Il blog di Carmine Caputo
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 I colori dei fiori... di Gianfranco Corona
 
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Le donne sono convinte che basti un bel seno e un sedere rotondo per conquistare un uomo. In realtà ci si accontenta di molto meno.

Carmine Caputo
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Progetti per l'estate. Quest'anno...

 Compro un'isola greca e ci passo le ferie
 Viaggio esotico il più lontano possibile
 Capitale europea: breve vacanza ma intensa
 Mare, mare, fortissimamente mare
 Montagna. Ho bisogno di aria fresca
 Centro benessere, Ho bisogno di coccole
 Resto a casa, ho i soldi appena per un'aranciata

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Gli spostati, su Radio 2
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L'uomo che guardava passare i treni, di Georges Simenon
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Aiuto sono un pesce. Visto, rivisto, visto, rivisto...





09/09/2010 @ 18.58.28
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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Carmine (del 27/07/2010 @ 15:58:54, in Donne..., cliccato 33 volte)
(Continua dal post precedente)
A ll'inizio della passeggiata la visitatrice dissimulerà il suo interesse.
In realtà con la coda dell'occhio sta calcolando distanze, spazi, costi, sta verificando quanti bancomat le potranno servire e quanto tempo ha a disposizione per accaparrarsi vestitini e bijoux. Soprattutto, sta considerando quando potrà verificarsi il dramma di ogni donna, il momento in cui si aprono i furgoncini e i venditori ripongono la merce negli scatoloni tra rimpianti e malinconie. Di solito in questo momento la visitatrice adocchia un oggetto interessante. Si rifiuterà di comprarlo, nonostante le suppliche dell'accompagnatore, forte della tesi del "guardiamo se più avanti c'è di meglio".
Non ci sarà di meglio, più avanti, e dopo due ore di cammino l'unica speranza per non rovinarsi la giornata è recuperare quella bancarella che all'inizio aveva mostrato l'oggetto del desiderio. Per raggiungere questo scopo ci sono varie alternative.
Ci si può munire di una pistola lanciarazzi chiedendo al proprietario della bancarella di esplodere un colpo ad un segnale telefonico. Un po' scomodo però perché la pistola non sempre è a portata di mani e perché un colpo potrebbe non bastare.
Si può allora segnare su una mappa l'esatta posizione geografica della bancarella: ma questo deve essere fatto al momento del "guardiamo più avanti" e soprattutto la mappa deve essere attendibile. Si possono lasciare briciole di pane o pezzi di stoffa sul cammino, ma la calca tende fastidiosamente a portarli via.
Si può usare un navigatore satellitare anche se incredibilmente ancora in commercio non ne esistono di programmati per mercatini (e mi domando fino a quando l'industria tecnologica attenderà per rispondere a questa impellenza così attuale). Oppure si p0uò costringere la visitratrice al succedaneo: un bene molto più costoso e ingombrante di quello visto all'inizio del mercatino, ma che per le meno è a portata di mano. Per vincere la nostaglia di quell'oggetto, che con il passare dei minuti la fantasia ha trasformato in un'autentica pietra filosofale, nell'arca perduta di tutte le visitatrici, il graal da mercatino, occorreranno almeno tre o quattro acquisti. Il tutto mentre fa un caldo africano, o in alternativa sta piovendo a dirotto.
Siete pronti a tutto ciò per lei? Allora avete trovato la donna giusta.
 
Di Carmine (del 27/07/2010 @ 12:51:22, in Donne..., cliccato 32 volte)
Se aumentano le separazioni e i divorzi il motivo è uno solo: non si prova abbastanza l'affinità di coppia. Per carità, mica quei giochi demenziali e mescolano i nomi e ti dicono se la relazione ha un futuro.
E nemmeno i complicati calcoli astrali che sulla base di date, orari e segni zodiacali pretendono di sapere se due persone andranno d'accordo. Cavolate. La prova del fuoco è un'altra. Non il weekend nella baia in montagna, troppo facile. Non le vacanze al mare, son buoni tutti. E nemmeno la convivenza, in fondo se ci si ricorda di mettere i calzini in lavanderia e non si lasciano briciole in salotto si può sopravvivere.
Ho deciso perciò di fornire un servizio a quei miei 25 lettori maschietti che per qualche ragione inspiegabile vogliono abbandonare la felice condizione di single. Se volete provare davvero la vostra affinità, dovrete trascorrere un paio d'ore con la vostra compagna in un MERCATINO.
Solo se supererete questa prova drammatica, avrete qualche possibilità che la vostra vita a due non si concluda di fronte ad un costoso avvocato.(continua)
 
