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Ascolto Gli spostati, su Radio 2 Sto leggendo L'uomo che guardava passare i treni, di Georges Simenon Ho appena visto Aiuto sono un pesce. Visto, rivisto, visto, rivisto...
07/09/2010 @ 23.02.16
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Di Carmine (del 24/12/2005 @ 16:57:46, in Storie, cliccato 451 volte)
- Lo faremo scegliere alla nostra divisione marketing!
- Non lo so
Babbo Natale si alzò e andò a osservare la neve che cadeva copiosa, con una mano dietro la schiena e l'altra sulla barba.
- Una volta era più semplice. Bastava una buona idea e tanta volontà, e si riusciva a fare felici i bambini. Adesso è tutto così veloce, tutto così frettoloso. Anch'io in effetti non mi riconosco più, sono diventato scontroso, irascibile...Va bene. Mettiamoci al lavoro. Cercate questo bambino. Preparate la campagna di stampa. Avanti!
I collaboratori uscirono di corsa con le loro cartelline con il logo di Babbo Natale e si misero in effetti al lavoro. Quando Babbo Natale fu sicuro di essere rimasto solo, pigiò un bottone.
- Non ti pare di aver esagerato?
- No. Bisognava metterli alla prova. Che brutto mondo.
- Dillo a me, che ormai sopravvivo con i mercati di nicchia.
L'inserviente cacciata poco prima si sciolse i capelli, recitò una strana formule e d'improvviso si rivelò per quello che era: una vecchia strega.
- La mia scopa?
- Lì, nell'anticamera. Ma li hai visti? Non ti ha difeso nessuno! L'esperto di pubbliche relazioni per un attimo mi ha illuso, e invece, anche lui...Che vada a lavorare per l'angioletto del dentino!
- Non lo assumeranno mai. Stanno tagliando anche di là. Hai deciso cosa farai adesso?
- Certo. Mi libererò di tutti, cda, task-force, collaboratori. Torno a fare da solo. E basta stupidi pupazzi appesi ai balconi, e giocattolini in vetrina! Non sono mica Big-Jim, io!
- Ma riuscirai a portare i regali a tutti? Io faccio un giro breve, ma tu...
- Non lo so, Befana, non lo so. In effetti è difficile. Vorrà dire che quest'anno porterò regali più leggeri. E qualcuno non ne riceverà. Ma se non altro riporterò in vita lo spirito del Natale!
- Bravo Nicolaus. Dici che troveranno il bambino che crede in te?
- Guarda che sono ancora in tanti. Ho passato dei dati fasulli, ma quegli incapaci non li hanno nemmeno verificati.
- Ciao Nick.
- Ciao.
Se quest'anno a Natale non riceverete regali, o ne riceverete di leggeri, non abbattetevi. Non è la crisi. È solo che Babbo Natale ha dato un taglio al personale per riportare lo spirito del vero Natale...
Di Carmine (del 23/12/2005 @ 21:31:49, in Storie, cliccato 431 volte)
La ragazza arrossì, nascose le mani dietro al grembiule, si schiarì la voce e disse con un tono flebile appena udibile.
- Sono la nuova inserviente...
- Ecco, appunto, lei non serve. Quando avremo bisogno del suo parere glielo chiederemo.
- Ma io... - Contratto? - A tempo determinato...
- Ahi ahi. Non lo facciamo determinare prima del tempo.
- Ma no, ma no - l'esperto in pubbliche relazioni sbottò dal fondo della sala.
- Santa, insomma! Non ti riconosco più! Come vuoi che credano in te i bambini se ti comporti in maniera così rude, fredda, autoritaria!
- Ma...veramente...
- Tu devi essere il babbo di tutti, accondiscendente, sereno, sorridente... Scommetto che neanche quest'anno hai letto il mio communication plan!
- A dire la verità...
- Ecco, lo vedi? Devi curare di più la tua immagine. Signorina? Un bicchiere d'acqua, grazie. E poi ci lasci soli, questa è una riunione riservata.
