Il blog di Carmine Caputo
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Le testine si allineano, le teste pensano

Carmine Caputo
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Progetti per l'estate. Quest'anno...

 Compro un'isola greca e ci passo le ferie
 Viaggio esotico il più lontano possibile
 Capitale europea: breve vacanza ma intensa
 Mare, mare, fortissimamente mare
 Montagna. Ho bisogno di aria fresca
 Centro benessere, Ho bisogno di coccole
 Resto a casa, ho i soldi appena per un'aranciata

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Gli spostati, su Radio 2
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L'uomo che guardava passare i treni, di Georges Simenon
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Aiuto sono un pesce. Visto, rivisto, visto, rivisto...





07/09/2010 @ 23.13.51
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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Carmine (del 17/04/2008 @ 21:43:36, in Storie, cliccato 209 volte)
Non c'era stato nemmeno il tempo di seppellire il povero corpo esanime di Abele, che già lo stavano sezionando con cura per l'autopsia disposta dall'inquirenti.
Dio, che stava per proporre a Caino la frase che si era preparata, dov'è tuo fratello, si trattenne perché non si aspettava certo tutta quell'agitazione in un mondo creato di fresco. Ma poi decise comunque di procedere, e che cacchio, era pur sempre il Creatore. E insomma, Caino, dov'è tuo fratello? L'avvocato consigliò Caino di non rispondere, perché ogni cosa avrebbe potuta essere usata contro di lui. Fu l'avvocato stesso a rispondere che dal momento che non esistevano documenti di affido parentale né contratti di custodia in esclusiva, il suo cliente non era tenuto a conoscere la precisa collocazione del fratello.
La faccenda innervosì non poco il Signore, che aveva ancora sotto gli occhi il sangue di Abele: ma solo per un attimo, perché gli uomini della scientifica intervenuti l'avevano raccolto tutto disponendo un'analisi del dna che confermasse fosse davvero appartenuto ad Abele.
I RIS spiegarono che sarebbero stati necessari mesi prima di ottenere un riscontro, anche perché c'erano tracce di dna ovunque e soprattutto mancavano testimoni. Esasperato, Dio scacciò Caino ordinandogli di muoversi ramingo e fuggiasco, ma anche in questo caso la difesa si oppose ritenendo che il confino fosse una procedura che violava i diritti civili e che in ogni caso Caino aveva i diritti di cittadinanza che non poteva essere revocati. E poi, la testimonianza di una divinità non era contemplata dal codice di procedura penale di uno stato laico.
Caino ottenne così gli arresti domiciliari, ma si lamentò anche di questo, perché riteneva di poter essere vittima di ritorsioni, per cui fece causa a Dio per i danni causati alla sua immagine. Chiunque ucciderà Caino subirà la vendetta sette volte!, tuonò allora il Signore che già pensava di anticipare il diluvio, e impose a Caino un segno perché non fosse colpito da chi l'avesse incontrato. Ma il bracialetto elettronico è pratica abnorme e non giustificata, sostenne il documento dell'efficiente avvocato, e poi mancano i presupposti di necessità e urgenza. Esasperato, Dio esclamò: ma io sono il Giudice Supremo! Sia fatta la mia volontà. Fu la goccia che fece traboccare il vaso. L'avvocato ricusò il giudice, perché evidentemente c'erano seri pregiudizi per la serenità del giudizio e per l'ottenimento di un equo processo.
Caino emigrò a Nord dove attese la prescrizione dei termini di custodia cautelare.
 
