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Ascolto Gli spostati, su Radio 2 Sto leggendo L'uomo che guardava passare i treni, di Georges Simenon Ho appena visto Aiuto sono un pesce. Visto, rivisto, visto, rivisto...
07/09/2010 @ 23.10.13
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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
Di Carmine (del 21/06/2010 @ 16:08:29, in Gnius, cliccato 38 volte)
Negli ultimi tempi eravamo abituati a guardare con un po' di stizza i super campioni della nazionale di calcio perché, l'impressione che ne derivava, era di personaggi un po' altezzosi preoccupati più a difendere i contratti con lo sponsor e quindi a non farsi male in inutili partite internazionali, che non a difendere i colori della squadra azzurra. L'atteggiamento era insomma quello del "è bravo ma non si impegna, potrebbe dare di più". Frase che milioni di genitori si sono sentiti dire ai colloqui con i professori, e che tutto sommato è rassicurante, perché c'è un problema di volontà ma i numeri ci sono. Magari con una bella strigliata ci si rimette in carreggiata. La nazionale vista purtroppo contro Paraguay e Nuova Zelanda è passata ad un nuovo paradigma. Quello del "poverino, si impegna, ma non ci arriva". Questi hanno corso, pressato, si sono impegnati allo spasimo, ma sono talmente scarsi che più di due punti non sono riusciti a racimolare. Sarà che sono organizzati male, sarà l'inesperienza, sarà che Lippi ha lasciato a casa tutti i "geni e sregolatezza", ma qui di genio non se vede proprio. Questa nazionale contro l'Inter prenderebbe tre o quattro gol, non scherziamo. Però siccome speriamo che anche gli zucconi prima o poi, a furia di darci sotto, riescono a passare l'esame, non possiamo che augurarci che sia così e fare il tifo per questa nazionale che più che rabbia, poverina, fa tenerezza.
Di Carmine (del 06/05/2010 @ 17:22:26, in Gnius, cliccato 53 volte)
E prima gli schermi piatti al plasma, poi quelli lcd, poi quelli pronti per l'alta risoluzione (ma non troppo), poi quelli pienamente ad alta risoluzione, poi gli schermi led che migliorano la luminosità. Adesso siamo arrivati ai televisori 3D, da acquistare con appositi occhialini. I produttori di hardware hanno tutto il diritto a provarci, finché la gente cambia televisore ogni due anni per seguire le mode a costo di indebitarsi, perché non continuare? Personalmente mi auguro che questa corsa abbia fine un po' come è successo con l'informatica, che dopo aver lanciato ogni 6 mesi un computer con microprocessore più veloce (ricordate la guerra del MHZ) ha finito per stomacare gli acquirenti che oggi si rendono conto che con un netbook da 150 euro possono fare quasi tutto quello di cui hanno bisogno. Anche perché 3000 euro per avere l'impressione di avere in salotto Minzolini che ci spiega che va tutto bene e con il suo telegiornale ci illustra le nuove tendenze della moda casual e i dettagli sulla cucina fusion mi sembrano troppi.
Di Carmine (del 30/04/2010 @ 10:16:49, in Gnius, cliccato 93 volte)
Alcuni hanno notato come il presidente del consiglio si sia comunicato durante la messa per i funerali di Vianello. Già di quest'uomo sentiamo parlare in pubblico e privato perennemente, lasciamo che i suoi rapporti con il Superiore restino affar suo. Però, trattandosi del primo ministro e di una messa ripresa in televisione, ovviamente il fatto non è passato inosservato a tutti quei divorziati a cui è impedito di ricevere la comunione perché la chiesa non riconosce il divorzio e li considera, per banalizzare il concetto, delle persone che vivono apertamente nel peccato. A quel punto il Vaticano avrebbe potuto trovare tre risposte
- Risposta cinica ma onesta: siamo avvinghiati a questo governo che ci garantisce un po' di soldini per le nostre scuole private extralusso, ci fa degli sconti ogni volta che può e per il quale facciamo spesso e volentieri campagna elettorale. Potevamo negare un favore così ad un amico?
