Il blog di Carmine Caputo
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 Letture d'oriente... di Margherita
 
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Il caffé è un vizio che può essere corretto

Carmine Caputo
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Progetti per l'estate. Quest'anno...

 Compro un'isola greca e ci passo le ferie
 Viaggio esotico il più lontano possibile
 Capitale europea: breve vacanza ma intensa
 Mare, mare, fortissimamente mare
 Montagna. Ho bisogno di aria fresca
 Centro benessere, Ho bisogno di coccole
 Resto a casa, ho i soldi appena per un'aranciata

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Gli spostati, su Radio 2
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L'uomo che guardava passare i treni, di Georges Simenon
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07/09/2010 @ 23.03.18
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\\ Home Page : Storico per mese (inverti l'ordine)
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Carmine (del 31/07/2007 @ 21:15:01, in Sport, cliccato 316 volte)
Sono anni che puntualmente si scopre che la metà dei partecipanti al tour o al giro d'Italia è dopata. L'altra metà non è stata sottoposta a test. E ogni anno a parlare di fine del ciclismo, di etica calpestata, di valori che non ci sono più.
Ora, a parte il fatto che già Coppi parlava della "bomba", ma la domanda che mi pongo è: esperti di ciclismo, vi sembra normale che un essere umano faccio 250 chilometri in salita sotto la neve o con quaranta gradi in sella ad una bicicletta? No dico per voi è normale fare in pochi giorni il giro di una nazione a pedali e avere il tempo di sorridere la sera ai talk-show? Ma ci siete mai stati in bici?
Allora, mettiamoci d'accordo.
O accettiamo di essere esseri umani e di avere dei limiti, e allora vediamo di organizzare queste manifestazioni in maniera un po' meno sadica, dando il tempo di riposare tra una tappa e l'altra, riducendo i chilometri da percorrere, scegliendo magari ogni tanto un po' di pianura.
Oppure smettiamola di fare gli ipocriti, le gare le vince chi si dopa meglio senza morirne, gli sponsor diventano le case farmaceutiche e semmai  vediamo di porre dei limiti per evitare ciclisti con tre occhi e la pelle verde. Insomma.
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Di Carmine (del 29/07/2007 @ 19:08:41, in Gnius, cliccato 292 volte)

Visto che a fare chiacchiere son buoni tutti, d'ora in poi penso che prima di decidere se votare o meno un politico mi informerò sui suoi gusti musicali: si colgono in questo modo sfumature sorprendenti.
Tutto ciò mi è venuto in mente leggendo la top ten di Cofferati, resa pubblica per una manifestazione tenuta a Villa Ghigi, a Bologna.

http://bologna.repubblica.it/dettaglio/Le-dieci-canzoni-della-vita-di-Cofferati/1345965

Mamma mia, quest'uomo non ha sessant'anni, ne ha seicento! Non c'è traccia di rock, blues, pop, e questo era prevedibile, considerando che in questi anni Bologna più che la New Orleans d'Italia sta diventando la Chianciano d'Emilia. Ma non ci sono neanche cant'autori italiani, che so, un Guccini, i Nomadi, una Gianna Nannini, tanto per dare un tocco di bizzaria.
Giunto in fondo alla lista ho sperato addirittura in Cocciante, ma niente, neanche lui. La voce più "moderna" è Enzo Avitabile...
Nella sua top ten non solo non c'è rock, ma non c'è traccia di chitarre o batterie! Solo musica "seria", lirica, classica, etnica. Se poi considerate che la sua canzone preferita è papaveri e papere, il quadro è completo.
Altro che sceriffo, il sindaco è un centurione.
De gustibus, per carità, e poi non ho le competenze per giudicare la materia: però, a saperlo prima...
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Di Carmine (del 25/07/2007 @ 18:45:39, in Personal Edition, cliccato 315 volte)
Eccomi qua, di ritorno dopo una settimana di vacanza trascorsa a New York (documentata da foto che spero di pubblicare appena possibile). Che dire? Sembra di vivere sul set, perché quello è il palazzo dell'Uomo Ragno, da lì partirono i Ghost Busters, questa è Wall Street e laggiù c'è il teatro preferito da Woody Allen. In fondo visitare New York è riscoprire una realtà che, filtrata dallo schermo cinematografico (O televisivo: ho visto la casa dei Robinson e quella di Friends) conosciamo già e in qualche misura ci appartiene. Una realtà dove il mondo si incontra e si mescola (africani, cinesi, italiani, greci, irlandesi, russi...) e che, ci piaccia o no, è stato il cuore culturale degli ultimi cinquantanni.

