente finlandese per permettere all'italia di conquistare la sede dell'agenzia alimentare. Ora, personalmente credo che se fosse stato per le sue doti amatorie credo che non solo avremmo perso l'agenzia ma probabilmente da Bruxelles avrebbero ordinato di trasferire ad Helsinki anche Colosseo, Rai e Dolomiti (ricordate? fu lui a suggerire pubblicamente a sua moglie di frequentare Rasmussen, premier danese, molto più bello a suo dire di Cacciari che si mormorava intimo amico della signora Berlusconi). Ma il punto è: perché? Perché insiste? Non voglio giudicare il suo agire politico od economico perchè non avrei le competenze per farlo, ma qualcosa di media l'ho studiata: vogliamo continuare davvero a chiamarlo Grande Comunicatore? Si dirà, citando un vecchio motto: l'importante è che se ne parli. Si però il problema è che l'Europa, il mondo intero, non ne sta parlando: ne sta ridendo. E questo fa male al mady in Italy molto più delle borse cinesi di gomma.

 Il nostro presidente del consiglio
Immagine tratta dall'Espresso Online

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Di Carmine (del 22/06/2005 @ 21:47:58, in Personal Edition, cliccato 249 volte)
C'è stato un periodo non troppo lontano in cui nel nostro portafogli oltre al denaro più o meno abbondante c'era spazio per la carta d'identità, la patente e un calendarietto regalatoci da un orfanotrofio o da una associazione benefica, di quelli con le date scritte piccolissime e i bordi contrassegnati dai centimetri, nel caso qualcuno avesse voluto usarlo come righello (l'ingegnosità di una volta!). Poi sono arrivate le carte di credito, che però gli italiani tengono, quando le hanno, chiuse in cassaforte; molto più spesso invece si teneva il bancomat. E fin qui, tutto normale. Poi qualcosa è accaduto. Non lo so, forse è crollato il prezzo dei supporti di plastica. Forse la mania di raccogliere dati ha coinvolto tutti (capisco che il supermercato sia interessato ai miei acquisti, ma la lavanderia? Cosa mai può coprire una lavanderia, che tendo a sporcarmi facilmente il fondo dei pantaloni e le maiche della giacca? Ci fanno del marketing incrociato con questi dati?). Insomma, hanno cominciato a riempirci di card: quella della catena di noleggio dvd (la paeggiore, perchè il giorno che la prestate alla vostra ragazza scopre un buon numero di film che non ricroda di aver visto con voi, e quasi tutti dello stesso genere), quella del centro commerciale, quella della libreria, quella del cinema, quella del parrucchiere, quella da socio Coop, e ancora quella del circolo sportivo,del ristorante, del bar, del corso serale e dell'outlet. Giuro, non invneto niente, per ognuna di queste categorie almeno uan tessera è transitata per il mio sventurato portafogli. Senza contare quelle più tradizionali, come il tesserino sanitario, quello dell'ordine, del sindacato o del codice fiscale. Ogni volta che prendo un caffé devo cercare tra una ventina di card diverse per avere diritto al 5% di sconto, o per vincere dopo tre milioni di spesa un trita agrumi. Basta. Dateci un taglio. Il grande fratello era un incubo, tanti grandi fratellini sono una rottura di scatole...
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Di Carmine (del 19/06/2005 @ 21:21:47, in Gnius, cliccato 288 volte)

Evidentemente questa è un'annata da ricordare. Dopo la beffa di Liverpool, il povero Galliani ha dovuto subire anche la sconfitta all'ultimo secondo dell'Olimpia Milano contro la Fortitudo. Come sapete, la fragile personalità dell'uomo di sinistra attuale, scossa dalle rutellanate quotidiane e dall'inconsistenza della classe politica, trova non dico giubilo ma almeno serenità solo quando vede il faccione contrariato del Padrone e della sua corte. Per espressività e teatralità dello sguardo, obiettivamente, il povero Adriano è quello che da più soddisfazione, con quello sguardo stupito con cui osserva le sconfitte come si guarda un ladro allontanarsi con la propria auto. Viva la Fortitudo, allora, finalmente tornata vincente (dopo Toto Cutugno e a pari merito con Barrichello credo abbia il record dei secondi posti), nell'anno in cui anche l'altra metà di Bologna, quella signorile e un po' snob della Virtus, torna a calcare i parquet di serie A. Meglio così, così la smetteranno di far finta di essere felici per la Fortitudo, "visto che in fondo è sempre una squadra di Bologna..."
Per i tifosi del Bologna: coraggio, meglio un campionato da leoni in B che la solita asfissiante mediocrità in A, dopo dieci anni non se ne poteva più. Ve lo dice uno che in quanto tifoso del Taranto di retrocessioni se ne intende: ogni tanto servono.