- Risposta liberale: noi come chiesa diamo le indicazioni sulla strada che secondo noi porta alla salvezza, ma non abbiamo nessun potere di negare di avvicinarsi a Dio ad alcun uomo. Sarà poi lui, se si comunica nel peccato, a dover fare i conti con la sua coscienza e con il giudizio del creatore
- Risposta assurda, incredibile, imbarazzante, inadeguata e ridicola: dal momento che Berlusconi si è divorziato dalla seconda moglie, e che meno per meno fa più, per noi adesso è tornato ad essere felicemente sposato con la prima moglie in grazia di Dio.
Indovinate quale delle tre risposte hanno dato (o meglio, ha dato Monsignor Fisichella in un'intervista al Messaggero). Un aiutino: secondo questa versione la chiesa accetta benevolmente i divorzi, a patto che siano sempre in numero pari. Se divorziate dieci volte va bene, nove no.
Di Carmine (del 24/03/2010 @ 22:11:44, in Gnius, cliccato 67 volte)
Si chiama "Scrivi con lo scrittore" l'iniziativa dell'associazione "Libri e dintorni", realizzata con il patrocinio del Comune di Bologna e del Quartiere Reno, che prevede una serie di appuntamenti con scrittori locali e non. Ogni serata prevede la lettura di alcuni brani del testo selezionato con l'accompagnamento musicale di chitarra, flauto, tastiere, oltre al confronto con l'autore stesso guidato da Ettore Bianciardi, docente ed intellettuale bolognese. Ma la vera novità, rispetto ad altri appuntamenti letterari, è che i partecipanti potranno essi stessi cimentarsi nella scrittura: ogni sera infatti lo scrittore ospite proporrà un incipit di un racconto. Chi vorrà potrà proseguire il racconto e farlo pervenire ad una giuria: per i migliori ci sarà la soddisfazione di vedere pubblicato il proprio lavoro in una raccolta di successiva pubblicazione.
Mercoledì 31 marzo presenterò il romanzo "Ballata in sud minore", edito da Zerounoundici Edizioni. Il romanzo è caratterizzato dagli elementi tipici del romanzo adolescenziale di formazione, posti in un contesto tutt'altro che edulcorato, e cioè la provincia di Taranto dei primi anni novanta. Uno stile che non rinuncia all'umorismo per raccontare un ambiente difficile in cui le passioni giovanili dei protagonisti si intracciano con la crisi industriale, l'inquinamento, la criminalità. Temi purtroppo ancora estremamente attuali a vent'anni di distanza dalle vicende raccontate. Appuntamento mercoledì 31 marzo alle 21 presso la Sala Falcone e Borsellino di via Battindarno 123 a Bologna, ingresso libero. http://www.scriviconloscrittore.org/
Di Carmine (del 22/03/2010 @ 21:55:12, in Gnius, cliccato 62 volte)
Mezza Europa è sconvolta dalle ignobili storie dei preti pedofili. Un reggente regionale del Movimento Cristiano dei Lavoratori è arrestato con l'accuse gravissime di complicità mafiose. E cosa proclama il nostro Bagnarolasco? Che non bisogna votare Emma Bonino perché è favorevole all'aborto. Come dire, il tetto della nostra casa è pericolante, nel muro ci sono crepe larghe dieci centimetri e le fondamenta stanno cedendo, ma è fondamentale che le tende alle finestre siano stirate bene.