It's only us
it's only this
regret, forget, or life is yours to miss

no other road, to other way,
no day but today.

(dal musical Rent)
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Di Carmine (del 15/07/2007 @ 16:21:49, in Gnius, cliccato 320 volte)
Da anni fanalino di coda di quasi tutte le classifiche stilate dai giornali (su economia, ambiente, benessere degli abitanti) la mia povera Taranto si conquista ancora una volta la scena dei telegiornali per un episodio che sembra appartenere ad altri tempi, altri spazi: manca l'acqua.
Io però ancora mi ricordo, da bambino, quando mia madre riempiva la vasca da bagno per le emergenze, perché sapeva che l'acqua sarebbe stata raziocinata. Facevano così tutti, e accumulavano sempre più acqua di quanto non servisse, con il risultato che anziché risparmiare si sprecava. Me lo ricordo quel rispetto quasi sacrale nei confronti dell'acqua (e ancora si beveva acqua del rubinetto, la follia dell'acqua in plastica non era ancora dilagata), mi ricordo i rimproveri quando lasciavo gocciolare il rubinetto o addirittura l'invito ad usare lo scarico solo quando necessario. Altri tempi? Temo di no. Quello non era il passato. Quello è il futuro. Dobbiamo ricominciare a rispettare la fonte della vita. Non dico di non farci la doccia, che mi sembra eccessivo. Ma almeno non facciamola scorrere quando ci facciamo la barba o ci laviamo i denti. E soprattutto consumiamo un po' meno bibite gassate: servono quantità enormi di acqua per produrle.
E manco tolgono la sete...
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Di Carmine (del 11/07/2007 @ 20:25:02, in Ma come parli?, cliccato 325 volte)
Avevo un compagno d'appartamento d'università che faceva tre colazioni al giorno. La prima colazione, latte e biscotti. La seconda colazione, latte e biscotti. La terza colazione, latter e biscotti. Niente male come dieta, sarà forse un caso che subì un intervento di peritonite acuta (e andò in ospedale in bici... quando la vita supera i romanzi). In effetti, però, le sue erano colazioni.
Ma allora mi volete spiegare perché adesso sui programmi di conferenze, corsi o manifestazioni tra l'una e le due, in orario quindi che non lascia adito a dubbi, mi ritrovo "Colazione"? Offriranno forse a clienti o partecipanti latte e biscotti, o magari te e bacon per fare gli inglesi? Niente di tutto questo, è che il pranzo sa di importante, siccome invece in queste occasioni si offre un buffet di schifezzuole fredde, meglio denigrarlo al grado di "colazione".
Ma come vi permettete?
Pensate che basti cambiare una parola per cambiare l'oggetto a cui si rivolge? Se la chiamate "colazione" forse non arà più un'accozzaglia di schifezzuole fredde? Io penso proprio di no, a me che non vi basti chiamare bolide la vostra utilitaria per sentirvi Alonso, o magione i vostri 35 metri quadri.
Le cose sono quello che sono, e non è giocando con le parole che le migliorerete. Scrivete "pranzo di lavoro".
La gente capirà che è meglio non aspettarsi le lasagne, ma nemmeno i Saiwa.
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Di Carmine (del 09/07/2007 @ 21:19:23, in Brevissime, cliccato 311 volte)
Sabato sera ho finalmente visto "Le vite degli altri", bellissimo film di teutanica cupezza, intriso di grigiori berlinesi e malinconia dilagante. La storia narra della DDR, la Germania dell'Est popolata di attrici che per lavorare vanno a letto con i ministri, servizi segreti che spiano gli avversari del governo, autori sgraditi al regime a cui è reso impossibile lavorare, polizia brutale che si disinteressa dei diritti umani.Forse sono io che do le traveggole, ma vuoi vedere che sotto sotto Berlusconi era comunista?