Di Carmine (del 23/02/2010 @ 19:14:23, in Donne..., cliccato 65 volte)
30, 40, 50%. L'idea di pagare qualcosa la metà spesso ci fa dimenticare che l'altra metà comunque la paghiamo, e in ogni caso non ci serve.
Talvolta sono gli uomini a cadere nel tranello dello sconto, che poi serve solo a tenere a bada la coscienza: si pensi agli incentivi auto, che scontano di due o tremila euro vetture con un prezzo di catalogo maggiorato di quattromila.
Ma più spesso sono le signore a farsi tentare dalle cinque lettere magiche: S come Sconto, A come Adesso, L come Libertà, D come donna, I come Impulso. SALDI.
Scarpe, borse, cappotti. Per le più aggressive anche accessori d'arredo, bigiotteria o bricolage.
Nei casi più patologici ci sono ragazze che comprano software di gestione documentale e guinzagli decorati a mano, e il guaio è che non hanno né computer né cani.
Il serpente che tentò Eva non le propose chissà quale beneficio né l'allettò con chissà quale promessa. Semplicemente, le disse che quella mela era in sconto per i saldi di fine stagione.
 
Di Carmine (del 10/07/2009 @ 21:28:44, in Donne..., cliccato 162 volte)

Il secondo momento impossibile per il gentil sesso è quello della rotonda. Qui ne ho viste di tutti i colori.
Ragazze che non hanno il coraggio di entrare, sporgono il collo dal volante fino a spiacciare il naso contro il parabrezza ma sempre timorose che quell'auto là in fondo possa accarezzarci la fiancata.
Altreche dopo essere entrate non trovano il coraggio di uscire e girano in tondo fino a notte fonda.  Altre ancora che entrano dando la precedenza, escono dando la precedenza, cambiano corsia dando la precedenza. Con il risultato che a loro viene un giramento di testa e all'automobilista dietro un orchite.

Perché? Non credo sia colpa dello smalto che si asciuga in ritardo o del bracciale che si incaglia nella freccia. Quelli sono luoghi comuni, e poi non spiegano come mai ci sia questa incompatibilità solo con i parcheggi e le rotonde. E nemmeno credo sia questione di timidezza, ci sono ragazze che che fanno i duecento in autostrada e poi tornano a casa con gli occhi rossi perché hanno pianto a lungo prima chiedere ad un barista di aiutarle a parcheggiare. Io credo si tratti di un problema biologico. Per i parcheggi, l'istinto materno femminile le porta ad affezionarsi a tal punto al mezzo che lasciarlo lì solo soletto nel parcheggio proprio le scombussola, sai mai che passa qualcuno e ci fa una scortesia. 

Per le rotonde, invece, la spiegazione è tecnica. Come spiega la fisica, su un corpo in moto circolare agisce una forza reale, quella centripeta, che permette al corpo di muoversi e lo attira verso il centro della circonferenza . Tale forza è bilanciata da un'altra, apparente e diretta verso l'esterno, che impedisce all'autista di essere sbalzato fuori dall'auto, la forza centrifuga. Sostanzialmente è la forza che ci tiene fermi sul sedile.

Quindi c'è qualcosa che costringe le donne a stare ferme contro la loro stessa volontà, impedisce loro di uscire e per giunta si tratta di una forza fittizia!

Ovvio che le nostre amiche non sopportano questo stress e danno i numeri.

