Il blog di Carmine Caputo
Il blog di Carmine Caputo
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 Non sono bruno, è l'abbronzatura... di Francesco
 
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Era una donna dal fisico anticoncezionale, nel senso che la sola sua apparizione disperdeva qualsiasi desiderio sessuale nel più assetato dei maniaci.

Carmine Caputo
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Progetti per l'estate. Quest'anno...

 Compro un'isola greca e ci passo le ferie
 Viaggio esotico il più lontano possibile
 Capitale europea: breve vacanza ma intensa
 Mare, mare, fortissimamente mare
 Montagna. Ho bisogno di aria fresca
 Centro benessere, Ho bisogno di coccole
 Resto a casa, ho i soldi appena per un'aranciata

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Gli spostati, su Radio 2
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L'uomo che guardava passare i treni, di Georges Simenon
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Aiuto sono un pesce. Visto, rivisto, visto, rivisto...





07/09/2010 @ 22.22.38
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\\ Home Page : Storico per mese (inverti l'ordine)
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Carmine (del 29/08/2006 @ 21:59:28, in Dico sul serio, cliccato 374 volte)
A cosa servono le lampadine da 100 watt se poi le copriamo dietro abat-jour spesse e opache per la "luce soffusa"?
A cosa serve pompare l'aria condizionata quando si viene in ufficio in giacca e cravatta ad agosto?
A cosa serve vantarsi della nuova auto diesel che fa fa 500 chilometri con un pieno quando poi abbiamo il forno elettrico che trasforma in calore corrente ottenuta...bruciando calore?
Le luci accese di notte in banca servono a non far inciampare i ladri?
Perché ci affanniamo alla raccolta differenziata e nessuno si scandalizza dele caramelle incartate una per una?
La carta igienica colorata fa pendant con i nostri sederoni pallidi?

Non voglio esagerare con la mia ossessione per il risparmio energetico, ma questi sprechi sono la peggiore onta a tutti quelli che in Iraq e altrove quotidianamente muoiono perché noi manteniamo le nostre abitudini.
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Di Carmine (del 25/08/2006 @ 21:27:22, in Gnius, cliccato 357 volte)

Le chiamano altezzosamente scienze esatte: perchè sono arbitrarie, discutibili e fondamentalmente inutili come le altre scienze inesatte (filosofia, storia e in generale studi umanistici).
Mi riferisco alla chimica, alla fisica, alla biologia. Ti danno certezze: c'è un postulato su cui non si discute: chiacchierate pure sull'essere e il linguaggio, rammolliti perditempi, le nostre leggi non si discutono. Per un puno passa solo un retta parallela ad un'altra, la terra gira intorno al sole. Si ma quanto ci abbiamo messo a convincerci che non fosse lil medaglione di fuoco a girarci intorno? E come la mettiamo con la geometria non euclidea per cui se prendi una corda tesa e fai il giro del mondo non hai più una retta ma una circonferenza? E come conciliare teoria della relatività con la meccanica quantistica?
Le nostre certezze kantiane (AHHH! LA FILOSOFIA!) per cui tutto può essere schematizzato e infilato in settori non sono poi così certe: ce l'ha spiegato Eco quando qualche hanno fa ha raccontato lo sconcerto che provocò negli scienziati la scoperta dell'ornitorinco, un animale che non rientrava nelle loro categorie. Perchè oggi questa divagazione epistemologica? Perchè da ieri Plutone non è più un pianeta. L'hanno deciso gli astronomi, che prima avevano proposto di allarga a 12 la famiglia dei pianeti nel sitema solare, portando dentro persino una luna di Plutone (Caronte), poi li hanno ricacciati fuori, compreso il povero Plutone. Il concetto di pianeta nano non è un concetto, per cui Platone non è un pianeta.
Nell'attesa che qualcuno informi il pianeta del declassamento, aspettiamo che le scienze esattissime continuino a correggere i loro errori..

