Il blog di Carmine Caputo
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 Lumache a Marrakech... di Margherita
 
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Perché a Beverly Hills trombano tutti come conigli, e qui da noi manco i conigli sono più quelli di una volta?

Carmine Caputo
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Progetti per l'estate. Quest'anno...

 Compro un'isola greca e ci passo le ferie
 Viaggio esotico il più lontano possibile
 Capitale europea: breve vacanza ma intensa
 Mare, mare, fortissimamente mare
 Montagna. Ho bisogno di aria fresca
 Centro benessere, Ho bisogno di coccole
 Resto a casa, ho i soldi appena per un'aranciata

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07/09/2010 @ 23.03.48
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\\ Home Page : Storico : Giovane papà (inverti l'ordine)
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Carmine (del 29/08/2010 @ 16:45:46, in Giovane papà, cliccato 16 volte)
Il giovane papà, consapevole di aver assecondato gli istinti primordiali della sua erede consentendole di sradicare innocenti fiorellini al parco e permettendole di usufruire con inaudita violenza di scivoloni, altalene, corde ed altri elementi di tortura (per i genitori ansiosi, mica per le piccole bestioline), decide che è arrivato il momento di accompagnare la piccola all'interno di uno dei suoi sacrari: la biblioteca.
La biblioteca della Sala Borsa di Bologna per fortuna offre un'ampio ambiente dedicato ai più piccoli. Piacerebbe dire che qui i fanciulli si immergono nelle pagine colorate e divertenti delle storie pensate per loro, ma la verità è che i primi gridolini sono generati da una piccola tribuna che consente all'erede di arrampicarsi e provare quindi indoor le proprie capacità di estensione e contusione esercitate nel parco. Poi ci sono sedie e tavolini su misura, e questo provoca la dignitosa approvazione di chi si è sempre domandato perché sedie e tavoli sono sempre così scomodamente enormi.
E poi ci sono i libri.
Il giovane papà ne propone vari, piccoli con le filastrocche, grandi con pagine variopinte, tenta persino con un paio di opere in tedesco finite lì perché qualche precedente avventore deve averle trasportate da chissà dove. Difficilmente però si supera la terza pagina, quella tribuna è troppo invitante. Allora il giovane papà cambia stanza, e qui c'è addirittura la possibilitò di togliersi le scarpe e gattonare tra i cuscini, la goduria raggiunge livelli parossistici. I libri si continuano ad occhiare con simpatia, forse compassione.
D'altronde, mi domando, se al centro della biblioteca per adulti ci fosse un campo di calcetto e qualche biliardino, probabilmente mi farei distrarre anch'io.
La giornata si conclude con un'altra fitta al cuore del giovane papà.
Vinto ma non domo, gioca la carta dell'omologazione culturale: tira fuori da uno scaffale dei libri che riportano immagini tratte da Shrek e Madagascar. Sono meno raffinati, meno curati, meno elaborati dei centinaia di libri che ha proposto precedentemente all'erede. Eppure stavolta fanno breccia, si arriva addirittura a sfogliarne due terzi.
Si torna a casa, la biblioteca all'erede è piaciuta, chissà se le sono piaciuti anche i libri, si domanda sconsolato il giovane papà che in un paio d'ore è invecchiato un bel po'. 
 
Di Carmine (del 25/08/2010 @ 22:11:49, in Giovane papà, cliccato 21 volte)
Ninna ah, ninna oh
questo bimbo a chi lo do
se lo do all'uomo bianco
mi risponde sono stanco
se lo do all'uomo nero
poi si offende per davvero
se lo do all'uomo rosso
mi risponde io non posso
se lo do all'uomo verde
va a finire che lo perde

Ninna ah, ninna oh
questo bimbo a chi lo do
se lo do all'uomo giallo
mi risponde ho male a un callo
se lo all'uomo blu
mi risponde pensaci tu
se lo do all'uomo marrone
mi risponde fossi... babbione
se lo do alla befana
fa overdose di tisana...


Ninna ah, ninna oh
questo bimbo a chi lo do,,,
[ad libitum]
 
Di Carmine (del 04/08/2010 @ 13:07:33, in Giovane papà, cliccato 41 volte)
Il giovane papà sa che la prova del mare sarà una delle più faticose che sarà chiamato a compiere.
D'altronde ha avuto tutto l'inverno per temprarsi, prepararsi, allenarsi. Tanto per cominciare liberiamo il campo da vecchie abitudini da marito in ferie: niente giornale la mattina, colazione sì ma di fretta, toilette limitata al minimo indispensabile che il bagno serve.
Poi si parte, e si lasciano a casa libri da leggere sotto l'ombrellone, radio, enigmistica.
Non servono.
Non più.
Sostituiti da braccioli, salvagente con mutandina, salvagente senza mutandina, formina, formina di animale, formina di fiore, paletta destra, paletta sinistra, secchiello, secchiello d'emergenza, barile di crema solare, merenda, cappellino, cambio. L'elenco è incompleto, diciamo che qui ne è stato riportato un dieci per cento scarso. E poi sedie (il papà ha sempre usufruito di una semplice asciugamano, la stessa con la quale si asciugava, ma per i figli la sedia e la stuoia sono il minimo), palloni, borse grandi più o meno quanto quelle degli scalatori del K2.
 Il papà si carica volentieri come un mulo e si avvia ansimante alla spiaggia, e non sa ancora che quella sarà la parte migliore della giornata al mare.
 