Appena la giovane uscì, Babbo NAtale domandò sospettoso:
- Ma come, fai tante storie e poi sei più rude di me?
- Io non sono Babbo Natale. Ricordatelo. Posso sempre andare a lavorare per l'angioletto dei dentini. Non è un granché motivante ma paga bene.
- Non dirlo neanche...
- Allora ascoltami. La smorfiosa ha ragione. Dobbiamo impostare una bella campagna finalizzata su un target preciso. Un bambino. Uno solo. Dobbiamo convincerlo. Il resto verrà da se. Viral marketing, si chiama. Funzionerà, vedrai.
- E come lo scegliamo, questo bambino?
Di Carmine (del 21/12/2005 @ 21:18:36, in Storie, cliccato 441 volte)
- Il problema è grave: i bambini non credono più in me! E non è perché credono nella Befana o nell'angioletto. E neanche perché sono buddisti o musulmani. Non credono più a nulla! Guardate questi dati, date un'occhiata al questionario che abbiamo preparato sulla customer satisfaction. I bambini non credono più in me! Pensano che i regali vengano direttamente dalla carta di credito dei genitori. Allora?
- Allora quest'anno finalmente facciamo vacanza anche noi a Natale?
- Risparmiatemi queste spiritosaggini. Da voi voglio soluzioni, non problemi!
- E' arrivato il momento di domandarci non cosa può fare l'azienda per noi, ma cosa possiamo fare noi per...Ops..scusate. Questa la dico sempre ma stavolta non è il caso...
- Basterà trovare un bambino - sussurrò una voce dal fondo della stanza. Non era uno dei membri del consiglio d'amministrazione: era la voce di una inserviente che stava cambiando la bombola dell'acqua per il distributore della sala.
- Un bambino?
- Un bambino che crede al Natale. Se lui ci crede, e ci crede davvero, lo racconterà al suo amico, e poi al suo compagno di banco, e la notizia si spargerà...Fino a quando lo spirito del Natale non si sarà diffuso di nuovo.
- Uhm...chi è lei signorina?
Di Carmine (del 19/12/2005 @ 21:27:23, in Storie, cliccato 427 volte)
La riunione fu convocata in tutta fretta. I collaboratori di Babbo Natale non potevano nascondere la loro apprensione, visto che mancava una sola settimana all'evento e non si aspettavano certo di interrompere le procedure di spedizione proprio in quella fase.
- Vi ho convocati - disse l'anziano panzone con le guance meno rosee del genere - perché mi è stato comunicata una notizia importante.
- Ti hanno di nuovo ritirato la patente? Possiamo fabbricarne un'altra.
- Non è la patente.
- La Befana ha di nuovo drogato le renne? Accidenti, quella vecchia strega...
- Non sono le renne, che, tra parentesi, ho il sospetto di tanto in tanto si fumino qualcosa da sole.
- L'abito, è l'abito! Hai reciso il contratto con le multinazionali di bibite e adesso puoi tornare a indossare l'abito verde.
- Che bello, che bello, l'abito verde di Santa Nicolaus!
- Volete fare silenzio? Vi ho convocato perché le letterine sono in calo.
Improvvisamente la tensione calò, quasi che la notizia avesse deluso le aspettative degli uditori.
- Ma quelle sono in calo da anni! Si sa che in Europa e in America non nascono più bambini.
- E già, ma in compenso ci stiamo inserendo bene nel mercato cinese! Abbiamo provato anche in Africa, ma poverini, non hanno neanche la carta su cui scrivere
- Silenzio! L'urlo di Babbo Natale fece capire una volta per tutte quanto seria fosse la questione.
