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Ascolto Gli spostati, su Radio 2 Sto leggendo L'uomo che guardava passare i treni, di Georges Simenon Ho appena visto Aiuto sono un pesce. Visto, rivisto, visto, rivisto...
09/09/2010 @ 19.13.24
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Finalmente sembra che io sia riuscito, grazie alla pazienza del mio fornitore di hosting (non fate quell'espressione interdetta, è la società che mi affitta questo spazietto su Internet: non so come tradurlo in italiano, affittaserver?) e grazie anche a dblog, il software libero che ho scaricato e sembra funzionare benino e di cui ringrazio pubblicamente l'autore, a mettere su uno spazio veramente interattivo.
Per cui, d'ora in poi, oltre a leggere le vanagloriose elucubrazioni sull'universo, potrete commentarle, inserire le vostre, partecipare a sondaggi. Basta registrarsi.
Insomma, un Bel Labirinto di Opinioni Genuine.
Un blog.
Il nostro.
A presto!
Di Carmine (del 09/11/2004 @ 20:09:06, in Gnius, cliccato 241 volte)
Due notizie, una buona e una cattiva. Cominciamo con la cattiva: se passa una proposta di legge di Forza Italia, sarà possibile un condono per chi detiene illegalmente beni culturali. Tombaroli di tutto il mondo, armatevi di secchiello e paletta e devastate quel che resta del Bel Paese. Potete tenervi tutto, pagando un 5% del valore, purché affermiate di essere in buona fede.
Sembra che la proposta sia di Gabriella Carlucci: ridategli una trasmissione qualunque, un talkshow notturno, un reality, una televendita, ma non lasciatela in parlamento a far danni! Contraria la Lega: e per una volta devo dar loro ragione.
Passiamo alla notizia buona, un po' di buon umore ci vuole. Il comune di Roma pare intenzionato a bandire la Coca Cola dai distributori automatici del municipio, per contestare il suo comportamente anti-sindacale nel terzo mondo. Sembra una cosa da nulla, ma non lo è se considerate che la Coca Cola è scesa in campo in prima persona per contestare il provvedimento (se diventasse una moda...!) Ieri sera si è tenuto un dibattito al comune tra un sindacalista colombiano e il responsabile delle relazioni esterne in Italia. C'è stato qualche ritardo, dovuto al fatto che il sindacalista ha impiegato oltre mezz'ora per rispondere alla prima domanda che gli è stata posta.
Qual'era?
Gli hanno chiesto di leggere un suo elenco di attività illecite della coca cola in sud america..
Di Carmine (del 10/11/2004 @ 19:29:51, in Gnius, cliccato 271 volte)
Si chiama serendipità, è quella causale fortuna che ci porta talvolta a fare delle enormi scoperte cercando qualcos'altro. Pensate a Cristoforo Colombo, alla mela di Newton, o alle sulfaniluree, sostanze usate per la cura del diabete che originariamente erano state studiate per debellare il tifo e che abbassavano la glicemia nel sangue come effetto collaterale.
Ebbene, una terapia antidolorifica americana, basata su elettrodi impiantati sulla base della spina dorsale, si è rivelata un successo straordinario perché sembra che provochi l'orgasmo femminile.
Ora, non voglio qui aprire un dibattito pruriginoso sulla scena di un marito, magari di una certa età, che entra in camera dove la signora sta curando il mal di schiena per trovare le pantofole e la scopre felice come non accadeva da decenni, semmai era accaduto che fosse così felice. Però questa macchinetta dovrebbe allarmare i maschietti di tutto il mondo, perché se davvero funziona potrebbe denunciare clamorosamente le nostre carenze ed esporci a confronti umilianti.
Tutto sommato non mi sembra si sia trattato poi di questa grand fortuna, in effetti...
Di Carmine (del 11/11/2004 @ 19:45:24, in Gnius, cliccato 231 volte)
C'è l'inquinamento atmosferico che sta surriscaldando il clima (e nonostante Hollywood gli americani, che da soli inquinano per il 36%, non ne vogliono sapere di ridurre le emissioni aderendo al trattato di Kyoto), cè l'inquinamento acustico (quest'estate, ore 2 del mattino, stavo per gridare dalla finestra "Basta Giulia hai frantumato le scatole tu e le tue suppliche singhiozzanti lo vuoi capire che Marco non ne vuole sapere di te, e se anche vuoi continuare a provare a convincerlo, potete farlo altrove e non sotto la finestra di casa mia che ha la sventura di essere vicina ad una pizzeria ma guarda caso è abitata????). C'è l'inquinamento delle città legato al traffico (anche oggi a Bologna barzelletta delle targhe alterne: i dritti circolano indisturbati, gli onesti lasciano l'auto a casa).
