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Ascolto Gli spostati, su Radio 2 Sto leggendo L'uomo che guardava passare i treni, di Georges Simenon Ho appena visto Aiuto sono un pesce. Visto, rivisto, visto, rivisto...
09/09/2010 @ 19.06.13
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Di Carmine (del 07/07/2010 @ 19:56:13, in Media, cliccato 39 volte)
Chi mi conoscesa che, a casa o più spesso sul lavoro, c'è un modo per farmi innervosire, ed è toccare lo schermo con il quale sto lavorando. La traccia opaca della ditata unta mi perseguita e non riesco a ricominciare a lavorare finché non ne ho rimosso ogni scia. Ecco perché tutta questa mania del touch non la capisco: cellulari, navigatori e monitor imbrattati dalle ditate degli utilizzatori? Ma scherziamo? Senza considerare il fatto che la tecnologia impedisce l'uso di pennini o guanti. Ovviamente non posso che sperare nel fallimento di questi nuovi strumenti. Se proprio sarò costretto, mi metterò una bacinella con del sapone sulla scrivania. Se il mio monitor deve tollerare il contatto del dito, che almeno sia pulito
Di Carmine (del 25/06/2010 @ 14:10:19, in Sport, cliccato 40 volte)
Una delle parabole evangeliche più incisive da un punto di vista letterario è quella dei talenti: c'è chi ne ha tanti e li sa fa fruttare, chi ne ha di meno, chi ne ha pochi e non valorizza nemmeno quelli. Ma i talenti da cui partire ci vogliono. Sono essenziali. Noi viviamo in un tempo in cui una certa filosofia pressapochista e superficiale mischiando culture orientali e marketing americano ci ha convinti del fatto che le motivazioni e la volontà possono sopperire al talento. E se n'è convinto anche Lippi, che ieri ha continuato a ripetere che se la nazionale stavolta è andata malissimo è perché non è riuscito a motivarli. Falso. L'allenatore non è un guro carismatico che con la sua forza trasforma un mediocre giocatore in un campione. Certo che le motivazioni sono importanti, certo che ci vuole la volontà e la stima in se stessi. Ma si tratta di "moltiplicatori": se il valore iniziale, il talento, è zero, o uno, non moltiplicheranno un bel niente. Questo Lippi sembra continuare a negarlo: se nel 2006 ha vinto è perché ha scelto giocatori di talento, e su quella base ha formato il gruppo. Stavolta invece si è portato dietro soldatini obbedienti, ossessionato da questa favola del gruppo, lasciando a casa i giocatori talentuosi ma che potevano oscurare la sua figura di leader della missione. E i risultati si sono visti. Il problema però non è tanto la nazionale. Abbiamo perso, pazienza. Il vero dramma è la diffusione di questo pensiero sconcio e appiccicoso, questo "se ci credi niente è impossibile" che da un lato ci fa galleggiare tra le illusioni, dall'altro mette in ombra chi il talento ce l'ha, ma è messo all'angolo per non imbarazzare chi detiene il potere. Succede ovunque, nelle aziende, nelle università, in politica. Chissà se questa batosta aiuterà a riprenderci. A farci capire che talento non si diventa scrittori perché tanto c'è l'editor pieno di idee, non si diventa cantanti perché tanto c'è papà che paga i corsi, non si fa carriera perché si leccano i piedi al capoufficio. Andate a prendere il talento che avete seppellito, se ce l'avete. Se non ce l'avete cambiate obiettivo, o rischiate di finire ultimi del girone umiliati e irrisi da tutto il mondo.
Di Carmine (del 21/06/2010 @ 16:08:29, in Gnius, cliccato 38 volte)
Negli ultimi tempi eravamo abituati a guardare con un po' di stizza i super campioni della nazionale di calcio perché, l'impressione che ne derivava, era di personaggi un po' altezzosi preoccupati più a difendere i contratti con lo sponsor e quindi a non farsi male in inutili partite internazionali, che non a difendere i colori della squadra azzurra. L'atteggiamento era insomma quello del "è bravo ma non si impegna, potrebbe dare di più". Frase che milioni di genitori si sono sentiti dire ai colloqui con i professori, e che tutto sommato è rassicurante, perché c'è un problema di volontà ma i numeri ci sono. Magari con una bella strigliata ci si rimette in carreggiata. La nazionale vista purtroppo contro Paraguay e Nuova Zelanda è passata ad un nuovo paradigma. Quello del "poverino, si impegna, ma non ci arriva". Questi hanno corso, pressato, si sono impegnati allo spasimo, ma sono talmente scarsi che più di due punti non sono riusciti a racimolare. Sarà che sono organizzati male, sarà l'inesperienza, sarà che Lippi ha lasciato a casa tutti i "geni e sregolatezza", ma qui di genio non se vede proprio. Questa nazionale contro l'Inter prenderebbe tre o quattro gol, non scherziamo. Però siccome speriamo che anche gli zucconi prima o poi, a furia di darci sotto, riescono a passare l'esame, non possiamo che augurarci che sia così e fare il tifo per questa nazionale che più che rabbia, poverina, fa tenerezza.
