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Ascolto Gli spostati, su Radio 2 Sto leggendo L'uomo che guardava passare i treni, di Georges Simenon Ho appena visto Aiuto sono un pesce. Visto, rivisto, visto, rivisto...
07/09/2010 @ 22.49.14
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Oscura era la stanza quando la mamma spegneva la luce, oscuro è il motivo per cui abbiamo eletto certi personaggi in parlamento, oscuri sono certi momenti difficili della nostra esistenza. Oscura è la notte finché non alzi lo sguardo al cielo a cercare le stelle: e il mattino arriva prima se ti muovi verso oriente. Muovetevi!
...Auguri
Il primo vecchio e-mail non si scorda mai. Quello che ci ha avvicinati ad Internet, che ci ha dato accesso alla rete, che ci ha aperti il mondo dei contatti via web. Il mio primo indirizzo e-mail era legato all'Università, quindi l'ho perso automaticamente dopo la laurea. Il secondo, dopo alcuni infasti post su directory o forum, è diventato il bersaglio preferito di spammer di ogni lingua, religione e misura. Cosicché l'ho abbandonato. Eppure, ieri, è tornato a rivivere, e lo ha fatto alla grande: desideravo contattare una persona ma non ci riuscivo con i nuovi indirizzi. Ci ho provato con quello vecchio, e lui ce l'ha fatta! Nessun mistero, forse l'indirizzo vecchio era i qualche "lista bianca", veniva riconosciuto buono dal sistema del destinatario, e lasciato passare. Il nuovo invece si infrangeva sul sistema antispam. Questo mi costringerà a tenere in vita anche il mio secondo indirizzo, a parte il terzo che avrebbe dovuto sostiuirlo, quello aziendale, quello legato a questo sito, quello fornito dal mio provider. Non c'è che dire, poi riempire una mailing list solo con le mie identità virtuali...
Due microprocessori da quasi 2ghz l'uno, una memoria sconfinata di 2Gb, hard disk di ultima generazione... Con il mio nuovo computer pensavo di far faville, sfrecciare su Internet o aprire 10 programmi alla volta. E invece eccomi qui, con il computer che grazie a quella meraviglia di Windows Vista arranca sui driver, scalpita, crea memoria virtuale, raggiunge il 98% di uso della cpu, fa girare a manetta l'harddisk, accende decine di spie, va probabilmente in overclocking, si agita, si concentra... e dopo un paio di minuti riesce ad aprirmi la posta elettronica. Aspettanto il service-pack, che probabilmente richiederà due nuovi banchi di memoria ram per giocare a campo minato...
Alcuni mi hanno chiesto come mai sono passato dalla comicità diretta di "Bello dentro, fuori meno" ai toni un po' noir un po' gialli di "Bologna l'oscura". E come mai ho lasciato l'ambientazione di Statte per quella di Bologna. La risposta è che essendo uno scrittore della domenica (nel senso che ho il tempo per scrivere solo nel weekend) posso permettermi il lusso di scrivere con estrema libertà più o meno senza pensare se quello che farò apparterà a questo o quell'altro genere. E poi questo è il mestiere dei critici, non degli scrittori... Quanto a voi, non vi stupite se il mio prossimo lavoro sarà fantasy. Oppure horror. Oppure un romanzo di iniziazione. Oppure niente, se non riesco a convincere di nuovo l'editore...
Eccomi di ritorno da Roma dove ho presentato "Bologna l'oscura". Brevi considerazioni:
- i lettori ci sono, purtroppo mancano i distributori.
- L'editoria "piccina" è molto più fresca e vitale di quella grande
- I miei libri sono indiscutibilmente apprezzati dal pubblico femminile non più giovanissimo
- La prossima cosa che scrivo sarà dedicata al pubblico femminile non più giovanissimo...
Ebbene sì, sono arrivato al secondo libro: si chiama Bologna l'oscura, e per ora lo trovate su ibs e fiera libro. Spero prima o poi anche nelle librerie vicino a casa vostra, ma su questo vi terrò aggiornati...
La maggior parte dei musical nascono già per essere interpretati in teatro: Grease o Jesus Christ Superstar, per esempio.
Altri, invece, sono storie scritte apposta per sfruttare delle canzoni di successo, come l'attuale Mamma mia, che sta
avendo successo in questi tempi a Broadway e che è costruito sulle canzoni degli Abba, o la Febbre del sabato sera, che ho
visto ieri al Teatro Auditorium di Bologna. La differenza principale è che nel primo caso è indispensabile capire quel che
dicono,perché la storia si sviluppa nei testi delle canzoni, nel secondo no. Ebbene, benché i veri musical siano i primi,
mentre dei secondi si può al massimo dire che sono buone trovate commerciali, questi ultimi hanno il grosso vantaggio di
poter essere prodotti in vari paese: traduci le parti in prosa, e lasci le canzoni originali. Il pubblico capisce la
storia e tu non sei costretto ad abominevoli e ridicole traduzioni come nel caso del pietoso Grease in italiano. Tutta questa lunga premessa per dire che nella Febbre del sabato sera le canzoni dei Bee Gees, di James Brown e degli
altri protagonisti di quegli anni sono lasciate nella loro versione originale e ben interpretate, traducendo solo i
dialoghi. Il risultato è buono dal punto di vista scenografico, ottimo per le coreografie; peccato però che gli attori
cantino su basi e non accompagnati dal vivo, una caduta di gusto imperdonabile. Non manca il personaggio televisivo,
Stefano Masciarelli, simpatico anche se occupa un po' troppo la scena a discapito dei veri protagonisti Simone Di Pasquale e Hoara Borselli. Insopportabili
invece i riferimenti al programma Ballando sotto le stelle, di cui lo stesso Masciarelli e il protagonista sono stati
interpreti; va bene una volta, ma se si esagera si perde l'immersione nella storia. Bellissima Hoara Berselli, anche se
per fare un musical bisognerebbe saper cantare. In conclusione, se volete risentire un po' di musica anni settanta, con
belle danze, non perdetevelo, un paio d'ore di divertimento sono assicurate. Se invece avete amato l'originale e cercate
riflessi di Brooklin o momenti di John Travolta, lasciate perdere: qui siamo a Trastevere, e oltre il ponte non c'è
Manhatthan...
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