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Di Carmine (del 07/07/2007 @ 17:40:56, in Brevissime, cliccato 295 volte)
Ma se è una competizione svolta a Valencia, in Spagna, dove le finaliste sono state italiane, svizzere e neozelandesi, perché diavolo si chiama Coppa America?
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Di Carmine (del 05/07/2007 @ 21:12:03, in Tivvù, cliccato 1625 volte)
Ci hanno raccontato che con il digitale terrestre avremmo visto una valanga di canali in più. Da casa mia a Bologna non si vede Rai 1, Rai 2, Rai, Canale 5, La 7 ed Mtv, ma ci sono i meravigliosi cartoni animati anni 70 di Boing e il campionato di bocce di Raisat Sport.
Ci hanno spiegato che nuovi canali costruiti ad hoc sarebbero apparsi all'orizzonte: apparsi e scomparsi, se si considera la fine prematura della tv del Sole24 Ore, di Sport Solo Calcio e di Rai Doc. E poi, le nuove meravigliose funzioni digitali: la guida EPG, che i gestori non caricano quasi mai, e quando lo fanno è piena di errori di programmazione (e a volte anche di grammatica, segno che al digitale terrestre non sono finiti gli stagisti di belle promesse ma i vecchi inservienti sistemati dal partito).
L'interattività, la possibilità cioè di interagire con i programmi: funziona solo con i decoder MHP (cioè in larga parte quelli cinesi, insomma) collegati al telefono.
Un utente evoluto che ha il televisore con il digitsale terrestre integrato e la connessione telefonica via cavo è perciò escluso. Escluso da poco, a dire il vero: l'unica interattività possibile, di fatto, è il tasto "paga" per le partite di Mediaset Premium.
E i nuovi servizi al cittadino? La possibilità di usare servizi bancari, postali, comunali tramite la tv? Chi li ha visti? Forse l'ex-ministro Gasparri con la sua versione demo, di certo non noi. E ancora, ci hanno illustrato a fatica, perché noi poveri zucconii non capivamo, che la qualità digitale era superiore a quanto potessimo immaginare.
Peccato che non solo l'alta definizione è un traguardo irraggiungibile, non solo i programmi non hanno mai l'audio a 5 canali, ma spesso e volentieri la codifica è talmente spinta da far rimpiangere il peggiore dvx (provate a guardare una partita di calcio su un emittente locale: non si distingue il pallone) per non parlare di quando, se piove o la ricezione ha dei problemi, lo schermo si riempie di grossi cubi colorati che si muovono a scatti.
Il digitale terrestre è servito a Mediaset a vendere le partite di calcio? Bene. Io non le comprerò, neanche ci fosse il Taranto. E che cavolo, siamo uomini o caporali?
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Di Carmine (del 03/07/2007 @ 20:12:07, in Non ci posso credere, cliccato 10017 volte)
Mi dispiace parlare male di aziende o servizi, perché so che dietro c'è comunque il lavoro di persone serie e il loro impegno, ma segnalare le disfunzioni può forse servire a migliorare il loro operato. Per cui devo darvi un consiglio, vista l'esperienza personale: state attenti ad Expedia.
Ecco quello che mi è successo. Premetto che in passato ho comprato online di tutto, dai libri agli elettrodomestici, compresi ovviamente i biglietti aerei e le prenotazioni alberghiere. Mi è capitato di prenotare senza problemi con lastminutetour.com e opodo.it. Per un viaggio a New-York, ho deciso di provare Expedia: indubbiamente, specie quando si parla di Stati Uniti, la loro offerta è ricchissima e i prezzi concorrenziali. Seleziono viaggio e albergo, controllo le modalità di pagamento e verifico la disponibilità della mia carta di credito ricaricabile, già usata altre volte.