PS Per gli amici giornalisti: quando parla il presidente della CEI, non "parla la Chiesa". Parla un esponente della Chiesa. Ma sono esponenti della Chiesa anche Padre Zanotelli, Kakà, Pupo e il sottoscritto, perché la Chiesa è l'insieme dei cristiani che si riconoscono come figli di un unico Dio. E non esistono figli più importanti di altri, anche se a volte i giornalisti sembrano pensarlo
Di Carmine (del 05/03/2010 @ 18:18:57, in Gnius, cliccato 84 volte)
Lo ammetto: mi è capitato in passato di mangiare in un fast food, così come capita di scivolare in una pozzanghera o di beccare un paletto parcheggiando. Ne sono sempre uscito con il colesterolo ammaccato, ma tant'è. Sono spesso gli unici posti in cui si riesce a mangiare nei dintorni delle stazioni e gli unici aperti in certi orari, per cui uno si sente condannato. So di alcuni a cui quel clima di gasolio fritto e poliestere addirittura piace. Ma quando ho visto la campagna del McItaly, persino la mio coscienza sonnolenta di uomo del terzo millennio ha avuto un sussulto. Ma come? Il simbolo più deteriore della catena di montaggio applicata alle nostre vite (paga-ingoia-esci-paga-ingoia-esci-paga-ingoia-esci) associato ai prodotti agricoli italiani? Si dice: almeno così sai che mangi carne italiana e non un frullato di budella di mucche irlandesi e vacche della Nuova Zelanda. Almeno sai che l'insalata è coltivata nei campi e non in serre biotecnologiche su un altopiano centroamericano. E perché, da quando la cucina italiana è fatta dagli ingredienti, e non dalla creatività con cui si combinano? Italy per me vuol dire prendere americanissimi pomodori e trasformarli, con pazienza e delicatezza, in ragù. Italy per me vuol dire prendere le patatone tedesche e cuocerle al forno con lentezza e rosmarino, anziché stritolarle in un elettroshock di oli bisunti. Italy vuol dire mangiare la carne (e non tutti i giorni) con la forma che ha, che sia costata o petto di pollo, e non ho mai visto un macellaio affettare bistecche di forma rotonda. Pane e mortadella, ecco cos'è Italy. Insalata caprese, ecco cos'è Italy, con un po' d'olio d'oliva, e senza salsine speziate. Senza zuccheri aggiunti. E senza l'inutile cetriolo che - lo cantavano anche i Gem Boy - nei fast food infilano tanto per scrupolo di coscienza: mangi un panino di carta come un pollo in batteria, ma insomma, c'è pure il cetriolo. Quale sarà il prossimo passo? La pizza all'ananas con frutta solo italiana? Colazione con pancetta e uova rigorosamente prodotte in Italia? Salsiccia e crauti coltivati in sicilia? Buon appetito, italyani.
Di Carmine (del 19/12/2009 @ 22:28:39, in Gnius, cliccato 157 volte)
Allora, ci vediamo domani, passo a prenderti verso le 6. Però se cambio idea e non passo non c'è problema, nemmeno ti avviso, tanto non è un accordo vincolante. Con la presente scrittura privata il sottoscritto Pallino Pinco cede la autovettura Fiat 850 alla concessionaria Guido Piano srl di Vicolo Stretto, ma mantiene una copia delle chiavi perché se cambia idea se la riprende, visto che l'accordo non è vincolante. E io vi dichiaro marito e mogie nella buona e nella cattiva sorte, in salute e malattia, finché morte non vi separi, a meno che uno di voi due non decida altrimenti, visto che questo non è un accordo vincolante. I signori della terra hanno discusso per ore di cambiamenti climatici arrivando ad un accordo non vincolante. Ma come l'acqua asciutta e la ghiaccio bollente, è un ossimoro. Un accordo non vincolante non è un accordo.