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Di Carmine (del 22/08/2006 @ 21:22:34, in Uomini..., cliccato 411 volte)
Una lama afferra il pelo, l'altra lo taglia. Più o meno recitava così una pubblicità di qualche anno fa di un rasoio. Poi le lame sono diventate tre, perchè ce n'era una quarta che incitava le altre due. La Wilkinson qualche tempo fa ha lanciato "Quattro", che come dice il nome, di lame ne ha quattro: oltre a quella che acchiappa il pelo, la vera tagliatrice e quella che fa il tifo, ce n'è una che insulta il pelo per debilitarlo. Ma la risposta della Gilette non ha tardato a manifestarsi: sta per uscire un rasoio con sei lame. Sei! Cosa ci faranno, sulle nostre facce, sei lame? Cos'è, un tagliaerbe miniaturizzato? Un trenino squarcia viso? Praticamente ti appoggi il rasoio sotto l'orecchio e devi stare attento a non graffiarti il mento perchè la sesta lama è già li. Non mi piace lo spreco, sei lame costeranno tanto e dovranno essere buttate comunque dopo un po' di barbe. Scriveva Petronio che c'era a Roma un barbiere talmente lento (allora di lama ce n'era una sola, ma molto affilata) che mentre radeva un cliente da un lato, la barba ricresceva dall'altro. Con le nostre sei lame non avremo questo problema, e in compenso potremo prestarle alle nostre amiche che potranno depilarsi tutto il polpaccio con un colpo solo. O due, nel caso di cicliste.
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Di Carmine (del 21/08/2006 @ 21:07:23, in Ma come parli?, cliccato 347 volte)
Una delle parole di maggior successo negli ultimi tempi è senza dubbio "la situazione". Secondo il dizionario Garazanti, la situazione è uno stato, una condizione (trovarsi in una situazione difficile; la situazione economica di un paese; essere all'altezza della situazione); oppure il contesto in cui si opera. C'è anche un significato arcaico, antico, etimologicamente corretto, che indica posto, posizione (dal latino medievale situare, a suo volta derivazione del classico situs). Il bello è che il successo di questa parola di recente è un miscuglio di tutti questi significati: si dice "dobbiamo organizzare la situazione" "dobbiamo predisporre una situazione luminosa" e si fa fatica a capire se ci riferisce al contesto, alla posizione, o a chissà cosa. Ho sentito dire di recente ad un tipo, di fronte ad una veduta spettacolare: "Qui c'è una bellissima situazione". Io ci vedevo solo un bel panorama, ma si sa, gli scrittori sono tutti un po' miopi.
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Di Carmine (del 18/08/2006 @ 21:10:17, in Sport, cliccato 334 volte)
Tutti gli appassionati di sport prima o poi sognano di diventare allenatori della nazionale e fare un po' quello che gli pare, scegliere i giocatori a casaccio, inventarci un modulo, mostrare la nostra fantasia e la nostra genialità. Più o meno è quello che consentono di fare molti videogiochi, con i quali ci si può divertire ad assemblare le formazioni più improbabili e disparate. Donadoni non si è accontentato dei videogiochi, l'ha fatto davvero. Posto di fronte ad una passerella estiva che doveva celebrare il trionfo della nazionale ma si è rilevata piuttosto inutile, ha scelto dei giocatori che gli stavano simpatici senza seguire alcun criterio che non fosse la sua immaginazione (non venite a dirmi che si cercano giovani per rigenerare la squadra maggiore, Liverani e Luccarelli erano giovani dieci anni fa, e poi dell'Under 21 di Gentile non c'era granché). Il risultato è stato l'umiliazione dei colori nei quali ci siamo identificati tutti qualche settimana fa: è non può dire, Donadoni, che va tutto bene, che è soddisfatto, che i ragazzi hanno giocato bene. Ammetta che è stata una bruttissima figura, una partitaccia oeganizzata male, aggravata dal comportamento incomprensibile dei livornesi (ma il genio è stato chi all'ultimo momento ha deciso di spostare la partita da Taranto, dov'era prevista, a Livorno: complimenti). Per carità, lui è in una situazione difficile, fa l'allenatore della nazionale perché nessun altro voleva ricoprire quel ruolo nel dopo Lippi. Libero di fare gli esperimenti che vuole, ma in palestra, in allenamento, in tuta. Quando si va in campo, ci si comporta da professionisti, e se si perde, per piacere, si ammettano i propri errori. Nessuna condanna, ma smettiamola con l'autoassolverci sempre e comunque...
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Di Carmine (del 16/08/2006 @ 21:27:58, in Recensioni, cliccato 354 volte)
Girato in maniera asciutta, netta, privilegiando un approccio episodico talvolta un po' ostico ma affascinante , Syriana è un film agghiacciante, soprattutto alla luce di quello che sta accadendo in questi giorni in Libano. Un film corale che, dietro la tranquillizzante professionalità di Hollywood, i volti noti di Clooney e Dillon, le apparenze di un thriller di fantapolitica, nasconde una denuncia estrema, nitida, perentoria, di gran lunga più violenta di certi ripetitivi slogan noglobal. Un film da vedere, nonostante un po' di sadismo compiaciuto e il costante rischio di cadere nel luogo comune (le villette a schiera degli impiegati americani della CIA, il principe arabo buono con gli occhi azzurri, la moglie saggia del giovane yuppies). Molto bello il personaggio minore dell'avvocato di colore con padre alcolizzato ma, forse, più vigile di lui.
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Di Carmine (del 09/08/2006 @ 21:42:34, in Media, cliccato 340 volte)
Si chiama payperpost, è l'ultima frontiera del marketing a stelle e strisce che probabilmente si sta già diffondendo da queste parti. Sostanzialmente si tratta di pagare un blogger per parlare bene di un'azienda o di un prodotto all'interno di un blog.
 La pubblicità è l'anima del commercio e non c'è niente di male in un banner all'interno di un blog. Ma il payperpost è subdolo, perché è invisibile al lettore, chi scrive si bada bene dal dire "Guardate che sto parlando bene di questo film perché ogni click che ci fate mi procura quattrini".
Nel giornalismo pratiche analoghe sono d'abitudine: comprare spazi pubblicitari su un giornale significa automaticamente garantirsi un occhio benevolo negli articoli che riguarderanno la propria azienda. Nelle riviste di elettronica tre pagine dopo l'entusistica recensione di una fotocamera c'è il paginone pubblicitario dello stesso prodotto... ma questo succede su tutte le testate che offrono spazi pubblicitari, i più onesti si limitano all'autocensura (non parlano male degli investitori), i più sfacciati vendono direttamente insieme alle pagine pubblicitarie anche gli articoli sviolinanti.
Ma i blog? I blog hanno originariamente un'immediatezza legata al fatto che non ci sono intermediari tra chi scrive chi legge, non ci sono concessionari, editori, tipografi... Il payperpost è una truffa, se non economica, almeno è un tradimento della fiducia del lettore. Su questo blog non ne troverete mai.

