Il blog di Carmine Caputo
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 Colori d'oriente... di Margherita
 
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Il vero cozzaro è una persona che condisce con olio sale e aceto pure il dentifricio.

Carmine Caputo
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Progetti per l'estate. Quest'anno...

 Compro un'isola greca e ci passo le ferie
 Viaggio esotico il più lontano possibile
 Capitale europea: breve vacanza ma intensa
 Mare, mare, fortissimamente mare
 Montagna. Ho bisogno di aria fresca
 Centro benessere, Ho bisogno di coccole
 Resto a casa, ho i soldi appena per un'aranciata

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Gli spostati, su Radio 2
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L'uomo che guardava passare i treni, di Georges Simenon
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Aiuto sono un pesce. Visto, rivisto, visto, rivisto...





09/09/2010 @ 19.09.45
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\\ Home Page : Storico per mese (inverti l'ordine)
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Carmine (del 27/12/2006 @ 15:41:10, in Uomini..., cliccato 336 volte)
Lui si aspetta un cellulare di nuova generazione, con la tv incorporata e un software per la gestione del bilancio familiare che pernette di pianificare gli investimenti alla fermata dell'autobus. Ha fatto a lunga la corte a quel cellulare, ha lasciato in giro le pubblicità, i volantini dei centri commerciali aperti sempre sulla pagina di quel telefono, persino le fotocopie del manuale di istruzioni prestato da un conoscente. Lei gli regala una cinta. Firmata, che costa più del cellulare, è in pelle pregiata. Una cinta. Lei si aspetta un paio di orecchini con topazio. Ha già l'anello e la collana, le mancano solo gli orecchini per completare il set, li vuole, l'ha scritto sulla lavagnetta in cucina, nello screensaver del computer e ha persino gridato orecchini l'ultima vola che hanno fatto l'amore. Lui le compra un palmare con gli esercizi per la ginnastica pre-caricati. Costa il doppio degli orecchini. Lui si andrà a comprare il cellulare prima della fine del mese, lei ha già indossato gli orecchini che si è comprata da sé alla festa di Capodanno. Morale: se volete risparmiare, niente sorprese a Natale.
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Di Carmine (del 23/12/2006 @ 15:35:13, in Dico sul serio, cliccato 356 volte)
Qualche giorno fa è morto Piergiorgio Welby, il malato terminale che si è battuto perché gli venisse riconosciuto il diritto di rifiutare le cure e perché venisse spento il respiratore che tramite un tubo che gli ventilava artificalmente i polmoni sedici volte al minuto.
Questo diritto non gli è stato riconosciuto, perché viviamo in un mondo dove si muore ancora di fame, ma bisogna assolutamente tenere in vita artificialmente persone dilaniate dal dolore per non offendere i teologi bavaresi.
La notizia di oggi però è che la Chiesa ha negato i funerali a Welby richiesti da sua madre, cattolica credente, perché Piergiorgio "è morto nel peccato".
Per un cattolico credente come me è devastante vedere come nella gerarchia ecclesiale ci siano ancora rigurgiti di quei sentimenti oltranzisti che portarono morte e distruzione in Palestina, che inquisirono la scienza e la libertà, che sostennero le guerre contro chi non si sottometteva.
Qualche tempo fa è morto Pinochet: credo che i suoi peccati fossero ben superiori a quelli del povero Piergiorgio, eppur i funerali sono stati ossequiati senza alcuno scrupolo da parte dei crociati. Come la mettiamo, signori teologi? Spiegatelo a noi poveri ignoranti!

Caro Gesù Bambino, se davvero hai intenzione di rinascere ancora una volta quest'anno, sappi che i mercanti del Tempio sono sempre più numerosi...
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Di Carmine (del 20/12/2006 @ 21:25:01, in Brevissime, cliccato 343 volte)
Si dice che i nostri sono i tempi dell'incertezza: lavoro precario, futuro ambientale cupo,relazioni labili, scenari geopolicitici in subbuglio.
Eppure, dopo un'estate travagliata, tornano i segnali del ritorno alla normalità: la Juve torna a rubare clamorosamente le partite, il Bologna ricomincia a prenderla in quel posto con signorile distacco. Life goes on.
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Di Carmine (del 18/12/2006 @ 21:20:03, in Gnius, cliccato 345 volte)
Un ragazzino cubano ha vinto un concorso sull'ambiente organizzato dalla Nazioni Unite con una sua composizione.    Il premio, una macchina fotografica Nikon, non gli verrà mai consegnato, perché, pur essendo la multinazionale giapponese, l'oggetto contiene alcuni componenti americani.
E la Nikon non vuole avere problemi con il governo USA. E mai, mai e poi mai la patria della libertà potrà permettere che un piccolo comunista di 13 anni possa usare una macchina fotografica mettendo a rischio la pace e la democrazia. Tutti speriamo in un futuro democratico per Cuba dopo Castro, ma a questo punto ci domandiamo se c'è un futuro democratico per gli Stati Uniti...
Intanto ho deciso che se mai comprerò una reflex non sarà Nikon...

