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Ascolto Gli spostati, su Radio 2 Sto leggendo L'uomo che guardava passare i treni, di Georges Simenon Ho appena visto Aiuto sono un pesce. Visto, rivisto, visto, rivisto...
07/09/2010 @ 23.11.37
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Qualche sera fa sono passato davanti a Porta Galliera, di fronte alla stazione, e sono stato piacevolmente sorpreso osservando un leggero miglioramento rispetto al passato, in cui l'area era zona franca di spacciatori, tossicodipendenti, prostitute. Sto attento a cantare vittoria, però: altre zone, come l'ex ghetto ebraico, sono latrine a cielo aperto, alcune aree della zona universitaria dopo il tramonto sono fortemente sconsigliate, per non parlare poi dell'ultimo tratto di Massarenti, che ricorda certi film anni settanta ambientati negli slums di New York. Allora? Allora mi sento di dire che le politiche a Bologna (ma credo che la situazione sia analoga altrove) il degrado non lo combattono, lo spostano: si lamentano i comitati di quartiere, spostiamo i tossici di là. Ci sono troppe prostitute in quella strada, facciamo in modo che vadano in un'altra. Ma è mai possibile che il degrado, anziché spostarsi, si elevi di grado?
Di Carmine (del 27/05/2007 @ 22:42:07, in Gnius, cliccato 294 volte)
Leggendo oggi un articolo di Mura sulla Repubblica, mi è venuto in mente che lo "stile Ambrosini" potrebbe effettivamente dilagare nelle pubbliche relazioni italiane. Ambrosini, per intenderci, è il lord del Milan che ha esposto lo striscione "Mettetivi nel ... lo scudetto". Poi ha chiesto scusa, ovvio. Però intanto ha raggiunto il suo scopo. Pensiamo a Casini, che so, che manifesta ad Arcore con la sciarpa "Levati dai cxxxxxni, vecchio", oppure a Mussi con la bandiera "Partito Democratico di mxxxa". Oppure a Zucchero che canta "Renato Zero mi fa cagare, oh yeah, baby, cagarissimo". Ci trasformiamo insomma da politici, artisti, cittadini insomma, a tifosi. Con tutto quello che ne consegue. Lo trovate divertente? Allora preparate le molotov per la prossima riunione di condominio...
Di Carmine (del 22/05/2007 @ 21:31:22, in Media, cliccato 353 volte)
In questi giorni Bologna Ë presa d'assedio dai pettorali dell'Arcuri. Con una campagna pubblicitaria aggressiva come non ne ricordavo da tempo, la Manuelona mostra il suo straripante davanzale agli automobilisti con una serie di cartelloni sparsi per la citt‡. Non solo i tradizionali 6x3, posti nelle posizioni strategiche per generare maxi tamponamenti: ma anche una sfilza di cartelli pi piccoli, appesi uno dietro l'altro, cosicchÈ se ti perdi il primo c'Ë il secondo, e poi il terzo, e poi il quarto, quasi a sperare che ci sia, come dire, un'evoluzione nell'abbigliamento intimo della soubrette.
Ebbene, la domanda che mi ronza in testo da qualche tempo Ë: ma questi manifesti, hanno successo anche sulle donne, che poi sono il target primario delle campagne? A meno che non si rivolgano agli uomini affinchÈ regalino quella biancheria alle loro compagne (ma mi sembra contorta come strategia di marketing), non me li spiego.
Anche perchÈ io avrÚ visto decine di volte il manifestone dell'Arcuri (non sono un maniaco, giuro, ma Ë davvero ovunque), e nemmeno mi ricordo che marca di lingerie pubblicizza. L'occhio umano seleziona, ed evidentemente quello maschile in questi casi non si sofferma sul marchio. E quello femminile? Care lettrici, voi comprate la biancheria perchÈ la reclamizza l'Arcuri mezza nuda? Se Ë cosÏ, i pubblicitari hanno ragione. Se non Ë cosÏ, ditegli di smettere, prima che un vecchietto abbia un coccolone e mi finisca addosso con la macchina...