I soldi ci sono, faccio l'ordine.
Transazione non eseguita, riprovare.
Riproviamo, e di nuovo la transazione non va. In compenso mi accorgo che mancano più di mille euro dalla carta di credito. Provo a telefonare, ma il numero telefonico di Expedia, a pagamento, non è disponibile nei giorni festivi. Allora chiamo allarmato Cartasì, fanno delle verifiche e mi dicono che sono stati prenotati più soldi della disponibilità, e le carta è stata bloccata.
La faccio breve e vi risparmio i dettagli: la sostanza è che Expedia ha "prenotato" sulla mia carta di credito più soldi di quanto non fosse la spesa complessiva. Il loro call center è evasivo, dice che stanno lavorando per risolvere il problema, inventa delle scuse. In banca mi spiegano che probabilmente accade questo: tu ordini un acquisto di 5 euro di volo e 5 di viaggio, sulla carta hai 12 euro, per cui sei tranquillo; Expedia prenota i 10 euro, comunica l'ordine alla compagnia aerea che a sua volta prenota altri 5 euro sulla tua carta. Ovviamente a quel punto gli euro prenotati diventano 15, e non bastano più.
Ovviamente non c'è traccia di tutto ciò sul contratto, o sul sito, negano tutto anche al telefonoe solo alla terza telefonata una addetta al call center si lascia scappare che in effetti sì, sono a conoscenza del problema. Navigando su Internet ho scoperto che sono in parecchi ad aver avuto lo stesso problema con Expedia, e succede anche con le carte di credito normali, cioè non ricaricabili: anche in quel caso se la cifra prenotata supera il platfond, patatrac, siamo allo stesso punto.
Ci fosse scritto da qualche parte: occhio, se spendete 10 euro, dovete averne la disponibilità per 15. E invece no. Io vi ho avvisato, state attenti. PS La prenotazione dei soldi e quindi il blocco è immediato, per ridarteli cartasì ci mette 21 giorni. Per cui a volare non siete voi ma il pacchetto vacanze, che vi saluta e fa ciao ciao dal finestrino...
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Di Carmine (del 01/07/2007 @ 18:10:20, in Tivvù, cliccato 298 volte)
Appaiono improvvisamente con il loro comunicato in mano, il volto scuro, l'aspetto tenebroso.
Nessuno li ha mai visti prima, nessuno sa chi siano, vederseli così, piombare in salotto mentre leggono ossequiosi le righe che il comitato di redazione ha passato loro fa un po' impressione.
Sono quei giornalisti di retroguardia, che magari fanno un lavoro prezioso e ricoprono un incarico redazionale importante, che appaiono in tivù solo quando c'è sciopero, per annunciare che il telegiornale non c'è, per questo e quell'altro motivo. Sono gli unici che godono di un momento di popolarità in una circostanza per altro sfavorevole, chissà, forse chiamano gli amici, accendete la televisione che oggi leggo il comunicato dello sciopero, proprio io, non ci crederai!
Detto questo, condivido le motivazioni con cui i giornalisti hanno scioperato ieri (non avendo un contratto da giornalista, posso limitarmi al sostegno morale), cioè contro la norma voluta da Mastella contro le intercettazioni. Non ne conosco bene i dettagli, ma dall'indulto in poi ho imparato che da Mastella non può venire niente di buono, per cui va bene lo sciopero...
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