La fortitudo campione d'Italia
Immagine tratta da http://www.quellichelafortitudo.it
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Di Carmine (del 16/06/2005 @ 21:45:03, in Uomini..., cliccato 507 volte)
Il mio primo articolo di costume sui maschi non ha riscosso molto successo (meno di 10 click), segno che evidentemente o non era un granché l'articolo o non interessa l'argomento. Oggi ci riprovo perché non voglio essere tacciato di misoginia, se andrà buca anche stavolta torneremo a parlare delle amate donzelle. Il tema delicato che da secoli mina le fondamenta della convivenza civile è quello dell'odore. Cattivo. Proprio in questi giorni il direttore della metro inglese ha invitato i viaggiatori a lavarsi di più, sorvolando sul fatto che l'estate la temperatura underground supera la soglia consentita per il trasporto di animali. Però è un dato di fatto, i piedi maschili puzzano più di quelli femminili. Come mai? Perché agli uomini non è consentito andare a lavorare senza calze, per esempio; perché i sandali in ufficio sono proibiti; perché gli uomini grezzi vanno poco in bagno e quelli meno grezzi ci vanno soprattutto per leggere il giornale. Quindi si può lavorare sulla frequenza giornaliera del pediluvio; si può bandire il calzino di lana (giammai! Lascia scie del suo passaggio anche dopo giorni e se riposto in valigia causa reazioni inconsulte e guaiti da parte dei cani anti-droga in aeroporto); si possono riporre nell'armadio gli scarponi da ginnastica gomma al 100% da sigillare sotto vuoto e tirare fuori solo se strettamente necessario. E per il resto, affidarsi alla fortuna, e sperare che la vostra prossima preda sia raffreddata.
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Di Carmine (del 14/06/2005 @ 21:39:04, in Pollitica, cliccato 272 volte)
Una canzone di Cremonini (la solita lagna, bello però il video e il testo) in cui mio malgrado devo identificarmi recita "Ah...da quando Senna non corre più...Ah...da quando Baggio non gioca più". A trentanni per la prima volta ti affacci a quel paesaggio grigio e affascinante della nostalgia che ti fa dire "non ci sono più le cose di una volta"; per la prima volta ti manca qualcosa che non c'è più, e c'è qualcuno più giovane di te che non condivide i tuoi interessi. In questo quadro traballante vengono meno i punti di riferimento: da ragazzino leggevo gli articoli che Platini scriveva sul Giornalino, i calciatori di oggi fanno fatica a scrivere l'autografo senza errori; trovavo noiosi quei palloni gonfiati del wrestiling (c'erano, eccome, anche vent'anni fa) e restavo a bocca aperta di fronte agli assist di Magic Johnson e i tiri da 3 di Larry Bird; Lemonissimo e Magic Cola costavano poco e non sostituivano due pasti come un Magnum di oggi. Da quando anche Giovanni Paolo se n'è andato (sì lo so, mi hanno detto che l'hanno sostituito ma preferisco sorvolare) ci sono davvero pochi "miti", poche persone da prendere come esempio. Ma uno svetta ancora imperioso: il grande Azeglio Ciampi, che stufo dell'insensato ostracismo di Castelli, invoca la corte costituzionale e chiede che sia fatta chiarezza sul suo potere di grazia (Castelli infatti si oppone alla grazia a Bompressi). Lo fa senza proclami, manifestazioni forcaiole e slogan, lo fa con la statura di chi interpreta con pienezza il concetto di uomo per bene e rispettoso della costituzione. Grazie Azeglio. E grazie anche a Castelli: sono le persone come lui che risvegliano il mio orgoglio di essere meridionale.
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Di Carmine (del 13/06/2005 @ 21:48:02, in Gnius, cliccato 300 volte)

(...)

E io ch'avea d'error la testa cinta,
dissi: «Maestro, che è quel ch'i' odo?
e che gent' è che par nel duol sì vinta?».