 
Di Carmine (del 08/07/2009 @ 19:27:53, in Donne..., cliccato 142 volte)
La mia esperienza di automobilista mi porta a dire che in genere le donne guidano meglio degli uomini.
Sono meno prepotenti, meno sicure di sé e quindi meno temerarie, più rispettose del codice della strada. Sicuramente più creative e quindi imprevedibili: mentre di un cafone in gippone lo capisci subito che ti affiancherà mettendosi in preferenziale per tagliarti la strada in fondo al rettilineo, la cafona in gippone ti stupisce, perché magari si inventa un allungo in frenata o un sorpasso da destra che ti lascia senza parole ma quasi sempre incolume.
Ci sono solo due momenti della vita di automobilista incompatibili con l'essenza femminile. Il primo è il parcheggio. Per le donne l'unico parcheggio buono è quello a pettine, sul lato del senso di marcia, possibilmente tra due auto molto distanti e senza strisce per terra che denunciano noiosamente l'imprecisione nella svolta. Tutti gli altri parcheggi sono una rottura di scatole. Quello perpendicolare al senso di marcia richiede un movimento a 90° della vettura che anche alla signorina più abile riesce due volte l'anno. Quello dei centri commerciali (di solito anche lui trasversale) crea gli stessi disagi con l'aggravante che l'ansia da astinenza da shopping innervosisce ancora di più le automobiliste che il più delle volte abbandonano l'auto in fondo all'ultimo padiglione del parcheggio sotterraneo, quello con il muschio e le pozzanghere per le perdite dal tetto, perché almeno lì non ci sono quei noiosi pensionati che ti guardano e scuotono il capo.
Quello in retromarcia poi non ne parliamo: quattro botte alla macchina dietro, una strisciata a quella davanti, e quando scendi ti accorgi che il marciapiedi ti saluta sorridente e ti domanda ingenuo perché non ti avvicini di almeno mezzo metro.
Ho visto auto parcheggiate in seconda fila senza che ce ne fosse una prima: auto parcheggiate quasi sempre da signore.
 
Di Carmine (del 26/05/2008 @ 21:48:30, in Donne..., cliccato 196 volte)
Sorriso malizioso, mano che passa allusiva sulle labbra e poi sistema una ciocca di capelli, gambe accavallate e risata pronta a scattare per qualunque evenienza.
È arrivato in ufficio il collega maschio e potente, e la collegomane gioca tutte le sue carte. Il tono di voce si alza di due ottave, improvvisamente discorsi maschilisti osceni del tipo ti ho sognato stanotte e non ti dico cosa facevamo diventano umorismo intelligente e raffinato, e anche violazioni formali della riservatezza quali mani sulle spalle o buffetti sulle guance si trasformano in simpatici gesti di apprezzamento. La collegomane ama questi siparietti e non disdegna un pubblico che possa apprezzarli.
Sguardo fisso sul monitor, leggera sbuffatina, scarpe slacciate e vaffanciullo in pista di lancio.
 È arrivato in ufficio il collega brutto e soprattutto privo di potere, la collegomane finge di non vederlo e solo dopo un paio di tentativi risponde con un cenno del capo e un sono molto impegnata prima di passare la richiesta a qualcun altro. Il tono di voce è basso e annoiato e improvvisamente anche chiedere dov'è l'ufficio commerciale diventa un insulto razzista non sono mica un vigile chi ti credi di essere, e avvicinarsi a meno di un metro per attirare l'attenzione e ricevere una risposta è praticamente una molestia da denuncia.
Per i signori collegomani, a risentirci a presto...
 
Di Carmine (del 04/05/2008 @ 20:22:24, in Donne..., cliccato 303 volte)
Torno adesso da un paio di giorni trascorsi a Lisbona, meravigliosa città a cui spero prima o poi dedicherò una pagina di diario (in questa sezione).
Ma non è di questo che voglio scrivere, ma dell'impressionante sensazione che ci sia una fantasma grigio che attaversa l'Europa. Quello delle coppie - o anche comitive ci cinque o sei persone - di amiche non più giovanissime in viaggio. Con le loro unghie dei piedi smaltati e il marsupio sui fianchi, furoreggiano rancorose e indispettite verso un mondo che non le ha capite. Il ristorante è sempre peggiore di quello di ieri, il museo non è gradevole come la guida diceva, il tram in ritardo.
Torneranno a casa con le loro foto sempre in solitaria, perché si fotografano l'un l'altra: non si fidano di passare la macchina fotografica ad un altro turista.
Però ogni tanto sospirano e un pensiero malinconico si insinua tra un'incazzatura e l'altra
 
Di Carmine (del 21/03/2008 @ 19:57:13, in Donne..., cliccato 169 volte)
Marzo è il mese della primavera, del cambio di stagione, del clima variabile. Ma è anche il mese delle signorine troppo tardi.
Le signorine troppo tardi, puntualmente, in questo periodo, fanno la prova costume e si rendono conto che o trascorrono le ferie in località montane prive di piscine, o il bikini dell'anno prima se lo possono scordare. Saranno state le mangiate di Natale, saranno stati gli aperitivi, sarà la malasorte, o una divinità maschilista che si abbatte contro le cosce femminili, ma insomma, per le signorine troppo tardi è arrivato il momento di affrontare la realtà.