Di Carmine (del 18/05/2007 @ 21:06:19, in English, cliccato 333 volte)
Maybe it is something related with the climate change: maybe the Martian are already between us, and they are modifyng our planet. And I'd suspect also the communists, they can be involved, sure they do. Some days ago I had the clear evidence that the law of gravity is it no longer valid. I found a vaulting horse in the gymn where I was supposed to play soccer (and show my brand new shirt of Barcellona team). I used to be quite good on the horse when before they tempered with the gravity, let say, fifteen years ago: but, as an effects of what they're making to our beloved earth, I was not even able to make a vault. Nothing. Do you believe it? We must do something. I want to be light and fast as I was in the 90s.
It's all government's fault. I hope.
Domenica sono tornato dopo un anno sabbatico preso per impegni familiari al Salone del Libro di Torino. Che dire?Ho provato ad ascoltare la presentazione di "Uscite d'emergenza", romanzo di Alexis Romay, giovane cubano critico del regime di Castro ed esule negli Stati Uniti, ma lo stand accanto aveva una musica da discoteca talmente tanto forte da disturbare anche le salette (non farò il nome del disco stand perché certa spazzatura non merita neanche la pubblicità negativa). Ho fatto un giro molto veloce osservando i manifesti che annunciavano la presenza di Lori Del Santo che autografava copie del suo libro, gli schermi che proiettavano il faccione di Moccia (ma senz'audio, che evidentemente guardarlo è sufficiente ai suoi fans), la gigantografia del poeta Luciano Ligabue, Nicolino Badasso alla guida di un corteo che ambiva a conquistare Farhenth all'urlo di "Basta metafore".
C'erano soliti attori, cantanti, politici, personaggi televisivi che hanno deciso di dedicarsi alla scrittura per riscoprire se stessi (ma un buon psicanalista, no?)
Per carità, c'erano anche i libri, tanti, interessanti, e tanti lettori anche. Però c'è un limite che il Salone sta preoccupantemente per superare. Da una parte c'è l'appuntamento culturale, lo scambio di idee, la passione, la lettura: dall'altro c'è la discoteca, lo shopping, il facciamo vedere, la tivù. Speriamo si fermino in tempo: personalmente ho consigliato al mio editore di risparmiarsi i soldi dello stand l'anno prossimo, a meno che non abbia in catalogo la biografia di una velina.
Con foto a colori, ovviamente.
Odio qualunque festa, manifestazione, rassegna o celebrazione - italiana - che contenga la parola "day".
Il no tax day, l'orribile (per il nome, intendo) Graduation Day, l'MTV Day. Posso capire le feste d'importazione, come il Linux Day o il Columbus day, ma alle nostre, diamogli un nome che non ricordi un pacchetto di merendine (e con le family day, in omaggio il simpatico fischietto di LeccaLecca!) o una canzone pop anni ottanta.
Chiamatela festa della famiglia, se volete: ai miei tempi c'erano quelle meravigliose sagre paesane chiamate Festa dell'Unità, Festa dell'Amicizia, Festa dell'Avanti. Ammetterete che avevano ben altro tono rispetto ad un eventuale "Friendship Day". Come dite? Quelle erano feste politiche, organizzate da sezioni di partito per raccogliere consensi? E perchè, la manifestazione di sabato cos'era?
Fateci caso: i maghi del marketing sempre più spesso non parlano più di servizi, prodotti, offerte. Loro propongono soluzioni. Che bello. Non compri una casa di 45 metri quadri con giardino di 20 cm sul davanzale, compri una soluzione abitativa. Non compri software per la gestione del magazzino, compri soluzioni aziendali per la logicistica. Non compri pubblicità, ma soluzioni pubblicitarie. L'idea era buona, per carità, la soluzione ci fa pensare alla terribile equazione di algebra, o all'ultima pagina del giornale di enigmistica da sbirciare per un aiutino con il cruciverba (quelli seri però pubblicano le soluzioni sul numero successivo). La soluzione ci fa pensare a qualcuno che risolve i nostri problemi, che è l'essenza del marketing dei servizi. Ma come sempre, il troppo storpia, e se io voglio comprare qualcosa, non è detto che abbia un problema. Bisognerebbe tornare ad un marketing più attivo, che invece di cercare di risolvere le nostre faccende, si limitasse a farci delle proposte chiare...