Di Carmine (del 24/12/2005 @ 16:57:46, in Storie, cliccato 451 volte)
- Lo faremo scegliere alla nostra divisione marketing!
- Non lo so
Babbo Natale si alzò e andò a osservare la neve che cadeva copiosa, con una mano dietro la schiena e l'altra sulla barba.
- Una volta era più semplice. Bastava una buona idea e tanta volontà, e si riusciva a fare felici i bambini. Adesso è tutto così veloce, tutto così frettoloso. Anch'io in effetti non mi riconosco più, sono diventato scontroso, irascibile...Va bene. Mettiamoci al lavoro. Cercate questo bambino. Preparate la campagna di stampa. Avanti!
I collaboratori uscirono di corsa con le loro cartelline con il logo di Babbo Natale e si misero in effetti al lavoro. Quando Babbo Natale fu sicuro di essere rimasto solo, pigiò un bottone.
- Non ti pare di aver esagerato?
- No. Bisognava metterli alla prova. Che brutto mondo.
- Dillo a me, che ormai sopravvivo con i mercati di nicchia.
L'inserviente cacciata poco prima si sciolse i capelli, recitò una strana formule e d'improvviso si rivelò per quello che era: una vecchia strega.
- La mia scopa?
- Lì, nell'anticamera. Ma li hai visti? Non ti ha difeso nessuno! L'esperto di pubbliche relazioni per un attimo mi ha illuso, e invece, anche lui...Che vada a lavorare per l'angioletto del dentino!
- Non lo assumeranno mai. Stanno tagliando anche di là. Hai deciso cosa farai adesso?
- Certo. Mi libererò di tutti, cda, task-force, collaboratori. Torno a fare da solo. E basta stupidi pupazzi appesi ai balconi, e giocattolini in vetrina! Non sono mica Big-Jim, io!
- Ma riuscirai a portare i regali a tutti? Io faccio un giro breve, ma tu...
- Non lo so, Befana, non lo so. In effetti è difficile. Vorrà dire che quest'anno porterò regali più leggeri. E qualcuno non ne riceverà. Ma se non altro riporterò in vita lo spirito del Natale!
- Bravo Nicolaus. Dici che troveranno il bambino che crede in te?
- Guarda che sono ancora in tanti. Ho passato dei dati fasulli, ma quegli incapaci non li hanno nemmeno verificati.
- Ciao Nick.
- Ciao.

Se quest'anno a Natale non riceverete regali, o ne riceverete di leggeri, non abbattetevi. Non è la crisi. È solo che Babbo Natale ha dato un taglio al personale per riportare lo spirito del vero Natale...
 
Di Carmine (del 23/12/2005 @ 21:31:49, in Storie, cliccato 431 volte)
La ragazza arrossì, nascose le mani dietro al grembiule, si schiarì la voce e disse con un tono flebile appena udibile.
- Sono la nuova inserviente...
- Ecco, appunto, lei non serve. Quando avremo bisogno del suo parere glielo chiederemo.
 - Ma io... - Contratto? - A tempo determinato...
- Ahi ahi. Non lo facciamo determinare prima del tempo.
- Ma no, ma no - l'esperto in pubbliche relazioni sbottò dal fondo della sala.
- Santa, insomma! Non ti riconosco più! Come vuoi che credano in te i bambini se ti comporti in maniera così rude, fredda, autoritaria!
- Ma...veramente...
- Tu devi essere il babbo di tutti, accondiscendente, sereno, sorridente... Scommetto che neanche quest'anno hai letto il mio communication plan!
- A dire la verità...
- Ecco, lo vedi? Devi curare di più la tua immagine. Signorina? Un bicchiere d'acqua, grazie. E poi ci lasci soli, questa è una riunione riservata.
Appena la giovane uscì, Babbo NAtale domandò sospettoso:
- Ma come, fai tante storie e poi sei più rude di me?
- Io non sono Babbo Natale. Ricordatelo. Posso sempre andare a lavorare per l'angioletto dei dentini. Non è un granché motivante ma paga bene.
- Non dirlo neanche...
- Allora ascoltami. La smorfiosa ha ragione. Dobbiamo impostare una bella campagna finalizzata su un target preciso. Un bambino. Uno solo. Dobbiamo convincerlo. Il resto verrà da se. Viral marketing, si chiama. Funzionerà, vedrai.
- E come lo scegliamo, questo bambino?
 