Di Carmine (del 02/06/2010 @ 09:59:57, in Media, cliccato 54 volte)
Siamo l'unico paese del G8che, dopo tante promesse e pacche sulle spalle, ha ridotto i fondi per gli aiuti ai paesi in via di sviluppo. Visto che da noi anche l'opposizione è sottosviluppata e i media sonnecchiano, a ricordarcelo è stato Bono degli U2 che con la sua organizzazione sta raccogliendo firme per espellere l'Italia dal G8 e calciare via Berlusconi. C'è persino un videogioco che potete trovare qui: http://one.org/international/actnow/hurlberl/Dobbiamo a questo punto temere la veemente reazione con un videogioco di risposta di Apicella?
 Capisco che uno non può scegliersi i vicini di negozio, e che in fondo non c'è niente di male se un parrucchiere sta accanto alle onoranze funebri... ma se vi chiamate "Dacci un taglio", almeno cambiate il carattere sulle insegne...
Di Carmine (del 26/05/2010 @ 19:55:38, in Media, cliccato 69 volte)
Ecco un articolo che non dovrebbe leggere mai chi usa Internet per lavoro. Oppure chi ha una connessione a pagamento. Non andrebbe letto perché il sito di cui sto parlando è uno di quelli in cui ci si rischia di passare pomeriggi interi: si chiama GiochiPop, e l'obiettivo dell'autrice è stato quello di classificare e catalogare migliaia di giochi presenti in rete (circa 3000), con un occhio di riguardo a quelli più adatti ai minori (piccoli puzzle, giochi per colorare, eccetera). Si tratta di semplici giochi che funzionano con tecnologie quasi sempre integrate nel browser (flash o java): in altre parole non occorre scaricare e installare nulla, se non al massimo una volta, basta connettersi e giocare. Si possono scegliere i preferiti, adattare le dimensioni della finestra, votare i giochi, guardare i più amati dalla comunità, condividerli su Facebook. Io ne ho provati un paio e li ho trovati molto divertenti, con l'unica controindicazione che sono un po' come patatine fritte, ne assaggi una, poi un'altra, poi un'altra ancora e alla fine la tua revisione del romanzo rimane lì in attesa nella cartellina delle cose da fare. http://www.giochipop.it/
Detesto gli attori che oltre a essere spudoratamente belli sono anche intelligenti, bravi e come se non bastasse si interessano anche al sociale. Ma purtroppo esistono, giusto per ricordarci per differenza che razza di mezze calzette siamo noi, e pertanto consiglio a tutte le lettrici (e non solo) di leggersi quest' intervista
In questi giorni si sente continuamente dire dai politici che "non metteranno le mani in tasca agli italiani". A parte il fatto che, come dicevano i latini, excusatio non petita accusatio manifesta. Ma la verità è che davvero i governanti non ci metteranno le mani in tasca:perché lì cosa vuoi trovarci? Le chiavi di casa, gli spiccioli per il parcheggio, i fazzoletti? C'è bisogno di ben altro. Le mani ce le metteranno in banca, per chi ha il conto corrente, o in posta, o in busta (paga). Insomma, è arrivato il momento di aggiornare il linguaggio figurato, di rassegnarci: fra un po' non potranno piùmetterci le mani in tasca semplicemente perché le mutande non hanno le tasche.
Una volta ci si lamentava dicendo che non c'era più la mezza stagione. Qualcuno deve averci sentito perchè quest'anno la mezza stagione c'è stata eccome: metà settimana estate, con 25 gradi e vento caldo, metà settimana inverno, con dieci gradi pioggia e acqua neve. La prossima volta pensateci due volte prima di lamentarvi
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