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Ascolto Gli spostati, su Radio 2 Sto leggendo L'uomo che guardava passare i treni, di Georges Simenon Ho appena visto Aiuto sono un pesce. Visto, rivisto, visto, rivisto...
07/09/2010 @ 23.04.26
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Di Carmine (del 28/02/2006 @ 00:11:50, in Gnius, cliccato 378 volte)
Chiuse le Olimpiadi, ovviamente, com'è giusto che sia, si ricordano le imprese dei campioni onorati e vezzeggiati. A me piace però ricordare soprattutto coloro ai quali le olimpiadi non sono andate bene: mi piace pensare che a tutti noi, nella vita, è capitata (o capiterà) quella chiazza di neve fresca che ha mandato in fumo i sogni di Rocca. A molti capita di vincere sempre, tranne quando conta davvero; così come sono in tanti, penso a Carolina Kostner, a cui l'emozione ha fatto un brutto scherzo.
Capita a tutti, di cadere. L'importanze è rialzarsi, con un cerotto sul culo e il sorriso di chi ci crede ancora.
Oggi mi è arrivata una e-mail dal Brasile, potenza della rete. Trattavasi di un tale Daniel che è alla ricerca delle sue radici italiane, e voleva risalire ad un suo avo, Antonio Caputo da Salerno. Ha pensato bene di cercare in rete tutti gli Antonio Caputo disponibili (mio padre si chiama così, avrà visto uno dei suoi quadri) e di chiedere loro informazioni. Purtroppo non ho relazioni di parentela con Daniel (gli avrei fatto visita volentieri) però l'idea mi ha colpito. In fondo la rete è uno strumento formidabile per cercare informazioni, perché non provare a tracciare il nostro albero genealogico in questo modo? Io per esempio so di uno zio di mio nonno che in America c'è andato veramente, anche se quella del Nord. Magari dovrei mettermi a cercare i suoi discendenti. Già. E per dirgli che? Per chiedergli se gli piacciono gli spaghetti, il mare e le donne italiane? Per farmi raccomandare e trovare lavoro negli States? Per raccontargli il baratro in cui questo paese sta sprofondando da qualche anno a questa parte? Uhm. Evidentemente non sono preparato. Aspetterò. Che mi trovino loro, nel frattempo mi preparo un discorso intelligente...
Di Carmine (del 21/02/2006 @ 20:59:49, in Media, cliccato 411 volte)
Ho cercato a lungo di trattenermi, na alla fine non ce l'ho fatta. So di correre il rischio di scadere nella volgarità, e vorrei evitarlo, ma insomma, come si fa. Voglio parlarvi oggi del peggiore spot pubblicitario degli ultimi anni (e ne ho sentiti), quello della porta "luì". Non so come si scrive, non ci tengo a saperlo perché qui non mi interessa discutere della bonta degli infissi ma del modo assurdo con cui vengono reclamizzati. Se non l'avete mai sentita, tenetevi forte: lo slogan che accompagna lo spot infatti è "E' morbida e calda la porta Luì".
Ma di che stiamo parlando? Ma ci rendiamo conto? Ci sono feticismi di ogni tipo che qui non voglio stare ad elencare, ma di amanti (nel senso letterale della parola) di porte ancora non ne avevo sentiti. Cosa fa, questa gente, con una porta morbida e calda? Non voglio neanche immaginarlo e soprattutto non voglio pensare alla serratura. Tuttavia, signori, abbiamo una bella lingua (che avete capito! Mi riferisco all'italiano! Già stavate pensando ad un amplesso con la maniglia!) sfruttiamola a dovere. Una porta è resistente, robusta, elegante, massiccia, levigata, al limite liscia.
Ma morbida e calda, no. Quelli sono aggettivi legati ad altro.
In Italia c'è una crisi del settore avicolo come in nessun altro paese d'Europa. La ragione, secondo molti analisti, è che nel nostro paese più che altrove c'è scarsa fiducia nelle autorità. A parte il presidente della Repubblica, praticamente non ci fidiamo di nessuno, e più Storace dice di mangiare pollo, più la gente compra suino, bovino o si dà alla cucina vegetariana. Siamo noi infidi e malpensanti?