http://www.ecoblog.it/post/2163/premio-ambiente-negato/last

http://www.pane-rose.it/files/index.php?c3:o7822
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Di Carmine (del 17/12/2006 @ 12:31:14, in Recensioni, cliccato 350 volte)
Nel deserto arido dei Natali a New York, degli spezzoni televisivi riciclati e delle pernacchie iberiche, un maestro del cinema si erige maestoso regalandoci la sua rosa.
Mi riferisco all'ultima commedia di Mario Monicelli, Le rose del deserto, un piccolo gioiello d'altri tempi, un esempio da portare ai ragazzi nelle scuole dopo aver fatto vedere loro un cinepanettone, per fargli vedere la differenza tra il cinema e il pattume. Monicelli ci riporta alla campagna d'Africa dei primi anni quaranta, ad un gruppo di soldati che apprestano gli ospedali di campo nel deserto libico: tra loro la figura malinconica e affettuosa di Haber e quella straordinariamente comica di Placido in versione pugliese doc (ma di quella comicità che lascia un buon sapore in bocca come un buon bicchiere di vino, non quei frizzi e lazzi volgari come una bevanda gassata che ti lascia solo la voglia di ruttare).
Monicelli mescola i toni di dramma e commedia con una grazia e una naturalezza che purtroppo i giovani autori sembrano aver perduto, e si diverte a ridicolizzare la retorica fascista che qui si fa cinema e non sketch come in altri recenti e meno fortunati episodi. Bella anche la fotografia che non può ricorrere ad imperiose scene aeree di stampo hollywoodiano e tantomeno a campi lunghi maestosi (e costosi), ma tocca comunque il cuore di chi sa vedere.
Tutti in piedi ad applaudire il maestro. Signore e signori, questo è cinema. Tutto il resto è noia...
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Di Carmine (del 14/12/2006 @ 21:43:12, in Personal edition, cliccato 367 volte)
Quest'anno, mi raccomando, non augurate "Buon Natale" per non turbare i vicini ebrei che potrebbero essere sconvolti da tale augurio e accusarvi di antisemitismo; evitate di mangiare bistecche bovine che come sapete potrebbero turbare il sonno del compagno di classe indù di vostro figlio.
Non azzardatevi a comprare spumante perché i musulmani non bevono alcol e potrebbero accusarvi di razzismo. Se fate il presepe, assicuratevi di inserire almeno una coppia di pupazzetti gay, per evitare di discriminarli con la vostra fissazione retrograda per la famiglia.
E assicuratevi che accanto a Babbo Natale ci sia Mamma Natale (no no no la Befana non è un simbolo di donna evoluta, maschilisti che non siete altro, e poi quella scopa tra le cosce è sessista). Non augurate buon anno a nessuno, perché il nostro calendario non è riconosciuto in tutto il mondo, e limitatevi a fischettare la canzone natalizia di John Lennon, tutte le altre sono clericoreazionarie. Fischiettare, non cantare, perché le parole sono scritte nella lingua della potenza imperialista ed è meglio evitare.
Se mettete una coroncina di fiori alla porta, assicuratevi che gli steli siano immersi nella terra con tanto di radici, perché un ambientalista potrebbe trasalire passando davanti a casa vostra e se proprio volete mangiare tacchino, che sia di un animale morto di vecchiaia.

Detesto il politically correct.
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Di Carmine (del 12/12/2006 @ 15:04:26, in Gnius, cliccato 341 volte)
Tozzi e Masini si lamentano in radio perché non gliela danno, Prodi si presenta in maglione in mezzo a quarantamila trogloditi ipereccitati che gridano per ore "faccela vedè faccela toccà" alle veline stressate e si battono furiosamente per l'adesivo di una moto e si stupisce che lo contestino, De Sica e Boldi litigano e invece di prendersi un meritato periodo di riposo (una ventina d'anni, diciamo) raddoppiano i "filmoni" natalizi, Moggi fa il commentatore televisivo al processo di Biscardi scherzando come se niente fosse...

OOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOHHHHHHHHHHHHHHH!

Almeno a Natale potremmo ottenere una tregua dell'idiozia, un coprifuoco delle caxxate?
A gennaio ricominciamo, ma adesso, abbiate pietà, prendetevi una pausa...
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Di Carmine (del 07/12/2006 @ 21:23:07, in Personal Edition, cliccato 406 volte)
Ieri ho confermato pubblicamente di essere un conservatore quasi reazionario in ambito culinario, litigando con il cuoco del self service dove vado a mangiare in pausa pranzo.
 Quando ci vuole ci vuole. Il fatto è che io credo alla teoria del darwinismo applicata alla cucina: la pasta e piselli è il risultato di un lungo processo selettivo che ha escluso man mano gli accoppiamenti inopportuni portando al risultato attuale. Volendo, si potrebbe dire che la pasta e piselli che conosciamo è la migliore delle paste e piselli possibili. Il problema semmai è che mentre certi accoppiamenti mostruosi in natura non hanno futuro (e se qualche scienziato ci prova in laboratorio madre natura si ribella e la creatura muore), nell'ambito culinario sembra che più mischi e più sei innovativo, bravo, originale. E allora via alla creatività, infiliamoci la frutta nell'arrosto, il vino nella salsa, le caramelle nella pasta asciutta.
O addirittura (SCEMPIO! SCEMPIO! SCEMPIO!) mettiamoci la salsiccia nelle orecchiette con le cime di rapa, come ha fatto quello scellerato del cuoco che ieri volevo denunciare al nucleo anti-sofisticazione dei carabinieri.
Ma come si fa?
Certo che senza prove non ci sarebbe evoluzione, ma uno le prove se le fa nel retrocucina, al limite fa inguirgitare al vice-cuoco (che è un dottore di ricerca in Filologia Romanza e lavora come precario, per cui meglio se assaggia e poche storie), non le propina alla clientela.
Smettetela!
Perché se uno prova a fare accoppiare una scimmia con una giraffa il mondo si ribella, gli ambientalisti protestano, i dottori di morale si strappano le vesti, e nessuno dice niente se un cuoco mette la salsiccia con orecchiette con le cime di rapa?
Bisogna fare qualcosa, è ora che Green Peace, il WWF o Italia Nostra si mobilitino, di più, questa deve essere una missione dell'Onu, che visto che costa caro e per fermare le guerre è inutile, almeno potrebbe riabilitarsi fermando la cucina creativa.
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Di Carmine (del 04/12/2006 @ 21:59:06, in Media, cliccato 366 volte)
Orwell pensava,o forse temeva, un futuro in cui fossero proibite alcune parole come democrazia o libertà, e purtroppo in Cina qualcosa del genere già esiste, grazie anche alla compiacenza delle aziende americane pronte a difendere i diritti dell'uomo solo se non intralciano il loro business. Mi riferisco per esempio alla censura esercitata dalla versione cinese di Yahoo e Google, che non mostrano siti politicamente sgraditi. Ma anche da noi, involontariamente, si sta diffondendo una sorta di censura nominalista: è quella dei filtri anti-spam. Stanco di ricevere e-mail spazzatura che propongono di vendere il viagra, io posso impostare il filtro affinché cancelli tutte le parole che contengono la parola viagra. E poi quelle che contengono Cialis, e penis, e così via. Solo che se un mio amico mi scrive facendo magari una battuta sul viagra che mi regalerà a Natale, io quella e-mail non la ricevo, perché il filtro è stupido. Man mano che gli spammer aumentano i loro invii, noi registriamo i filtri, ma, non so a voi, a me la soluzione mi mette a disagio...
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Di Carmine (del 03/12/2006 @ 11:12:56, in Gnius, cliccato 362 volte)
Immaginate di essere un ingegnere: progettate una palazzina, comprate i materiali, istruite la ditta edilizia, seguite il cantiere, e dopo mesi, forse anni di lavoro arriva una ruspa con una scritta stampata e ve la butta giù, perchè il campanello rosso stona con il tappetino. Oppure immedesimatevi in un medico che ricorre ad una complicata operazione di chirurgia per salvare un paziente, lo cura con tutte le sue forze, riesce a rianimarlo, poi ad un certo punto arriva un tizio con una scritta sul camice, osserva la sala, si accorge che gli avete dato un aspirina effevervescente anziché una da ingoiare, vi ordina di sospendere la cura e ammazza il povero paziente. Ancora, non so, fate finta ti essere un insegnante che guida con passione la sua classe di liceo, trasmette loro l'amore per la cultura e la voglia di sapere, arriva a presentarli all'esame di stato, dopo di che una commissione - tutti con una scritta sulla giacca - decide di non ammettere nessuno all'esame bocciandoli perché una mattina di tre anni prima, nel fare lezione, avete dedicato tre ore ai presocratici anziché due, come previsto dal programma. Vi sembra folle? Allora completiamo dicendo che la scritta che i tizi della finzione riportano è "Cassazione", e allora vi renderete conto di come devono sentirsi magistrati, procuratori, ma anche assistenti, poliziotti, carabinieri, segretari, e in fin dei conti tutti i contribuenti quando la corte decide di "cassare"...
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