Ed elli a me: «Questo misero modo
tegnon l'anime triste di coloro
che visser sanza 'nfamia e sanza lodo.

Mischiate sono a quel cattivo coro
de li angeli che non furon ribelli
né fur fedeli a Dio, ma per sé fuoro.

Caccianli i ciel per non esser men belli,
né lo profondo inferno li riceve,
ch'alcuna gloria i rei avrebber d'elli».

E io: «Maestro, che è tanto greve
a lor che lamentar li fa sì forte?».
Rispuose: «Dicerolti molto breve.

Questi non hanno speranza di morte,
e la lor cieca vita è tanto bassa,
che 'nvidïosi son d'ogne altra sorte.

Fama di loro il mondo esser non lassa;
misericordia e giustizia li sdegna:
non ragioniam di lor, ma guarda e passa».

(...)

Non si fa la storia astenendosi.

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Di Carmine (del 09/06/2005 @ 21:33:43, in Pollitica, cliccato 285 volte)

Sembra passata una vita, ma meno di quindici anni fa (1993) il dibattito politico italiano si concentrò a lungo sulla sfida per la carica di sindaco di Roma. Da una parte c'era il terribile Fini, del Movimento Sociale, il pupillo di Almirante, uno che se non fosse stato per Tangentopoli probabilmente sarebbe rimasto confinato ad un 4% di nostalgici; dall'altra il promettente Rutelli, radicale, ambientalista, difensore dei diritti civili, un democratico all'americana insomma. Proprio in quell'occasione il Padrone si sbilanciò dichiarando le sue preferenze conservatrici (ufficialmente allora era ancora socialista) affermando che se avesse votato a Roma avrebbe scelto Fini. Vinse il promettente Rutelli, governò fino al 2001 quando non decise addirittura di candidarsi come premier prendendo una sonora legnata che avrebbe dovuto sopire le sue ambizioni. Oggi, in occasione del referendum sulla procreazione assistita, il destrorso Fini dichiara che invitare all'astensione è diseducativo, difende la laicità dello stato e annuncia che voterà 3 sì; il sinistrorso Rutelli afferma che non andrà a votare perché ci tiene al voto clericale (non ha detto così ma la sostanza è quella). Capite allora che un trentenne che a 18 anni era sicuro e deciso (con Rutelli) oggi si sente in crisi: condivido in tutto e per tutto le affermazioni di Fini. SOno io che sto diventando di destra o lui che si sta spostando al centro? E soprattutto,la troviamo un'altra occupazione per Rutelli o continuamo a permettergli di far danni?

Sito derutellizzato

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Di Carmine (del 07/06/2005 @ 22:05:54, in Media, cliccato 307 volte)
Il San Paolo si affida niente meno che alla Gialappa's Band, Alleanza Assicurazioni sceglie le interviste di Dario Vergassola, "Ti amo" dichiara la Genertel. Il mondo della comunicazione bancaria è in subbuglio, si torna finalmente a investire (se non investono loro, le uniche società a non essere in crisi in questo difficile contesto economico, chi?) in comunicazione svecchiando parecchio, scegliendo un tono colloquiale e ironico, abbandonando la freddezza istituzionale e un po' burocratica. Bene. Ci amano. Dopo la dichiarazione, nelle storie che si rispettino, c'è la prova d'amore. Il cavaliere che ha rivelato il suo amore deve dimostrarlo in qualche modo, superando qualche prova, facendo qualche regalo importante, vincendo un avversario fenomenale. Hanno dichiarato il loro amore per noi consumatori, scelta importante, performativa, direbbero i linguistici: un dire che è anche un fare, perché chi dice ti amo "fa" un azione importante. Adesso ci aspettiamo la prova di questo amore. Ci aspettiamo che i premi, per esempio, non continuino a crescere del 10% l'anno. Ci aspettiamo che depositare denaro in banca produca interessi, e non solo costi. Ci aspettiamo la stessa semplicità e chiarezza nei fogli illustrativi dei prodotti, che di solito illustrano poco e lo fanno in corpo 5. Ci aspettiamo degli sportelli aperti anche il sabato, che vengano incontro a chi non può andare in ferie ogni volta che deve andare in banca. Se ci amano davvero, che lo dimostrino.
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