Di Carmine (del 21/12/2005 @ 21:18:36, in Storie, cliccato 441 volte)
- Il problema è grave: i bambini non credono più in me! E non è perché credono nella Befana o nell'angioletto. E neanche perché sono buddisti o musulmani. Non credono più a nulla! Guardate questi dati, date un'occhiata al questionario che abbiamo preparato sulla customer satisfaction. I bambini non credono più in me! Pensano che i regali vengano direttamente dalla carta di credito dei genitori. Allora?
- Allora quest'anno finalmente facciamo vacanza anche noi a Natale?
- Risparmiatemi queste spiritosaggini. Da voi voglio soluzioni, non problemi!
- E' arrivato il momento di domandarci non cosa può fare l'azienda per noi, ma cosa possiamo fare noi per...Ops..scusate. Questa la dico sempre ma stavolta non è il caso...
- Basterà trovare un bambino - sussurrò una voce dal fondo della stanza. Non era uno dei membri del consiglio d'amministrazione: era la voce di una inserviente che stava cambiando la bombola dell'acqua per il distributore della sala.
- Un bambino?
- Un bambino che crede al Natale. Se lui ci crede, e ci crede davvero, lo racconterà al suo amico, e poi al suo compagno di banco, e la notizia si spargerà...Fino a quando lo spirito del Natale non si sarà diffuso di nuovo.
- Uhm...chi è lei signorina?
 
Di Carmine (del 19/12/2005 @ 21:27:23, in Storie, cliccato 427 volte)
La riunione fu convocata in tutta fretta. I collaboratori di Babbo Natale non potevano nascondere la loro apprensione, visto che mancava una sola settimana all'evento e non si aspettavano certo di interrompere le procedure di spedizione proprio in quella fase.
- Vi ho convocati - disse l'anziano panzone con le guance meno rosee del genere - perché mi è stato comunicata una notizia importante.
- Ti hanno di nuovo ritirato la patente? Possiamo fabbricarne un'altra.
- Non è la patente.
- La Befana ha di nuovo drogato le renne? Accidenti, quella vecchia strega...
- Non sono le renne, che, tra parentesi, ho il sospetto di tanto in tanto si fumino qualcosa da sole.
- L'abito, è l'abito! Hai reciso il contratto con le multinazionali di bibite e adesso puoi tornare a indossare l'abito verde.
- Che bello, che bello, l'abito verde di Santa Nicolaus!
- Volete fare silenzio? Vi ho convocato perché le letterine sono in calo.

Improvvisamente la tensione calò, quasi che la notizia avesse deluso le aspettative degli uditori.
- Ma quelle sono in calo da anni! Si sa che in Europa e in America non nascono più bambini.
- E già, ma in compenso ci stiamo inserendo bene nel mercato cinese! Abbiamo provato anche in Africa, ma poverini, non hanno neanche la carta su cui scrivere
- Silenzio! L'urlo di Babbo Natale fece capire una volta per tutte quanto seria fosse la questione.
 
Di Carmine (del 15/12/2005 @ 21:52:47, in Storie, cliccato 422 volte)
Babbo Natale era particolarmente preoccupato. Il suo ufficio di business intelligence l'aveva infatti informato della presenza sempre più aggressiva di potenti competitor sul mercato dei regali per bambini. Non si trattava della befana, ormai da tempo relegata a nicchie di mercato di regalistica aziendale e genitori a caccia di offerte, e neanche del Bambinello. Con il Signore infatti Babbo Natale aveva buoni rapporti legati alla sua origine religiosa (San Nicola) da sempre ben vista in Paradiso. E poi il Bambin Gesù, nonostante l'atteggiamento piccato di qualche arcivescovo conservatore, era contento che un altro si occupasse degli aspetti più consumistici del Natale: aveva ben altro a cui pensare, Lui. L'accordo era che Gesù riceveva le preghierine, e Babbo Natale le lettere, facendosi carico di logistica, spedizioni e marketing. Anche perché al Bambinello l'idea di finire su bottiglie di bibite analcoliche, striscioni, spot o all'ingresso degli ipermercati non piaceva molto: era abituato a ben altre rappresentazioni artistiche. Babbo Natale aveva controllato ripetutamente i report dei suoi collaboratori, si era sempre comportato correttamente, invitando i bambini ad essere buoni e diffondendo valori di pace e fratellanza. Allora, perché quel messaggio allarmato? Il poveretto, dopo aver controllato la funzionalità delle renne, decise di convocare la task-force di emergenza per affrontare il tema del calo delle letterine.

(Continua...Se vuoi suggerire sviluppi, fallo pure nei commenti!)
 
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