Di Carmine (del 18/04/2010 @ 14:50:58, in Giovane papà, cliccato 55 volte)
Il giovane papà dovrà da subito abituarsi ai forti contrasti, perché è di ciò che si riempirà la sua giornata.
La tenerezza di avere il figlio tra le braccia che si addormenta sereno e la prontezza di riflessi di girarsi di scatto prima che l'angioletto provi a cavargli un occhio come fa scientificamente con le bambole.
L'allegria di un pranzo tutto gridolini e smancerie, e il sangue freddo necessario a recuperare ciò che resta di quel pranzo dopo il transito intestinale: ci saranno gridolini anche lì, ma se macchiarsi la camicia di sugo nella fase input è un peccato, macchiarsela dopo nella fase output è una disdetta.
O è bianco e nero, per il giovane papà, i toni di grigi sono scomparsi, evaporati come rugiada al primo sole del mattino, o come piasciatura sul pantalone di velluto dopo la lavanderia.
 
Di Carmine (del 14/04/2010 @ 18:52:40, in Giovane papà, cliccato 70 volte)
Non sono uno di quei papà che aspetta con ansia le prime frasi dotate di senso compiuto, il primo giro in bicicletta dell'erede, il primo disegno comprensibile.
Quelli sono momenti importanti che verranno in seguito, e saranno bene accolti. Per il momento, mi sentirò realizzato quando riuscirò a spiegare a mia figlia che con quello che costa il nido, sarà bene che ci dorma il meno possibile (alla faccia delle educatrici che vorrebbero riporre i pargoli nel lettino e silenziarli) e che soprattutto ci caghi almeno un paio di volte.
In attesa del vasino (non vedo l'ora), che le tate si guadagnino la pagnotta.
 
Di Carmine (del 06/04/2010 @ 17:44:47, in Giovane papà, cliccato 76 volte)
C'è un periodo della tua gioventù in cui cerchi di mantenerti in forma perchè pensi che ti farà fare bella figura con gli amichetti in cortile.
Crescendo corri e salti perché vuoi entrare nella squadra di pallacanestro della tua classe.
Poi da adolescente ci tieni a impressionare la tua compagna di liceo facendole vedere come stai bene con i calzoncini corti, e all'università non essere sovrappeso è una questione di status symbol (molto facile da raggiungere a dire il vero, considerando la vita parca di un universitario fuori sede).
Tutti questi sacrifici in realtà servono a poco: in cortile c'è quello grosso che fa valere i suoi chili nello scontro fisico, nella squadra di pallacanestro c'è quello alto che ti stoppa, le compagne del liceo dopo cinque minuti di partita scompariranno dagli spalti con il compagno di classe che non fa sport, fuma e c'ha già la pancia da birra, ma fa così maledetto.
Sacrifici che servono a poco, dunque, fino a che non raggiungi la paternità. Infatti è allora che ti serviranno riflessi pronti, intuizione, scatto, fiato, presa pronta e resistenza al dolore. Per stare dietro a tua figlia, infatti, serve un'atleta, e di quelli bravi. Finalmente tutti i tuoi sforzi per mantenerti in forma hanno un senso, proprio adesso che il tuo fisico comincia a cedere su più fronti...
 