E poi c'è l'inquinamento luminoso: quello delle tante, troppe luci che sempre di più illuminano le città, le periferie, le campagne, tutto insomma, e rendono sempre meno visibile il cielo. Il 16 ottobre si è tenuta la dodicesima giornata nazionale contro l'inquinamento luminoso, e gli astronomi hanno lanciato l'allarme: tra 25 anni la XII Giornata nazionale contro l'inquinamento luminoso ia Lattea potrebbe non essere più visibile dall'Italia.
Molti italiani avranno pensato con tranquillità: pazienza, c'abbiamo Sky e ci restano altri 300 canali...
Quand'ero piccolo la pioggia era una specie di festa, una giornata speciale diversa dalle altre. Si indossavano stivaletti di gomma pesantissimi e dai colori degni Carnevale di Rio che ci davano l'impressione di essere diventati dei piccoli Mazinga, con quel suono possente dei nostri passi, reso più divertente se ci era consentito sguazzare nelle pozzanghere. Accadeva nei casi più eclatanti addirittura di trovare qualche parente che ci attendeva fuori dalla scuola per accompagnarci in auto (io appartengo all'ultima generazione che è andata a scuola da sola e a piedi: i ragazzi di oggi vengono scortati a scuola in jeep anche se sta dietro l'isolato, tanto ci sono le magiche quattro frecce e via). Accadeva, e forse a Statte, il mio paese natio dove la pioggia è così rara da essere una specie di festa, accade ancora.
Qui a Bologna, no.
Piove da una settimana. Piove talmente tanto che il cielo è buio tutto il giorno; ogni tanto tira il respiro, esita, poi ricomincia fragorosamente a scrosciare acqua. So che durerà ancora molto, quando ci si mette può durare decine di giorni, mesi forse.
E allora l'unica soluzione per non cadere in depressione potrebbe essere quella di andare al lavoro indossando stivaletti di gomma pesantissimi e colorati come pappagali amazzonici, e magari camminare per gli uffici con i pugni chiusi e rigidi pronti a sganciare i missili perforanti o i raggi ionici.
Uhm.
Non so.
Che l'uomo più influente del mondo fosse Bill Gates, lo sospettavo: la macchina su cui scrivendo in questo momento ha un suo sistema operativo, e probabilmente anche quella su cui voi state leggendo. Che poi ci fosse Murdoch con le sue televisioni, non è certo una sopresa, visto il numero crescente di persone che paga per i suoi programmi (alcuni mi assicurano siano migliori di quelli pubblici: se il confronto è con L'isola dei famosi, allora bella forza, anche il monoscopio sarebbe migliore. Poi appare Soros, finanziere, filantropo, sostenitore di kerry ( e quindi tanto influente evidentemente non è).
E poi, al quarto posto, con 10 miliardi di dollari stimati di patrimonio, c'è un italiano, il nostro presidente del consiglio, l'uomo più ricco d'Italia e sicuramente il più potente. Non so se è un buon segno essere in alto in questa classifica, non so se è qualcosa di cui vantarsi con gli amici del golf. So che la fonte di questa classifica è del Financial Times, riportata da un articolo di Repubblica on line di oggi: chissà, forse è il caso che il nostro presidente cambi subito anche il direttore di quella testata, lui è uno a cui piace arrivare primo.
Come dite? Non è ancora sua? Questione di tempo...
PS Qui a Bologna piove ancora e vabbè November Rain e vabbè l'agricoltura, francamente ha un po' rotto
Chi non vuole lavorare, neppure mangi.
Non è uno slogan di Confindustria, neppure una frase all'americana per motivare i dipendenti. E' la lettera di San Paolo apostolo ai Tessalonicesei, che si legge oggi in Chiesa. Paolo, si sa, è abbastanza concreto, non è un poeta come Giovanni e neanche uno storico erudito come Luca: gli hanno riferito che ci sono gruppi di cristiani che si stanno lasciando andare perché aspettano la fine del mondo che reputano vicina, e vuole spronarli a tornare alla vita quotidiana e al lavoro
Attualizzare i testi sacri è sempre complicato e richiede competenze che (ops...) in questo momento mi mancano, ma non posso fare a meno di domandarmi cosa direbbe oggi Paolo a quelle persone che vorrebbero davvero lavorare, e magari anche a mangiare, ma che per farlo devono fare centinaia, migliaia di chilometri, e tornare a casa due volte l'anno. Migranti, emiganti, immigrati, chiamateli come volete.