Non so se anche voi come me siete sempre più vittime della becapponite. Si tratta di una malattia che spinge l'individuo a sentire come sempre più urgente la necessità di creare una copia di riserva dei propri dati (un back-up, appunto). O ppure di conservare dati inutili. Io per esempio conservo sei anni di posta aziendale: non solo l'ordine di una ristampa di una brochure del 2001, per dire, ma anche l'email del collega che nel 2002 mi invitava a pranzare insieme. Ho tutto conservato. Non mi serve a niente, e presto, quando non ci saranno più lettori dvd tradizionali, o quando Outlook avrà inventato un sistema di posta non compatibile con i precedenti, tutto sarà inutile. Per non parlare delle mia tesi di laurea, che ho salvato in decine di copie sui computer di praticamente tutti i miei conoscenti, oltre ad averla distribuita online. Come si cura la becapponite? Non lo so, aiutatemi a scoprirlo. Come si prende la becapponite? Questo lo so. Perdendo qualcosa di veramente utile. A me capitò a quindici anni, quando resettarono il computer di famiglia per un virus, e io persi una cinquantina di pagine di un favoloso romanzo che stavo scrivendo. Era propabilmente una porcheria, ma se l'avessi cancellato io, adesso non andrei in giro con pendrive, floppy e cd riscrivibili...
Di Carmine (del 06/05/2007 @ 20:13:33, in Media, cliccato 298 volte)
Terrorista, per il dizionario De Mauro, è chi fa parte di un gruppo o di un movimento politico che si avvale di metodi illegali ed efferati per sovvertire il regime politico esistente
Stupido è chi è tardo nel comprendere, ottuso di mente, poco intelligente.
Secondo me, fare delle battute di cattivo gusto, superficiali, grezze, offensive, fuori
luogo,inappropriate e che soprattutto non fanno ridere è stupido. Soprattutto in un'occasione
importante come quella del Primo Maggio. E' stupido, ma non terrorista. Non confondiamo le due
categorie: se dovessero coalizzarsi sarebbe davvero un bel guaio.
Premetto che non sono un fan dei Beatles. O meglio, li considero un gruppo straordinario che ha fatto la storia della musica leggera, se mi capita continuo ad ascoltarli con piacere, ma non sono un adoratore del quartetto di quelli che ricomprano venti volte lo stesso disco ogni volta che ne esce una versione con una nuova copertina e qualche fruscio in meno. E al tempo stesso, mi piacciono le cover: non quelle noiose che riproducono pari pari il brano originale (penso alle versioni in italiano dei successi esteri anni 60) di cui non si capisce il motivo di esistere, nè le cover che stravolgono, distruggono e reinterpretano per il gusto di farlo (penso alle versioni discoteca di certi brani rock o a Marylin Manson che massacra "The KKK Took My Baby Away" dei Ramones. Mi piace chi si sforza di cogliere una delle mille sfaccettature che un brano può proporre e la esaspera, fino a darne un'interpretazione originale ma non discordante. La migliore cover di tutti i tempi, in questo senso, è "E ti vengo a cercare" di Battiato riproposta dai CSI, che ne sublimarono la spiritualità con tono intensi e lirici. Più bella dell'originale stessa, con i cori di Ginevra De Marco che mi mettono i brividi ogni volta.
Dunque, uno che non ama i Beatles ma apprezza le cover, cosa penserà di Butchering the Beatles? Che sono l'album più divertente degli ultimi mesi, che lo ascolterò fino a non poterne più, che persino una canzoncina senza infamia e senza lode come Lucy in the Sky with Diamonds, rivisitata dai Queensryche, diventa un pezzo potente vibrante di passione ed energia. Per non parlare di Lenny (Motorhead) che trasforma "Back in USSR" in una sferzata di entusiasmo e divertimento. Ai fan dei Beatles non piacerà, neanche ai fan dell'Heavy Metal: i fan sono come delle chiese, o delle sette, non tollerano l'ecumenismo. Io invece penso che lo scambio culturale arricchisca sempre, e lo consiglio a tutti (tra i musicisti coinvolti nel progetto ci sono anche Billy Idol, Yngwie Malmsteen, Alice Cooper e membri di Motley Crue, Poison, Kiss, Whitesnake, Toto, AC/DC, Anthrax... e mi fermo qui prima che la nostalgia mi travolga).
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