(A meno che l'offerta non sia veramente ma veramente vantaggiosa, nel qual caso sono disposto quasi a tutto)
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Di Carmine (del 08/08/2006 @ 21:56:11, in Tivvù, cliccato 339 volte)
Quando vedo in televesione un programma di quiz (succede mediamente una volta ogni tre anni e coincide di solito con le ferie o la malattia) penso sempre che non potrei vincere mai. Non che mi manchino delle buone basi di geografia, storia, letteratura: il problema è che ho dei buchi insondabili in argomenti "laterali" che diventano fondamentali per gli autori di quiz.
Non c'è niente da fare, non riescono ad entrare in zucca: la formazione della Juventus del 1982 è sempre lì, non si sposta, e lo spazio cerebrale è occupato anche da alcune inutili canzoni e trame di film che desidererei invano di dimenticare. Ma per esempio non c'è verso, per me, di imparare i nomi dei cocktail: sarà che non bevo quasi mai, ma per me margaritas, tequila boom boom e compagnia rimarrano sempre un mistero. Ho appena imparato che il Cuba Libre è coca cola con rum, ma i cubani non lo bevono quasi mai (preferiscono il mohito), per cui penso che lo dimenticherò. E poi non imparo mai i nomi delle razze dei cani, a parte il barboncino e il pastore tedesco, gli altri sono tutti incroci che somigliano più o meno ad un barboncino o ad un pastore tedesco.
E i nomi degli attori: adoro il cinema e guardo molti film, ma gli attori, porca miseria, mi sfuggono sempre, e devo ricorrere continuamente a perifrasi come "quello che interpreta un ruolo secondario in.." "il protagonista di..." "quella che stava con...".
Niente quiz, con queste premesse, non ne varrebbe la pena.
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Di Carmine (del 07/08/2006 @ 21:40:16, in Sport, cliccato 338 volte)
Sono partito per il viaggio di nozze con la Juve praticamente in serie C, Lazio e Fiorentina in B, Milan fuori dalla Champion. Ritorno e trovo la Juve in B e le altre tre squadre con qualche piccola penalizzazione, praticamente nulla nel caso del Milan. Intanto però si invocano clamorose sanzioni nei confronti della Reggina.
Lo stile di essere forti con i deboli e deboli con i forti è molto italiota, così come quel finto buonismo che in realtà nasconde la precisa volonta di non punire mai se non simbolicamente i potenti. Fra qualche settimana ci potremmo ritrovare con la Juve campione d'Italia in Champions League, con tre Coppe Intercontinentali assegnate a tavolino da Galliani al Milan e con la Reggina radiata per sempre da tutte le forme di attività sportive, anche dalla federazione giuoco bocce: perché giustizia sia fatta.
Voglio tornare a Cuba
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