Un momento: il 16 febbraio c'è stata la giornata del risparmio energetico. Tutti a sollecitare di spegnere le luci non indispensabili, abbassare il riscaldamento, ricorrere ai mezzi pubblici: in primis sono stati proprio gli amministratori pubblici a invitare al risparmio. Due giorni dopo Torino celebra la notte bianca, una delle più grandi sciocchezze di tutti i tempi: tutti i negozi aperti, riscaldamenti a manetta, la gente fa shopping in negozi illuminati a giorno tutta la notte. E i soliti amministratori che ne parlano bene, e addirittura annunciano il bis per la settimana successiva, come le Olimpiadi in sè non siano già un bello spreco di risorse. Allora, signori, decidetevi, o si risparmia o si sperpera, o si mangia pollo o si digiuna.
Siate di destra, siate di sinistra, ma vi supplichiamo, mantenete la stessa posizione coerente per qualche settimana almeno...
Di Carmine (del 16/02/2006 @ 21:12:33, in Sport, cliccato 378 volte)
C'è un modo facile facile per conquistarsi un momento di celebrità, senza ricorrere ai reality show. Si può persino andare alle olimpiadi: basta scegliersi uno sport del piffero (con tutto rispetto per chi a quelli sport si dedica con passione). Ho scoperto per esempio in questi giorni che in Italia ci sono 373 ragazze che si dedicano all'Hockey su ghiaccio.
Ebbene sì,proprio quello sport a noi noto prevalentemente per le scene di zuffe furiose da trasmissioni estive, con grossi energumeni che scivolano impugnando minacciosi bastoni, oppure perché è uno sport citato spessissimo nei telefilm d'oltreoceano. Ci sono donne (in Canada sono più di 60 mila, ma da quelle parti il ghiaccio è più familiare) che pattinano brandendo mazze e colpendo un disco di ferro: non so se si divertano o meno, ma certo la possibilità di entrare in nazionale è di quasi il 15%. A meno di non essere proprio negate, ce la si può fare. Certo poi non si possono sperare risultati brillanti: l'Italia alle olimpiadi ha perso 16-0 con il Canada, 11-0 con la Svezia e 5-1 con la Russia.
Ma insomma, sempre più dignitoso di un reality è... Forza ragazze!
Uno poi si domanda come mai l'economia italiana sia in crisi e i nostri mercati siano colonizzati dagli stranieri. Mi è capitato l'altro giorno di entrare in un negozio Mercatone Uno alle 12,30. So che al contrario di altri grandi magazzini non fanno orario continuato, ma ho pensato che in mezz'ora avrei avuto modo di fare gli acquisti di cui avevo bisogno. Sono un consumatore funzionalista: non amo gironzolare, punto dritto al prodotto.
Errore imperdonabile: in meno di 30 minuti gli altoparlanti hanno annunciato 7 volte la chiusura del negozio, con voci sempre più ansiose e animose. Ad un certo punto ho temuto che stessero per attivare Hal8000 pronto ad annunciare l'autodistruzione del negozio entro pochi secondi. Addirittura una commessa ad un certo punto ha bloccato la porta per bloccare la scellerata evenzienza che qualche cliente entrasse fuori orario. In un ambiente così sereno ho deciso di non acquistare niente. E lo stesso devono aver pensato gli altri tre (Tre! Di sabato!Questo si chiama successo).
Non è colpa certo dei commessi che hanno diritto alla pausa e probabilmente sono pagati poco, ma certo se la prossima volta andrò nella solita catena di provenienza nordeuropea, avranno ancora meno clienti da cacciare per fare pausa...