E siccome nessuna è disposta ad accettare la sconfitta del costume intero (non sgambato) o del pareo perenne, eccole affacciarsi timide in palestra, nel tentativo di recuperare la forma perduta.
Ma - da qui l'appellativo - dovevano pensarci a ottobre. Ormai i buoi sono scappati, scusatemi la metafora scortese, e comuque in tre mesi non si può recuperare più di tanto.
L'esercizio fisico dà buoni risultati quando è lento e costante, non quando è fatto è concentrato in pochi mesi. Ma chi lo dice alle signorine troppo tardi? Non certo io, che le commisero guardandole piacchiare disperatamente sulla cyclette, prima di affogare nella Nutella i dispiaceri di un girovita fuori controllo.
 
Di Carmine (del 25/09/2007 @ 21:56:53, in Donne..., cliccato 317 volte)
Allora, mettiamoci d'accordo.
O Miss Italia è un concorso in cui delle belle fanciulle disinibite mostrano le loro grazie nella speranza che la vista di tanti centimetri di pelle ignuda metta di buon umore uomini (e donne) che le offrano di continuare a mostrarsi, anche più nude, ma solo se è un nudo artistico. In cambio di bei soldoni. Oppure è uno spettacolo culturale per celebrare la bellezza femminile e la capacità della gioventù di intrattenere, emozionare, stupire.
Nel secondo caso, lo dico subito, non servirebbero bikini (perché si è belle anche in abito da sera), per valutare non basterebbero pochi sguardi dei giudici, e soprattuto alle concorrenti dovrebbe essere concessa un po' più libertà di esprimersi al di fuori di rigidi binari (adesso balla; adesso canta; su la gamba; cuccia).
Nel primo caso, nel caso in cui finalmente ci decidessimo ad ammettere senza ipocrisia che ci piace vedere delle belle ragazze in mostra, scommetere su di loro, commentare audacemente la loro esibizione...
Allora perché non il lato B? Perché non mostrare le ragazze anche di spalle? Non dico che è la prima cosa che molti uomini guardano nelle donne (anche perché di solito è difficile stringere la mano ad una persona e sbirciarle il posteriore), ma sicuramente è quella che fa la differenza tra una bella donna e un "tipo". Sarebbe bello una Miss Italia alle nove di sera con ragazze vestite che sfilano e poi suonano e poi recitano versi scritti da loro. E una alle undici e mezza dove sorridono come oche, sbattono le ciglie e si fanno inquadrare il popò. Ma è la neotelevisione, bellezza, e tutto dev'essere sempre mischiato, ambiguo, indefinito: senza lato B, però, che non si dica che siamo maschilisti...
 
Di Carmine (del 03/04/2007 @ 22:20:34, in Donne..., cliccato 352 volte)
Un terzo delle donne inglesi finge l'orgasmo. OOOOHHHH. Più o meno tre volte, prima delle feste, salta fuori l'indagine inglese che afferma che molte donne fanno finta, tra risolini imbarazzati e commenti scandalizzate.
Ma basta.
Lo sappiamo. Se c'è una cosa che le donne moderne hanno imparato dagli uomini è fingere. Fingono di pulire, e invece hanno dato una passatina con l'aspirapolvere.
Fingono di cucinare, e invece hanno scongelato un piatto pronto e l'hanno infilato nel microonde. Fingono di avere commissioni stressanti da fare, e invece vanno a zonzo a guardare scarpe in vetrina. Che male c'è se fingono anche di provare piacere?
Il problema bisognerà porselo quando non fingeranno più perché impegnate a pensare alle scarpe guardate in vetrina al pomeriggio. PS Ho detto, e ribadisco, che la finzione è un brutto vizio, ma gli uomini non sono certo da meno.
Per secoli hanno fatto finta di andare a caccia, mentre si trastullavano in giro; poi hanno finto di dedicarsi all'arte, ed erano scuse per far colpo sulle donne; adesso fingono di avere meeting, conference call e business plan, e l'unica cosa che davvero li impegna è la formazione del fantacalcio. Se non fingono l'orgasmo anche loro è per motivi biologici, ma ci arriveremo.
 
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