Di Carmine (del 01/09/2009 @ 23:18:02, in Gnius, cliccato 134 volte)
Il vescovo di Bologna è stato categorico, basta con i canti allegri in chiesa. Finalmente! Cos'è questa idea malsana di portare gioia ed entusiasmo durante la messa? Cosa centra la felicità con la fede cristiana? Penitenza, contrizione, dolore e frustrazione tornino a conquistare lo spazio che meritano all'interno della liturgia. Basta con le chitarre, attirano troppi ragazzi in chiesa e distraggono le vecchiette, sia dato spazio solo all'organo. Meglio se di manifattura rinascimentale. Basta con l'alleluja delle lampadine e alla perniciosa voglia di vivere che mette, oltre tutto i fedeli quando alzano le braccia rivolgono il viso verso l'alto e invece è meglio che tengano sempre lo sguardo basso a fissarsi i piedi, che non gli vengano strane idee. Basta con Dolce sentire di Baglioni, sia messo al bando, oltre tutto non è nemmeno in latino. Basta con le canzoni del Gen Rosso, cos'è questa storia della multiculturalità? Che se le cantino i bingo bongo quelle canzoni ritmate, il ritmo si sa è del demonio, solo il lento incedere della noia porta alla salvezza. "Perché la festa siamo noi, che camminiamo verso te?" Ma stiamo scherzando? Festa? Quale festa? Voi siete solo abominevoli peccatori intrisi di peccato originale, altro che festa. Non siete neanche parte del clero e pretendete di rivolgervi a Cristo! Giammai. E poi: "Resta qui con noi" del Gen Rosso vada cantata, se proprio si deve, solo la sera, "Te al centro del mio cuore" solo in caso di messe notturne all'aperto (altrimenti non si vede la Stella Polare), "Benedici" potrà essere cantato solo in tempo di vendemmia. Bravo Caffarra, ci voleva, si proceda adesso con vere hit come "Noi canteremo gloria a te","Resta con noi signore la sera", "Dov’è carità è amore", e al limite i canti appropriati preparati da Biffi con il preciso obiettivo di stroncare sul nascere anche solo l'idea di sorridere e gioire durante una messa. Ma non è che il primo passo. Occorre procedere eliminando le panche (che stiano in ginocchio tutto il tempo quei laici peccatori) e le luci elettriche, che creano un'ambiente troppo luminoso e quindi sereno. Meglio predicare alla luce di qualche fioca candela. Capo coperto e vestito nero per le donne, meglio se poste in una zona separata da quella degli uomini, che tutta questa promiscuità è disdicevole. Se poi restano a casa a recitare il rosario nessuno sentirà la loro mancanza. Penitentiagite!!!!
PS Forse ho esagerato, ma neanche tanto. Leggete qui:
http://bologna.repubblica.it/dettaglio/la-riforma-dellosanna-del-cardinal-caffarra/1704639
Di Carmine (del 23/06/2009 @ 22:10:56, in Gnius, cliccato 98 volte)
"Se volete me ne vado, ma non è che i giovani siano questo granché". "I giovani hanno bisogno di fare esperienza". "Non vedo alternative all'orizzonte". La più brutta nazionale che io ricordi (quella che nell'83 non ci qualificò all'europeo era pessima ma almeno non fu umiliata dagli avversari) rappresenta una bella immagine del paese di oggi. Un paese con un primo ministro settanduenne con il parrucchino e la cipria, con una classe dirigente che quando parla di "nuove leve" si riferisce ai quarantacinquenni, con sessantacinquenni che dopo aver ritirato la pensione vanno a fare i consulenti in azienda. Per carità, siamo un paese a crescita zero ed è un bene che anche i più anziani lavorino. L'importante è smetterla con quel "non vedo alternative". Alle alternative va data una possibilità. Finché Lippi vive in un mondo dei sogni che si è fermato al luglio 2006, non vedrà altro che non sia Cannavaro, Toni, Zambrotta e compagnia vecchia. Così come le aziende e le istituzioni dovrebbero ogni tanto fare spazio ai più giovani. Il problema è che questo comporta rinunciare al potere (e ce lo vedete l'incipriato che fa un passo indietro) e soprattutto accettare la possibilità che i giovani siano davvero meglio e non facciano rimpiangere il passato. Nel calcio c'è voluta un'umiliazione intercontinentale per capire che è ora di cambiare rotta. Nel mondo reale, purtroppo, per i giovani c'è ancora tanta panchina...
Di Carmine (del 23/05/2009 @ 20:55:26, in Gnius, cliccato 98 volte)
Secondo alcuni economisti la crisi a cui tutto il mondo tranne il nostro primo ministro (beato lui) sta assistendo potrebbe essere un V, e cioè ci riprenderemo con un balzo in avanti, una U, e in quel caso ci riprenderemmo dopo un po' di fatiche, oppure una L, e in quel caso la ripresa, se ci sarà, è lontana. Se penso al peggioramento del nostro debito pubblico e alle politiche economiche degli ultimi mesi, credo che per l'Italia si prospetti una crisi a j. Poeticamente, rappresenta un chiodo a cui appendere i sogni. Per i meno poeti, un bel gancio infilato in quel posto ai soliti noti (e cioè noi lavoratori che non possiamo evadere le tasse).
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