Di Carmine (del 12/02/2006 @ 22:06:32, in Media, cliccato 392 volte)
Difesa dei diritti delle donne! Emancipazione! Diritto alla sicurezza e alla libertà! In una campagna elettorale scialba in cui neppure i pubblicitari sembrano credere, ho visto stamattina un manifestino che mi ha fatto pensare: caspita! Che la sinistra si sia risvegliata? Che ci sia un partitino che ha deciso di riprendere i temi cari della sepolta battaglia femminista? Niente di tutto questo. Trattasi di una pubblicità di un prodotto per l'igiene intima delle donne nei loro giorni particolari.
Altro che battaglia su tema avvolgente, qui siamo alla battaglia assorbente...
Di Carmine (del 11/02/2006 @ 15:26:26, in Media, cliccato 395 volte)
Mi è capitato l'altro giorno di leggere questo messaggio in sovraimpressione su Italia7, network che raccoglie una serie di emittenti locali: domani sera IN ESCLUSIVA intervista al presidente del consiglio Silvio Berlusconi. A parte il fatto che il messaggio che scorre in sovraimpressione fa tenerezza perché sa tanto di anni 80, ma come ci si può vantare di avere in esclusiva un uomo che ha rilasciato interviste a chiunque, dovunque, in trasmissioni di politica e di calcio, di ricette e di attualità, su giornali e periodici, in radio e sul web?
Semmai il problema adesso ce l'hanno la Gazzetta di Mazzabubù e Radio Scamorza, che da una recente indagine risultano essere gli unici media italiani che ancora non hanno ospitato il premier...
Forse una delle cose che di più gli uomini invidiano alle donne - dopo le tette - è la borsa.
Si perché è comodo avere un'appendice di sè in cui infilare chiavi, cellulari, agende, ombrelli, penne senza correre rischi (per rischi mi riferisco alle chiavi in tasca, e quelle del cancello lasciano il segno, oppure ai cellulari con l'antennina che minacciano le intimità dei maschietti). Esistono borselli, marsupi, tracolle, valigette anche per uomini, per carità, ma non scherziamo. Sono una sbiadita fotocopia, un settore da stilisti in crisi creativa o da stagisti in formazione. Tutti così simili, così uguali, così scomodi, così tristi. E infatti gli uomini approfittano delle borse delle loro compagne per utilizzarle come comodo deposito pret-a-porter. Ma qualcosa si è incrinato in questo rapporto. Da qualche tempo la congiura degli stilisti, non contenta di produrre mediocri zozzerie per gli uomini, ha cominciato a prendersela anche con le donne, riducendo sempre di più le dimensioni, tanto che ci sono borse in cui altro che cellulare e chiavi, anche il bancomat fatica ad entrare. Perchè? Cosa vi abbiamo fatto, congiura degli stilisti? Ridateci delle borse da signora di dimensione opportuna. Gliele regaleremo volentieri.
Visto che non possiamo permetterci un portaborse ci accontentiamo volentieri dei favori di una portaborsette...
Come si fa a discernere qualcosa nella campagna elettorale fatta di insulti, comparsate nei programmi sportivi e di cucina e amenità varie? Semplice. Si guardano i cartelloni pubblicitari. Che novità, starete pensando. E invece una novità c'è: i due poli hanno cominciato a fare pubblicità comparativa, e per cui si può capire quello che farà tizio vedendo cosa di lui dice caio. La sinistra dice: oggi precariato domani lavoro. Oggi leggi su misura, domani riforma. Segno che nel programma del centro destra c'è un aumento delle forme di lavoro "flessibili", per usare un eufemismo, più le solite leggine per ad personam. La destra afferma: "Tassare i tuoi risparmi? NO grazie". "Fermiamo le grandi opere? no, grazie". Segno che evidentemente ci sono buone ragioni per pensare che il centrosinistra aumenterà le tasse e fermerà le grandi opere. Certo non è una bella prospettiva, ma temo sia il modo più realistico per capire che cosa ci tocca aspettare. A meno che non decidano una volta per tutte di trasmettere direttamente le intercettazioni anziché questi inutili dibattiti televisivi, così forse finalmente ne capiremo di più...
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