Di Carmine (del 12/03/2010 @ 19:05:07, in Giovane papà, cliccato 63 volte)
L'esperienza di giovane padre legata a numerose prove di natura sperimentale costellate di insuccessi e infortuni mi ha spinto a condividere questi suggerimenti sull'addormentamento più o meno forzato dei minori.
Partiamo con la premessa che qui si esclude l'utilizzo di sostanze stupefacenti per stordire definitivamente i giovani cucciolotti così come si è deciso di mettere al bando la pura coercizione fisica, per altro dagli esiti non sempre effiaci.
Dunque, cominciamo col suggerire di evitare di proporre troppo presto un ambiente buio: non scopriamo le carte troppo in fretta, lasciando capire le nostre intenzione alla cara bestiolina che reagirà sbarrando gli occhi come fanali di tir in galleria. Proponiamo in forma giocosa di passeggiare per le stanze, portando lentamente il tesorino in una posizione conciliante, con fermezza ma facendo ben attenzione a dissimulare i nostri obiettivi.
A seconda delle caratteristiche dell'erede, la posizione può essere frontale rispetto al genitore (posizione classica), con guancia poggiata alla spalla, oppure parallela (posizione dinamica) con la schiena del piccolo poggiata al nostro petto. In questo secondo caso, invitate il tesorino a sporgersi in avanti: dopo un po' la fatica di tenere su collo e splle lo inviterà a più moderati intendimenti. Conclusa questa fase ci si può dirigere - solo allora - in una stanza più buia, che tanto si sarà ormai fiaccata la prima batteria difensiva dei feroci pargoletti.
Qui si abbraccia il piccolo in posizione classica di Pietà michelangiolesca, per intenderci, con un braccio dietro al suo collo lasciandogli libere le braccia (la cattività è pericolosa perché genera furiosi risvegli). Si procede dapprima con movimento oscillante: il genitore si muove sul fianco ruotando da destra a sinistra con un certo piglio. Il passaggio è fondamentale perché solo con un movimento determinato si ottengono le prime chiusure degli occhi. In alcuni soggetti è stato evidenziato un miglioramento della fase dell'addormentamento in presenza di ninna nanne prive di senso e dal ritmo piuttosto sbilenco.
A questo movimento segue quello basculante, in cui il genitore si inchina in avanti e torna indietro, facendo bene sia a non schiacciare il bebè, sia - nel caso di figliolanza ben pasciuta - a non rimetterci l'ernia. I due movimenti oscillante e basculante possono essere alternati a piacimento.
Non lasciatevi illudere dall'immobilità dei piccoli fedifraghi: sono portati spesso a barare, infatti, mostrando un'ìnattesa attitudine al movimento non appena deposti nel lettino. Solo quando la regolarità del respiro ci assicura delle loro reali condizioni, possiamo avvicinarci all'agognato obiettivo, sempre che nel frattempo non sia stato il genitore ad addormentarsi, come purtroppo documentato in alcuni casi critici.
 
Di Carmine (del 07/02/2010 @ 19:26:42, in Giovane papà, cliccato 87 volte)
La parola d’ordine per il giovane papà è ottimizzare i tempi. Proprio come nelle aziende più avanzate o nelle comunità più complesse, nemmeno un secondo dovrà essere sprecato, considerando il numero esorbitante di essi che verrà inghiottito nel baratro della prole.
Per cui il giovane papà si attrezza e fa esperienza sulla propria persona del multi-tasking: legge il giornale e contemporaneamente guarda il suo telefilm preferito (e finalmente capisce perché le fiction hanno tanton successo: si riescono a seguire anche svolgendo contemporaneamente altre tre attività).
Chiude le finestre e contemporaneamente cerca di far addormentare il pupo. Prepara la roba per il giorno dopo e contemporaneamente si lava i denti (molto comodo lo spazzolino elettrico, ma attenti alle gocce sul petto).
L’ultima frontiera del giovane papà è Internet. Grazie al wireless, può aggiornare il suo blog in bagno mentre adempie a funzioni fisiologiche primarie.
Facendo però bene attenzione che la webcam sia spenta, ché sarebbe imbarazzante.
 
Di Carmine (del 14/01/2010 @ 18:27:59, in Giovane papà, cliccato 106 volte)
Ci sono lettori a cui piace rileggere alcune pagine di un libro. Perché sono rimasti impressionati da un passaggio, perché hanno amato un personaggio, perché apprezzano una scena e vogliono rigustarsela. Il giovane papà no. Il giovane papà farebbe a meno di rileggersi continuamente pagine già lette.
Ma siccome uno dei divertimenti dei più piccoli è quello di rovistare in giro alla ricerca di segnalibri da sfilare, al giovane papà non resta che fare buon viso a cattivo gioco, e riprendere a leggere più o meno da dove si era interrotto.
Più o meno
 
Di Carmine (del 13/12/2009 @ 14:40:36, in Giovane papà, cliccato 162 volte)
Il ruolo del giovane papà prevede inevitabilmente una serie di attività accessorie quali la visione di programmi televisivi per i più piccoli. Nessun problema quando si tratta dei soliti deliri psichedelici tipo Flimbles, Teletubbies o Albero Azzurro. Se si accetta appunto che un albero possa essere azzurro, va bene tutto.

I problemi sorgono quando le residue capacità cognitive dei papà, messe alle prove da Winnie parlanti e succhiotti invisibili, si scontrano con vecchi ricordi del tempo che fu. L'altro giorno ho assistito allibito al tentativo di Pippo di corteggiare Clarabella. A parte il fatto che da che mondo è mondo Pippo è asessuato, completamente privo di ogni interesse per la vita di coppia (una delle prime battute che si imparano da bambini è che se Paperino si fa Paperina Pippo si fa... sorvoliamo). Ma Clarabella? Clarabella sta da sempre con Orazio, e come darle torto visto che costui è un cavallone mentre Pippo un cagnolino. Nessun dubbio che Clarabella ogni tanto si prenda qualche licenza amorosa, visto che il suo compagno ha letteralmente i paraocchi, ma con Pippo, mai!
Sono rimasto scandalizzato.
 
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