Cosa gli direbbe Paolo? Probabilmente gli farebbe coraggio: se la fine del mondo non è ancora vicina, è anche e soprattutto merito loro...
Di Carmine (del 15/11/2004 @ 19:58:02, in Tivvù, cliccato 231 volte)
Dopo solo cinque domeniche, l'unico programma televisivo capace di tenermi seduto di fronte al televisore per più di venti minuti senza neanche un po' di zapping, senza mai distrarmi, senza mai un'occhiata al cellulare, si è concluso.
Sto parlando di Blu notte, la splendida trasmissione di Lucarelli sulla splendida Rai Tre, l'unica emittente rivolta al cervello degli spettatori, ora che anche la Gialappa's si è persa nella spazzatura guardona dei reality. Gioiscono gli ipocondriaci e gli acciaccati d'Italia perché torna Elisir, che non è male ma insomma, mette un po' d'ansia scoprire tutti quei sintomi di malattie gravi così simili ai nostri fastidi.
Domenica sera leggerò, o giocherò con i videogames, o magari scriverò. O guarderò la tivù facendo zapping, inviando sms, sfogliando riviste.
Aspettando il ritorno di Report, che prima o poi torna...
Non so se vi è mai capitato di fare la spesa all'Ipercoop Centro Lame di Bologna. Fatela, almeno una volta. Ci sono due buoni motivi. Il primo è che il rapporto tra qualità e prezzo è discreto. Il secondo è che la spesa all'Ipercoop del centro lame è più vicino all'esperienza della caccia al tesoro che del semplice acquisto. Sono due anni che la frequento, e con il tempo mi sono convinto che la posizione delle merci deve essere stabilita da una donna che ha il ciclo tre volte al mese - la qual cosa deve renderla parecchio lunatica ed irritabile - o da un uomo spostato ad una donna che ha il ciclo tre volte al mese, ancora più in collera con il mondo. Tutto cambia sempre posizione, e l'esperienza ludica è esaltante, si sgattaiola da un settore all'altro alla ricerca del bene prezioso, prendendo appunti, notando gli spostamenti furtivi dei commessi, osservando con discrezione e cercando di memorizzare tutto. Ogni tanto c'è qualche omarello col vestitino coop che ti aiuta, sembrano spaesati e confusi, spesso danno indicazioni poco chiare o sbagliate, ma lo fanno solo per non rovinarvi il piacere del gioco
Siate sempre però consapevoli che schemi, suggerimenti e appunti varranno poco: dopo un paio di giorni, cambia tutto!!!E via per nuove avvincenti cacce al tesoro...
Sarà la mia formazione religiosa, sarà che sono meridionale, sarà che preferisco l'arte tradizionale a quella contemporanea, ma il presepe mi piace tantissimo. Simpatici gli ometti di neve con la sciarpa, per carità, anche se il proprietario della sciarpa probabilmente non è della stessa opinione. Simpatiche le renne sorridenti (sorriderebbero di meno se vedessero lo zampone e il cotechino che orna le nostre tavole per non parlare del cappotto nuovo scamosciato). Anche le candeline, così romantiche, le palline sparse, i nastrini fanno la loro bella figura, non dico di no. Però, però, sono oggettini carucci ma senz'anima, decorazioni senza personalità. Babbo Natale poi prima di riacquisire un briciolo di dignità dovrebbe togliersi il vestito imposto dallo sponsor e tornare a vestirsi di verde, come era il vero Santa Nicolaus.
Il presepe è carico di anima, quella del pastore con la pecora sulle spalle, quella del mugnaio condannato da sempre sulla montagna più lontana (per via del profilo del mulino, che dona molto romanticismo al panorama,il mugnaio è condannato a stare fuori dal borgo del presepe per editto), quella del mercante sul carretto e della lavandaia materna. E poi il fiume con i fogli d'alluminio, la neve fuori posto (Betlemme non è sulle Alpi, suvvia!) Per non parlare ovviamente della Sacra Famiglia, del bue e dell'asinello, e dei poveri Re Magi, poveri perché tenuti nascosti nella credenza fino all'Epifania e tirati fuori per poche ore di celebrità. Stanno vicino al Redentore, al centro della scena, ma il pomeriggio del 6 il presepe si smonta, e a loro tocca aspettare un altro anno.
Mi piace, il presepe.
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