Di Carmine (del 15/12/2005 @ 21:52:47, in Storie, cliccato 422 volte)
Babbo Natale era particolarmente preoccupato. Il suo ufficio di business intelligence l'aveva infatti informato della presenza sempre più aggressiva di potenti competitor sul mercato dei regali per bambini. Non si trattava della befana, ormai da tempo relegata a nicchie di mercato di regalistica aziendale e genitori a caccia di offerte, e neanche del Bambinello. Con il Signore infatti Babbo Natale aveva buoni rapporti legati alla sua origine religiosa (San Nicola) da sempre ben vista in Paradiso. E poi il Bambin Gesù, nonostante l'atteggiamento piccato di qualche arcivescovo conservatore, era contento che un altro si occupasse degli aspetti più consumistici del Natale: aveva ben altro a cui pensare, Lui. L'accordo era che Gesù riceveva le preghierine, e Babbo Natale le lettere, facendosi carico di logistica, spedizioni e marketing. Anche perché al Bambinello l'idea di finire su bottiglie di bibite analcoliche, striscioni, spot o all'ingresso degli ipermercati non piaceva molto: era abituato a ben altre rappresentazioni artistiche. Babbo Natale aveva controllato ripetutamente i report dei suoi collaboratori, si era sempre comportato correttamente, invitando i bambini ad essere buoni e diffondendo valori di pace e fratellanza. Allora, perché quel messaggio allarmato? Il poveretto, dopo aver controllato la funzionalità delle renne, decise di convocare la task-force di emergenza per affrontare il tema del calo delle letterine.
(Continua...Se vuoi suggerire sviluppi, fallo pure nei commenti!)
Mentre Di Canio continua a far parlare di sè per il suo saluto fascista alla curva (d'altronde di lui si ricordano soprattutto spintoni agli arbitri, risse e gesti plateali, vittorie sportive pochine) e i tifosi del Livorno cantano Bandiera Rossa, si afferma in coro sdegnati che politica e sport devono rimanere separati. Questo nel paese in cui la principale forza politica ha il nome di uno slogan da ultras ed è guidata da un presidente di una squadra di calcio. Nel paese dove per intraprendere un'attività "si scende in campo", dove le autorità diventano arbitri e il governo fa pressing sul parlamento. Il miscuglio semmai è destinato a peggiorare, altroché. Ci aspettiamo calciatori di centro che anziché salutare le curve faranno una genuflessione verso la tribuna vip, gli antiproibizionisti che daranno una nuova interpretazione al concetto di tirare in porta e calciatori leghisti che festeggiano solo verso la curva nord perché la curva sud gli fa schifo. E la sinistra, dopo Fed, Gad e Unioni, finalmente troverà il suo nome condiviso e sentito:
Partito "Chi non salta Berlusconi è" Italiano.
Di Carmine (del 12/12/2005 @ 20:33:50, in Media, cliccato 378 volte)
La Fiera dei piccoli e medi editori di Roma 2005 ha offerto una serie di spunti su cui riflettere.
Scandalosa, oscena e imprevista scoperta per giornalisti, guru dei new media, massmediologi e intellettualoidi: c'è un sacco di gente che compra libri. Giovani, donne, anziani, bambini. Non solo: comprano libri di autori esordienti, di sconosciuti, libri di poesia o saggi di autori provenienti dal terzo mondo. Invogliati non da pubblicità, gadget e sconti, ma semplicemente da una frase, una suggestione, una quarta di copertina. Gli intellettualoidi si agitano, argomentano, si interrogano, disquisiscono: come mai questo non succede tutto l'anno? Come mai quest'anomalia di Roma? Che ci fanno queste migliaia di persone a Roma, che non c'è neanche Radio Dee-Jay? Semplice. Tutto l'anno ai lettori vengono proposti maghetti volanti, giovanissime prostitute, resoconti di trasmissioni televisive, barzellette e polpettoni fantareligiosi. Poi capita una boccata d'aria fresca come questa fiera, e la gente accorre numerosa. Ci sono tante Italie.
Quelle di mandrie di militari in licenza, liceali brufolosi e ragazzini innamorati delle veline che accorrono al MotorShow a gridare "faccela vede'" alle hostess massacrate e a contendersi ferocemente un cappellino, e quella di chi va a Roma a comprare libri di cui non ha mai sentito parlare.
Ci sono tante Italie, ma i guru sembrano guardare sempre la stessa.
PS. Le copie del mio romanzo sabato pomeriggio erano esaurite. Come autore ed editore, che si mangeranno le mani per mesi...
10) Ma non avevamo detto che aspettavamo la Befana per i regali? 9) Ti sei trasferito? Ti ho spedito il regalo ma il postino me l'ha riportato indietro! 8) Ho anch'io un regalo per te, ma sei così dimagrito!! Andrò a cambiarlo e te lo riporterò. 7) Cavolo, devo regolare l'orologio! Il mio fa ancora il 20 dicembre! 6) Non lo sapevi? Sono diventato buddista e non festeggio più il Natale. Ma grazie lo stesso. 5) Mi hanno svaligiato casa e si sono portati via il tuo regalo! Ci tenevo così tanto... 4) Avevo anch'io un regalo per te, ma si è sciolto. 3) Grazie per il regalo! Io quest'anno io ho deciso di donarmi fisicamente. Che ne dici? 2) Scusami se non ho ricambiato ma la finanza ha sequestrato i miei beni. 1) Ma pensa! Mi avevano detto che eri morto.
Sarà che il cognome che porta è un cognome importante che ricorda virtù eroiche, coraggio, sacrificio. Sarà che una donna governatrice in Sicilia ci starebbe proprio bene (anche altrove, per carità). Sarà che la sua scelta viene dal basso, da quel popolo delle primarie che più di una volta ha dimostrato di essere più lungimirante delle direzioni di partito. Sarà che è l'ennesima sberla in faccia a chi pretende di dettare le candidature dai salotti di Roma. Ma la vittoria di Rita Borsellino alle primarie in Sicilia mi ha ridato entusiasmo: sul piano nazionale i poli faticano a proporre novità e personalità di spicco, ma in compenso le regioni ci stanno dando parecchie soddisfazioni (anche a destra, per carità: se certi ministri di questo governo avessero un terzo della cultura e delle capacità di Formigoni non saremmo ridotti così). Forza Rita, il bello comincia adesso. Fai vedere tu che un altro sud non solo è possibile, ma sta già nascendo.
PS Per il presidente della Margherita Rutelli che - stando a quanto dicono i giornali - ha ostacolato in tutti i modi la candidatura della Borsellino, una pacca sulla spalla. Se questa tecnica di ostacolare i candidati della sinistra serve a dar loro slancio (successe anche con Ventola) continui così, che andiamo bene.
Di Carmine (del 02/12/2005 @ 21:15:57, in Gnius, cliccato 389 volte)
Mentre l'Unaids annuncia che sono oltre 40 milioni i malati di aids nel mondo, la Chiesa afferma che è la castità l'unica strada per prevenire questo male. Come ragionamento non fa una piega. D'altronde, se tutti andassimo a piedi risolveremmo il problema del traffico, e quello degli incidenti stradali. Se abolissimo il calcio non ci sarebbero più tifoserie violente. E potremmo abolire i partiti, e il parlamento, così non avremmo più divisioni politiche, e ci governerebbe un uomo scelto per diritto divino; se smettesimo una volta per tutte di usare internet, televisione e giornali sconfiggeremmo per sempre la pornografia. Potremmo eliminare l'elettricità e usare torce e camini, limitando i problemi del consumo energetico, e se le donne la smettessero di pretendere di lavorare potremmo chiudere gli asili nido e rilanciare la famiglia. Se fosse loro impedito di uscire da sole, ridurremmo la piaga della violenza sessuale.
Sono un cattolico praticante, ma qualche volta dissento.
Potremmo tornare al Medioevo, certo.
E morire di guerre di successione...
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